La linea d’ombra che separa dalla luce della consapevolezza

La linea d’ombra, oltre a essere il titolo del noto romanzo breve di Joseph Conrad, è un’espressione di valenza metaforica che indica quel passaggio che va da una giovinezza ancora incerta e insicura a quella adulta e consapevole, il passaggio obbligato che non sempre riconosciamo, ma che tutti affrontiamo o dobbiamo affrontare andando avanti nelle nostre vite.

Il racconto in sé è così ricco di chiavi di lettura e di livelli che ridurlo obbligatoriamente solo a tanto è un peccato, eppure questo passaggio verso una presa d’atto fondamentale è anche la sua parte più bella e riconoscibile, ed è su questo contrasto di ombre e luci a venire che gioca anche il fumetto realizzato da Andrea Laprovitera e Valentina Raddi per la collana Narrativa tra le nuvole di Kleiner Flug.

Il giovane protagonista lascia il suo incarico su una prima nave perché sente il bisogno di nuove sfide e di impegni con cui mettersi alla prova e poco dopo trova un fortunato incarico da capitano su un veliero… maledetto. Il defunto capitano della sua nuova nave è infatti morto pazzo, augurando al legno e all’equipaggio di non sopravvivergli. E questo è quello che sembra succedere: dal primo ufficiale in giù tutti i marinai si ammalano di colera, le scorte di chinino sono finite e la nave rimane ferma in una bonaccia di calma piatta che sembra annunciare la loro morte. Solo il giovane capitano e il cuoco malato di cuore sono in forze e quando tutto sembra perduto finalmente i venti portano la nave verso il porto e la salvezza.

Nei giorni più disperati il giovane protagonista ha potuto fare i conti con se stesso, con le sue insicurezze e disperazioni, sapendo di non avere nessuno su cui contare, tanto meno la propria esperienza o decisione. Eppure una volta superato il peggio ecco che le ombre oscure dell’animo si dissipano e il capitano può guardarsi allo specchio sapendo di essere un uomo diverso, con certezze e nuove conoscenze come zavorra.

Dal blog di Valentina Raddi

Molto semplicemente, ma anche molto efficacemente i disegni e i colori della Raddi sottolineano la presenza delle ombre, sensibili e sensitive, per tutta la durata della vicenda: la griglia ricca e densa, dalle cinque alle dieci vignette, è riempita di colori polverosi che vanno dall’ocra a tutte le sfumature di grigio. I volti dei personaggi e in particolare quello del protagonista sono costantemente tagliati dalla linea di un’ombra più scura. Molto spesso è il fondo a essere in luce mentre le figure sono silhouette scure che si stagliano nette e tondeggianti sulla base più chiara. Il disegno infatti è bozzettistico e semplificato, ma ricco di particolarizzazioni per cui ogni personaggio è molto diverso dall’altro, e nell’insieme della realizzazione rimanda al fascino delle ombre cinesi.

La sceneggiatura di Laprovitera è lineare e riesce ancora una volta (i miracoli degli autori di Kleiner Flug) a sintetizzare la storia senza perdere nessun aspetto importante, anche se si allontana dall’impostazione del testo originale. Di nuovo un ottimo lavoro da leggere con la testa tra le nuvole.

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