Karnak, il Maestro del punto debole

Più di 25.000 anni fa i Kree, una razza aliena originaria della Grande Nube di Magellano, erano già in lotta con gli Skrull, una specie aliena di mutaforma; per fronteggiarli generarono un’arma biologica formata da umani con straordinari poteri, gli Inumani, e Karnak è uno di loro.

Gli Homo sapiens inhumanus sono il frutto dell’esposizione di esemplari umani alle nebbie terrigene, processo che sviluppa poteri latenti; abbandonata dai loro stessi creatori perché ritenuti troppo pericolosa, la specie sopravvisse creando una civiltà parallela a quella umana, nascondendosi nella città segreta di Attilan sull’Himalaya.

Stan Lee e Jack Kirby presentarono la serie degli Inumani nel 1965 sul mensile dei Fantastici Quattro e ora, in pieno spirito di rilancio, la Casa delle idee ha deciso di puntare anche su di loro. Basti pensare che Freccianera, il loro leader, ha avuto un ruolo importante nel corso della saga di Infinity, dove pur di sconfiggere Thanos fa esplodere una bomba di nebbia terrigena su New York che, oltre a sconfiggere il nemico, creerà una nuova stirpe di inumani, i NeoUmani.

La terrigenesi è un processo a cui vengono sottoposti tutti gli Inumani, tutti tranne Karnak. Essere un Inumano ma di fatto non esserlo porta con sé una serie di frustrazioni e stati d’animo che lo portano a studiare le arti marziali alla continua ricerca di un punto debole, quella fragilità che è presente in qualsiasi cosa, persino nella morte che lui stesso riesce a sconfiggere.

Un personaggio così singolare ben si presta a un approfondimento psicologico ed è questo che Warren Ellis, famoso per aver inciso sulle proposte editoriali di Wildstorm Studios di Jim Lee e l’Avatar Press di William A. Christensen e per aver lavorato a diverse serie Marvel (tra cui Moon Knight), tenta di fare in questa miniserie.

Scavare nell’animo del Gran Magister della Torre della Saggezza è un’impresa ardua e interessante, quello che ne esce fuori è una figura cinica, a tratti sadica, ma saggia e molto acuta. La storia di questo volume, raccolta della miniserie in sei volumi dedicata al personaggio, è incentrata sul rapimento di un NeoUmano, ma si scoprirà essere tutto pretesto per ripresentarci e approfondire questo personaggio, che nel corso della storia Marvel ha avuto spesso un ruolo marginale. Il lavoro che Ellis fa è buono e funzionale consentendo ai due disegnatori che si sono cimentati in questa opera di realizzare delle tavole di forte impatto visivo e pregne di dinamismo.

Qui sopra possiamo vedere due estratti del volume con la sequenza dinamica dei combattimenti di Karnak, evidenziata da una linea gialla.

Per i primi due capitoli i disegni sono affidati a Gerardo Zaffino (figlio del più noto e prematuramente scomparso Jorge), il suo tratto caratterizzato da un sapiente uso del chiaroscuro graffiato esalta le atmosfere cupe di questa opera.

Più canonico è invece il disegno di Roland Boschi che cerca di portare a compimento al meglio delle sue forze l’opera lasciata incompiuta, a causa di problemi personali, dal suo predecessore. Trait-d’union del comparto visivo rimane la costante di Dan Brown ai colori che fa un buon lavoro enfatizzando le atmosfere dark usando, come pare essere molto in voga negli ultimi anni, una palette composta da colori desaturati e cianotici, che comunque hanno un buon effetto visivo.

Il volume proposto dalla Panini è un buon mezzo per poter conoscere un personaggio poco noto ai più in un’operazione di valorizzazione a mio avviso molto ben riuscita. Peccato che la serie sia stata chiusa dopo soli sei numeri, poteva essere interessante approfondire ulteriormente la figura di Karnak, ma immagino che non mancheranno occasioni per farlo, inserendolo in altri archi narrativi.

Warren Ellis, Gerardo Zaffino, Roland Boschi
Karnak, il punto debole in ogni cosa

136 pag., cartonato, colori
formato 17 x 26 cm
prezzo: 14,00

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