La sconcertante bellezza di Mille tempeste

mille001Partiamo da presupposti, primo: Noi di Dimensione Fumetto diciamo da anni che il Fumetto è una forma d’arte. Se state leggendo si suppone che siate d’accordo con Noi e non essendo nell’ambito adeguato a spiegare tale affermazione non la spiegherò, quindi…

… passiamo al secondo presupposto: ognuno ha i propri gusti; e ci mancherebbe, il mondo sarebbe ancora peggiore se così non fosse.

Dati i due presupposti si arriva alla tesi: Mille tempeste di Tony Sandoval, edizioni Tunué, è un’opera d’arte.

Ecco mi sono tolta il pensiero di stare a giustificarmi con troppe parole, accettate la mia tesi e se vi va continuate a leggere, così potete pensare se confutarla o appoggiarla.

L’adolescente Lisa ha l’hobby di passare ore a cercare oggetti per la sua personale collezione: teschi di animali, elmi, denti. Le ultime due cose della lista le trova nello stesso pomeriggio di tempesta: il primo è semisepolto nella terra; gli ultimi appartengono al teschio di uno strano caprone inchiodato ad una roccia, in un boschetto misterioso, apparso quando lei ha varcato una specie di soglia formata da un albero secco, spinta come da voci misteriose che sentiva nella testa. Lisa ha un fratellastro che la odia perché non la capisce, una madrina che lei mille002odia semplicemente perché non è sua madre, che le manca tantissimo; ha anche un padre, ma non lo vede mai. Lisa non ha amici, ma ha un ragazzo che le piace e che un pomeriggio la bacia. Lisa è confusa, non sa che cosa prova e chi è, non sa bene come comportarsi quindi perde l’affetto del ragazzo ma al suo posto trova una poesia bellissima: «Ci sono volute un migliaio di tempeste per estinguere il tocco della tua mano sulla mia pelle…». Lisa non lo sa, ma è considerata una strega e un giorno lo scoprirà a sue spese.

Sandoval ha la capacità sorprendente di saper rappresentare emozioni, stati d’animo, situazioni solo con il disegno. Magari è una caratteristica comune ai bravi disegnatori, ma in questo caso i disegni sono mostruosi: lo dico con tutto l’affetto possibile, perché ADORO i disegni di Sandoval, ma obiettivamente sono mostri. Le teste sono dei palloni ovali, con occhi piccolissimi e distanti, i colli sottilissimi sembrano sempre spezzarsi sotto tale massa, così come le gambe e le braccia, che sembrano spaghetti gommosi. Non c’è proporzione, non c’è verosimiglmille003ianza, eppure sono disegni di una bellezza sconcertante. Molto si deve all’abilità coloristica, all’effetto acquerello che trasporta tutto in una dimensione favolistica e surreale che, paradossalmente, ci aiuta a vedere le cose come più reali. Ma per Sandoval non è il caso di parlare di realtà: sembra anzi volerci far capire, con le sue opere, che la realtà non è altro che una presenza tra diversi mondi, e che uno di questi è la nostra anima, e l’inconscio.

Le storie che racconta sono sempre ricerche, mascherate da storie apparentemente innocue, sono quadri che rappresentano qualcosa di irraccontabile: Lisa deve affrontare i suoi demoni personali, scoprire chi è e cosa vuol diventare, così si trova ad affrontare mostri reali. Nulla è spiegato, nulla è logico, pochi elementi hanno una loro conclusione.

Sandoval, uomo del ‘900, sa che ci sono più incertezze che certezze, che la realtà è insondabile che, come già ci raccontava Montale, e ancor prima Baudelaire, è punteggiata da oggetti-simbolo che ritornano nei suoi lavori, porte dimensionali che potrebbero svelare il vero volto delle cose a chi le sa leggere. E così ecco la panchina abbandonata nel nulla, i teschi (come gli ossi di seppia) disseminati sulla terra, il panorama desolato e arido del Messico. Sandoval sa bene che tali porte sono difficili da aprire, ma intanto è possibile collegarsi con l’unica dimensione che ci è così vicina e così sconosciuta: noi stessMille-tempestei, quello che abbiamo dentro, i timori, le paure, il coraggio, l’amore. Sono tutti lì, non li vediamo e lui li rappresenta per noi nel suo stile personalissimo, affascinante, disturbante a volte. Che, personalmente, non smetto di ammirare.

Se avete letto fin qua, spero di avervi incuriosito e fatto avvicinare ancor di più a questa bellissima realtà che è la letteratura sposata alle immagini: il fumetto.

Silvia Forcina

Silvia Forcina

Non pratico il nerding estremo pur essendo nerd nell'animo, ma non ho niente da condividere con i Merd che popolano il mondo. So solo quello che non sono. Come Balto.

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