La distanza, come un “concerto disegnato”

La copertina del libro

Ho atteso davvero tanto per poter scrivere questa recensione, su un lavoro che mi ha subito incuriosito anche perché seguo da tempo uno dei suoi autori.

La distanza è un volume edito dalla Bao Publishing, disegnato da Alessandro Baronciani, sceneggiato insieme a Colapesce (nome d’arte di Lorenzo Urciullo), che non nasce esattamente come un semplice fumetto, ma come una “sinestesia artistica”.

Che vuol dire? Bhe: entrambi gli artisti non sono nuovi a sperimentazioni, entrambi sono eclettici e pieni di risorse, entrambi sono musicisti e riescono a mescolare diverse influenze da diversi campi creativi nelle loro opere. In questo caso specifico il loro esperimento si è materializzato, da quasi un anno a questa parte, in un tour che li coinvolge e che hanno definito “un concerto disegnato”: un modo per unire arte visiva e musicale, per creare qualcosa di nuovo e stimolante.

"La distanza" di Alessandro Baronciani e Colapesce BAO PublishingParliamo però di questo volume: Nicola (che ha le sembianze di Colpesce, ipotesi avvalorata dal nome, se si considera da dove viene il nick),musicista e poeta senza lavoro, vuole partire per Londra, dove vive la sua ragazza Carla, per festeggiare insieme i suoi trent’anni. Prima però decide di fare un giro per la Sicilia, come Goethe, per rivedere qualche amico e soprattutto partecipare al Festival Ypsigrock a Castelbuono. Lo accompagneranno due ragazze incontrate per caso, la spezzina Francesca e la francese Charlotte. Il viaggio in macchina verso il Festival e poi per Punta Raisi sarà l’occasione per entrare nell’anima della Sicilia e dei suoi abitanti, per fare un po’ di filosofia, per conoscere sé stessi e per riflettere sull’amore, la distanza e l’assenza…

La-Distanza-Alessandro-Baronciani-Colapesce-Bao-PublishingBaronciani ha uno stile di disegno molto grafico, con linee di contorno dense, nette, pulite, a realizzare forme sinuose e molto realistiche, risultanti però totalmente personali e allusive; non è esattamente un disegno da fumetto, non usa retini, chiaroscuri, o altre tecniche elaborate, disegna, poi riempie con colori i vasti campi, senza soffermarsi sul particolare ma riuscendo a essere comunque descrittivo (oltre che fumettista è un graphic designer e si vede). Il risultato è però molto efficace per la narrazione, è facile riconoscere luoghi e visi, entrare nella storia e nei suoi ritmi, scanditi dagli spazi bianchi lasciati tra le vignette.

la distanza

Di Colapesce emerge l’amore per la sua terra, la Sicilia, con le sue bellezze poco conosciute, con la sua atmosfera calda e sospesa, con i suoi sapori, i panorami, il dialetto, il pensiero filosofico. Le citazioni di autori famosi dedicati a questa terra di contraddizioni e di vuoti, di forti pieni e ingombranti presenze, rivelano il suo attaccamento ma soprattutto aiutano il lettore ad entrare nella sua atmosfera. E qui arriva la sinestesia di cui sopra: si riesce a sentire il calore del sole, il fruscio dei rami e lo scroscio della cascata, i profumi del cibo e dei vini e soprattutto, davvero sopra ogni altro elemento, si sente la musica.

colapescebaronciani

La musica è la compagnia del viaggio, del cambiamento del pensiero, non ha un ruolo attivo, è lì, fa parte del protagonista, è incipit e soluzione degli eventi, è spettatrice non muta, per quanto elusiva. La musica è se stessa, non interviene nel campo degli umani, che è fallace, complicato, difettivo: è lì e vive per suo conto, e proprio per questo diventa indispensabile, come fosse aria. Riempie la pausa tra un avvenimento e un altro: «Ma la pausa non è forse l’essenza della vita stessa? Prendi la musica. La musica senza pause è come un pentito senza la scorta, come arte sarebbe durata pochi giorni e invece è la regina.»

Questo dice Nicola prima di prendere una decisione importante, e per lui è la verità. Anche per noi leggere un fumetto come La distanza altro non è che una pausa all’interno della nostra routine, di giornate spesso troppo uguali e stancanti, eppure a rinunciarci lo scorrere del tempo sarebbe diverso e più difficile. Ora, non ho assistito al “concerto disegnato” ma come pausa piena di stimoli e allettamento promette bene.Colapesce-Baronciani-Intervista

Silvia Forcina

Silvia Forcina

Non pratico il nerding estremo pur essendo nerd nell'animo, ma non ho niente da condividere con i Merd che popolano il mondo. So solo quello che non sono. Come Balto.

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