Jane Austen – micro e macro

Jane Austen Manuela Santoni Becco Giallo

Per citare la frase iniziale della postfazione di Mara Barbuni al volume Jane Austen di Manuela Santoni, edito da BeccoGiallo: «È una verità universalmente riconosciuta che il mondo si divide in due parti: chi ama leggere Jane Austen e chi no (ma proprio no)».

Personalmente sono tra coloro che amano leggere la sua scrittura ironica e arguta, che racconta così tanto dicendo di così poco, ovvero di chiacchiere da salotto, di balli, di pettegolezzi tra vicini e lunghe passeggiate nella campagna britannica. Forse per questo ho apprezzato questa biografia molto essenziale eppure ben ponderata, in cui la figura della scrittrice inglese emerge con grazia per quello che era: una donna che conosceva bene se stessa e i suoi simili. Così bene da dedicare tutta la sua esistenza a sottolineare se stessa raccontando dei suoi simili.

Non vi tedierò raccontandovi la sua vita, è qualcosa che potrete fare facilmente cercando online o su qualche testo, ma proverò, come ha fatto la Santoni, a chiarirvi alcune scelte che si è trovata a compiere e le loro conseguenze. Prima di tutto Jane aveva problemi a riconoscere sé stessa come una tipica donna vittoriana: i lavori femminili a cui era costretta a prodigarsi la annoiavano. Non ambiva a viaggiare, come faceva qualche sua contemporanea, né a crearsi una famiglia per sentirsi realizzata come mamma o casalinga. Voleva leggere, e poi, dopo aver letto a sufficienza, voleva scrivere di quello che conosceva e che, neanche troppo in fondo, amava: il suo mondo.

Jane Austen Manuela Santoni Becco Giallo

Le bastano i libri della biblioteca paterna per visitare culture e pensieri diversi dai suoi, non sente come un’affermazione quella di dividere la vita con un uomo e farsi mantenere da lui (nonostante avesse, e molti, problemi economici). Si sente appagata quando i conoscenti ascoltano le parole che ha scritto e la applaudono, affascinati da quello che il suo ingegno ha saputo creare.

Il grande talento di Jane Austen è quello di guardare con occhi acuti tutto quello che la circonda, il microuniverso di una provincia dello Hampshire, e capire che tutto quello che può trovare all’esterno è già lì: i caratteri che descrive non sono solo realistici, sono pezzi di vero che lei compone come un puzzle per ricreare una realtà più grande.

Un po’ come la siepe di Leopardi permette alla curiosità del poeta di immaginare l’infinito, così la monotona quotidianità di un paese vittoriano apre nella mente di Jane legami con la sorgente profonda dell’essere umano, nelle sue tante sfumature.

Jane Austen Manuela Santoni Becco Giallo

Non importa se nelle trame non ci siano colpi di scena o grandi avventure, perché riesce comunque a parlare di tutto il genere umano, con eleganza e irresistibile intelligenza.

Il volume della Santoni si sofferma volutamente sul suo rifiuto di sposarsi e rielabora quella parte di epistolario (e quindi di importante materiale sulla biografia) che Jane ordina alla sorella Cassandra di bruciare come un tentativo di nascondere ai posteri di una sua sincera passione per un gallese, l’unico che le fa conoscere le sofferenze dell’amore.

Ne emerge così l’immagine di una donna estremamente moderna, che rifiuta di sottostare a convenzioni e trasporti egoistici per la propria arte. Io vi invito a leggere questo volume e l’approfondimento della postfazione citata all’inizio per farvi voi stessi una vostra opinione su di lei.

Tanto più che la lettura scorre piacevole, grazie anche al disegno, minimalista e primitivo, ma efficace ed evocativo.

Minimalista perché l’autrice adotta un disegno quasi infantile, volutamente semplificato in volumi e forme. Gli scenari sono resi con pochi tratti di pennello senza apparente cura, essenziali per dare il senso del panorama o dell’arredamento, mentre molte vignette non hanno affatto il fondo disegnato, restano bianche per far trionfare la figura.

Primitivo invece perché alcune definizioni grafiche, come quelle delle mani di Cassandra e Jane che ricamano, ma non solo, richiamano prepotentemente alla mente i disegni e i quadri di Picasso, soprattutto nella prima fase del Cubismo.

Jane Austen Manuela Santoni Becco Giallo
Una breve e incompleta selezione per spiegare meglio la similitudine con il primitivismo: tre immagini di mani disegnate da Picasso (Guernica e Nudo astratto), con al centro una Jane invecchiata, con mani dalle dita tozze con unghie in evidenza, poco naturalistiche ma molto espressive.

L’edizione è poi molto curata e di pregio, e rende giustizia al significante e al significato all’interno. Consiglio dunque quest’opera anche a coloro che non amano leggere la Austen: un buon modo per entrare nel suo mondo e nella sua mente dalla porta di servizio, ritrovandovi in un luogo pieno di bellezze e meraviglie che vi aiuteranno a comprenderla meglio.

 

Silvia Forcina

Silvia Forcina

Non pratico il nerding estremo pur essendo nerd nell'animo, ma non ho niente da condividere con i Merd che popolano il mondo. So solo quello che non sono. Come Balto.

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