La Dottrina di Bilotta e Di Giandomenico – una recensione indipendente

Nell’anno 2006 Alessandro Bilotta vinse il premio Micheluzzi per la “miglior sceneggiatura di una serie realistica”. Il fumetto di cui si parlava era La Dottrina, disegnato da Carmine Di Giandomenico, e chiunque lo abbia letto non può non sentire un brivido al pensiero che tra il mondo descritto nei quattro volumi originali e la parola realtà possa esistere una qualche correlazione.

«Ma sa io fossi già nient’altro che una proiezione mentale del Nocchiere?»

La letteratura distopica fantapolitica ha illustri antenati, ma nasce davvero nel 1921, quando in Europa si affacciavano quegli incubi moderni che furono i regimi totalitari: con Noi, di Zamjatin Evgenij, si cominciano a immaginare società dell’orrore organizzato che nel breve giro di dieci anni diventeranno inimmaginabili realtà, dalle ceneri di una democrazia immatura e nel fertile humus di un’umanità resa affranta e incattivita da una Guerra Mondiale. Quando Orwell scrive il suo 1984  lo fa con gli occhi di chi ha visto l’Europa ridotta in macerie purgarsi del nazismo e del fascismo, senza ancora possedere la piena consapevolezza di quel che accadde nei campi di sterminio, e con l’inquietante presenza di Stalin a un tiro di missile. Le due guerre mondiali hanno mostrato al cielo di quali abissi è capace l’umanità, e gli autori delle distopie fantapolitiche si sono ritrovati a assomigliare agli scrittori di cronaca.

«In Corea del Nord lo sanno di essere sudditi di un totalitarismo, o non credono forse di essere liberi, più liberi degli altri?»

Io i totalitarismi li ho studiati parecchio, dal punto di vista storico e filosofico, e ora che ho letto la ristampa de La Dottrina uscita per Feltrinelli Comics, posso dire con una certa sicurezza che anche Bilotta lo ha fatto. E a pensarci è forse questa la qualità migliore dello scrittore romano: i suoi testi sono come la distillazione essenziale di un profondo lavoro di ricerca, un’alchimia di sensi, parole e significati, che dal piombo del materiale d’origine crea l’oro di un’opera originale. Il risultato è un fumetto che può esser fruito su più livelli: è un volo d’uccello sul mondo del Nocchiere, in cui tutti sono escrescenze cancerose; è un grappolo di storie di disperazione, piccole parentesi di felicità, amore, amicizia e perdizione.

Da un lato Bilotta rispetta i gli stilemi del genere che ha prescelto, cimentandosi nella creazione e animazione di un mondo fittizio descritto con tono che sa oscillare fluidamente tra ironia e dramma, semplicità e approfondimento, passione e freddezza; dall’altro Carmine Di Giandomenico conferisce alle tavole un taglio che sintetizza fantascienza e realismo, mostrando già da questa prova il tratto nervoso e dinamico che diverrà il suo marchio di fabbrica. Non c’è una sola parola, nè una sola vignetta, che non sembri scelta accuratamente per aprire una finestra verso un altro significato, o un’altra opera, creando una rete di rimandi che è l’esatto contrario, e forse l’antidoto, alla terrificante società del Nocchiere, la cui unica debolezza è il non poter controllare interamente i nostri pensieri.

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«E se il segreto non fosse controllare quel che pensiamo, ma soltanto quel che compriamo?»

La lettura de La Dottrina è un’esperienza che non si esaurisce nel momento in cui si arriva all’ultima pagina. Ti accompagna nell’arco della giornata, inietta dubbi, paure e domande nel cervello. Lo fa perché il suo ultimo significato risiede nella consapevolezza che la Verità è, a un tempo, il parametro su cui tariamo le nostre vite e dirigiamo azioni e pensieri e, dall’altro, un oggetto malleabile, soggetto a essere adulterato con mezzi e modalità che oggi sono tragicamente noti e alla portata di tanti. Quanta della Verità in cui crediamo è voluta da altri? Chi è il nostro Nocchiere? A quale Dottrina obbediamo?

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«E non saranno le mie passioni, i miei hobby, lo scrivere e leggere, soltanto la mia speciale versione personalizzata di una Terapia Perelà?»

Copertina de "La Dottrina" di Alessandro Bilotta e Carmine Di Giandomenico.A questo punto leggere La Dottrina è semplicemente un dovere. Forse l’insensato tran tran delle nostre vite quotidiane è come una serie infinita di numeri, e forse a ognuno di questi numeri bisogna imparare a dare un significato, presto, prima che arrivi qualcun altro a darglielo al posto nostro creando una Verità a cui non ci resta di aderire a testa bassa. 41 è “età della ragione”, che significa porsi le domande giuste senza avere una risposta.


Alessandro Bilotta, Carmine Di Giandomenico
La Dottrina
Feltrinelli Comics, aprile 2019
colore, pagg. 224, € 22,00
ISBN 9788807550263

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