Storia dei fumetti nel XXI secolo – Jundo: l’era del fumetto digitale in Italia è finalmente arrivata?

A venti anni dall’inizio del nuovo millennio è ormai possibile tracciare una prima retrospettiva sull’attuale situazione dei fumetti alla luce dei molti cambiamenti recentemente avvenuti: i cinecomic, Internet, la digital art, il mutamento del mercato e molti altri fattori che hanno rivoluzionato la fruizione dei fumetti e di conseguenza anche il loro ruolo artistico, culturale e commerciale.

In questo secondo articolo: lo smartphone è ormai un prolungamento delle nostre mani e viene usato per ore ogni giorno, quindi era solo questione di tempo che diventasse uno strumento per la lettura dei fumetti.


Un po’ di storia

Il fumetto in Italia ha avuto indiscutibilmente degli alti e bassi. Dai lucenti anni ’70 e ’80 il mercato è successivamente caduto in una profonda crisi dalla quale, seppur non senza difficoltà, solo dall’ultimo decennio si sta intravedendo una risalita. Sicuramente chi oggi legge fumetti è diverso da chi li leggeva ieri. I nuovi lettori sono cresciuti con un background culturale lontano da quello dei loro predecessori e nuovi editori sono nati sulla base di ciò, radicandosi nel mercato attuale.

Ma una cosa è rimasta invariata: il supporto con cui il media fumetto viene diffuso. Che sia un’edizione economica o super lussuosa, sempre di carta stampata si tratta.

Il digitale non è ancora riuscito a guadagnare la sua parte di mercato, diversamente da quello dei libri di varia dove il mondo degli e-book sembra aver trovato il suo posto.

Sono davvero pochi, nel fumetto, i servizi (internazionali) di questo tipo: Comixology, Tapas e i servizi online degli editori sono alcune delle soluzioni più conosciute e principalmente a pagamento o in modalità freemium. Parallelamente esistono poi dei progetti filantropici come Manga toshokan Z, che per mezzo di archivi digitali gratuiti si pongono l’obiettivo di preservare quelle opere i cui diritti sono ormai scaduti.

A tutto questo inoltre va aggiunta, per dovere di cronaca, una vera e propria giungla di siti illeciti che, con la loro attività, non fanno altro che ledere agli autori stessi e che per ovvi motivi non tratteremo.

E in Italia?

Ad oggi, l’unica esperienza italiana di fumetti digitali è stata quella proposta da Verticomics che, se sulla carta sembrava avere i numeri per conquistare la palma di pioniere del fumetto digitale in Italia, di fatto dopo pochi anni di attività ha chiuso lasciando la sua utenza con l’amaro in bocca.

In uno scenario simile nasce quindi la nuova realtà di Jundo.

La battaglia per il nuovo mondo del fumetto è iniziata!

Il claim alla base di Jundo la dice lunga su quanto sia forte l’impegno del team dietro al progetto. Nato con il contributo della Regione Lazio e di LazioInnova, Jundo fonda il suo modello innovativo sulla promozione dei numerosi giovani autori che, formati nelle eccellenti accademie di fumetto in Italia, rischiano di vedere i loro sforzi vanificati dalle barriere che si frappongono fra loro e il mondo del lavoro.

Jundo è innanzitutto una piattaforma digitale, disponibile come sito web e app nativa (iOS/Android), che permette ai giovani artisti di pubblicare i propri lavori, diventando parte di una community che mette l’arte e l’artista al primo posto.

Sia la versione web sia l’app, attraverso una grafica accattivante e di semplice navigazione, presenta all’utente (una volta completata una facile procedura di registrazione) il proprio catalogo, piuttosto eterogeneo. Se si sceglie di utilizzare il servizio nella versione gratuita si potrà leggere il primo capitolo di tutti i fumetti proposti; diversamente, pagando un abbonamento di 1,99 €/mese, non ci saranno limiti alla fruizione del catalogo.

Scelta quindi l’opera che più si avvicina ai nostri gusti, la lettura risulterà particolarmente agevole attraverso il reader proposto. Lo scorrimento delle tavole è verticale, a differenza di altri servizi che presentano invece lo scrolling orizzontale, e mentre nell’app è disponibile un solo metodo di lettura, nella versione web è possibile scegliere di affiancare due tavole insieme per una migliore immersione. Non è invece presente la modalità di lettura “da vignetta a vignetta” che per una miglior leggibilità da telefono sarebbe stata utile.

Infatti, com’è possibile immaginare, il limite di simili servizi risiede nello strumento che si sta utilizzando. Se la portabilità di uno smartphone risulta imbattibile paragonata a quella di un PC, lo stesso non si può certo dire per la lettura dei testi. Utilizzando un tablet si avrà un giusto compromesso e sembrerà davvero di avere in mano un volume cartaceo.

Al momento la scelta in Jundo si compone di una ventina di titoli. Forse possono sembrare pochi, ma il motivo è che Jundo fonda la sua mission sul concetto di “qualità superiore alla quantità”.

Il lavoro profuso dalla redazione per far funzionare al meglio Jundo è davvero attento e puntuale. I lavori proposti dagli aspiranti autori vengono sottoposti al vaglio dei responsabili e dopo attenta selezione pubblicati sul portale. Ogni autore sarà inoltre seguito da un editor e da un letterista (qualora ne abbia bisogno) per garantire uno standard qualitativo molto alto e, dopo un periodo prestabilito con l’autore, l’opera salirà al livello successivo passando dal digitale alla stampa vera e propria!

L’obiettivo è quello di portare il mondo del fumetto nel nuovo secolo, creando una vera e propria sinergia tra cartaceo e digitale.

Ed è questa la spinta che rende Jundo differente dagli altri competitor. Il digitale non può chiudere le porte al cartaceo né viceversa. Jundo si farà carico di tutte le spese di produzione, del marketing, della logistica e di tutto ciò che non è arte, che verrà lasciata nel pieno potere dell’autore, al quale verrà riconosciuto il 100% dei proventi ottenuti (al netto delle spese). In questo modo ciascuno avrà la propria parte di profitto: Jundo dal digitale e l’autore dal cartaceo.

Jundo, attraverso un modello di marketing decisamente innovativo per il mercato italiano, punta a colmare quel divario mediatico tra il digitale e l’analogico, che tanto negli anni ha fatto discutere gli esperti del settore, attraverso la promozione di talenti nostrani, dando loro la possibilità di emergere e mostrare ciò che valgono.

Sarà una formula vincente? Noi ci auguriamo di sì!


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Mauro Paone

I fumetti fanno parte della mia vita da sempre, per questo sarò sempre una parte di loro...

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