Intervista Antonio “Tauro” Silvestri e Chiara “Karicola” Colagrande

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Questo incontro è stato qualcosa di inaspettato. Oltre alla curiosità di aver fatto un’intervista contemporaneamente ai due autori di Claire e Malù, bellissimo volume da poco pubblicato dalla Tunuè, iniziata in modo canonico, la chiacchierata si è trasformata in un raccontare di come si può alla fine raggiungere i propri obiettivi, anche in quel mondo ostico che è l’editoria dei fumetti. Loro non hanno avuto nessuna spinta, nessuna raccomandazione, come spesso sentiamo denunciare dai cosiddetti “Wannabe” che si lamentano di una certa casta e di un certa cerchia ristretta che non bada alla meritocrazia. Antonio e Chiara ce l’hanno fatta ed è stato un modo di sbugiardare queste voci. Ovviamente ci vuole talento ma anche abilità nel sapersi muovere, accompagnato da tanta costanza e ossessione (sì), che sono la base di tutto per poter partire.

Claire e Malù versione La Storia Infinita

Claire e Malù versione La Storia Infinita

Da dove è nata l’idea di Claire e Malù (da qui in poi C&M)?

Chiara “Karicola” Colagrande: L’idea è nata dopo mesi di ricerca di argomenti. Un giorno, esasperata, ho fatto un sunto e ho trovato due idee. Una di queste era C&M, dopo aver visto al mio fianco la mia cagnetta. C&M era un progetto da portare in Francia ad Angoulême. Il titolo e nomi erano volutamente adattati all’editoria francofona. L’idea era però di ri-adattare l’umorismo al pubblico italiano, il primo pubblico che abbiamo sempre in mente.

Antonio “Tauro” Silvestri: Il progetto era l’ennesimo che io e Chiara “Karicola” Colagrande avevamo partorito, nel corso degli anni. Era inizialmente nato per Angoulême ed era a tavole autoconclusive. Ci fecero i complimenti, ma ci dissero che il tipo di umorismo non era adattabile per la Francia. Subito dopo c’è stato l’ARF!. Era nato quell’anno e il loro JobARF sembrava l’occasione giusta per ritentare. E ritentammo proprio con la Tunué che era un nostro sogno collaborativo da tempo. L’interesse di Massimiliano si concretizzò a pochi mesi dal colloquio, chiedendoci però di adattare quelle tavole umoristiche a un vero e proprio graphic novel.

So che siete amici. Quanto è stato importante il vostro rapporto di amicizia per la realizzazione del Graphic Novel?

Antonio “Tauro” Silvestri: Parecchio. Ci conosciamo da più di un decennio, tra i banchi dell’Accademia del Fumetto di Pescara. Siamo grandi amici, molto legati. Ne abbiamo passate tante nel mondo del disegno. Quest’amicizia è stata lavorativamente un’ulteriore positiva aggiunta alla professionalità e alla tenacia su cui ci eravamo cimentati. Non abbiamo mai litigato o avuto divergenze. I confronti sono sempre stati tanti e sempre utili. E avevamo una fiducia innata verso l’altro che – professionalmente è normale – ma in una storia del genere, dove c’è tantissimo di Chiara, sapere che mi ha lasciato “arravanare” nella stesura della sceneggiatura, è una fiducia di cui io la ringrazierò sempre e che si è cementificata proprio grazie a questa amicizia.

Chiara “Karicola” Colagrande: L’amicizia tra me e Antonio è stata la base per iniziare questa avventura fumettistica: non avrei messo questa storia in mano a nessun altro perché ci tenevo troppo e toccava punti personali che solo Antonio conosceva e poteva “raccontare”. Creare un fumetto è come fare un viaggio: puoi viaggiare solo con chi ti fidi, quindi si può fare un fumetto solo con chi ti fidi ciecamente!

Antonio, mi dici che ne avete passate tante. Che intendi?

Antonio “Tauro” Silvestri: Abbiamo fatto la nostra gavetta. La sana gavetta. E non parlo sono a carattere progettuale. Ma nel lavorare alle cose più disparate – anche se non erano nelle nostre corde – e a farci le ossa, soprattutto nel disegno. Tra centri commerciali dove venivamo pagati con biglietti del cinema per le caricature, dalle fanzine alle illustrazioni, dalle riviste alle commissioni di gente che chiedeva anche assurdità impraticabili.

Questi ora li chiamo “intermezzi”, ci hanno fatto fare le ossa soprattutto per ciò che riguarda la tenacia.

Io sono anche un vignettista satirico, ma il fumetto era qualcosa che era sempre lì. Granitico. Più forte di tutto e di tutti. Anche quando i primi progetti ci venivano rifiutati. Il marasma di esperienze passate ci ha fatto capire che la strada, per quanto poteva essere impervia, era quella.

Oggi il traguardo si chiama Claire e Malù e ne siamo fieri. Soprattutto guardandoci indietro.

Chiara “Karicola” Colagrande: C&M è uscito fuori dopo dieci anni di gavetta col disegno: caricature presso centri commerciali, disegni su riviste per ragazzi, disegni per pubblicità, collaborazioni con agenzie. Da dieci anni in questo mondo, ma sempre “dietro le quinte”, in attesa dell’idea giusta. Abbiamo fatto anni di Fiere in cui abbiamo avuto porte sbattute in faccia che non ti dico, ma anche giustamente, perché eravamo acerbi. Ogni tot mesi avevo un crollo psicologico, che so essere comune tra colleghi/e, ma, una volta passato, “stalkeravo” agenzie ed editori per far sì che tutti si “ricordassero” della Chiara “Karicola” Colagrande che da Pescara li contattava per “un appuntamento in sede” anche se questa sede si trovava in Lombardia o Veneto e per mostrare il mio portfolio. Nonostante tutto, sono contenta, però, che l’idea giusta sia venuta “tardi”: abbiamo fatto il libro giusto al momento giusto…forse, se la cosa fosse ingranata prima, avrei disegnato in maniera acerba, oppure avrei avuto un’idea meno “coinvolgente” o avrei avuto un volume tra le mani da criticare tra qualche anno… così NO: sono convinta che lo guarderò sempre con orgoglio! Soprattutto perché lo abbiamo “fortemente voluto”, con tutto il cuore. La tenacia è nostra DEA!

Claire e Malù versione 007

Claire e Malù versione 007

Diciamo che siete l’esempio di chi si fa il mazzo e alla fine riesce a concretizzare, vero?

Antonio “Tauro” Silvestri: Ci siamo fatti le ossa. Abbiamo avuto i nostri alti e bassi. Ma tutte le esperienze passate sono servite senza alcun dubbio.

Chiara “Karicola” Colagrande: Sì, ce lo siamo fatti davvero! E continuiamo: sempre professionali, sempre in movimento; basta vedere il nostro “spam” su FB dal 27 Dicembre (giorno di inizio matite) e abbiamo tenuto C&M sempre “sul pezzo” anche in mesi come Agosto XD siamo PEPPIE INSIDE (un modo di dire che una cosa o si fa bene o per niente).

Se aveste davanti il classico giovane che si lamenta dell’ambiente del fumetto: “è la solita casta, ci vogliono le conoscenze…”, che gli direste?

Chiara “Karicola” Colagrande: Direi: non devi demordere perché io e Antonio siamo l’esempio che è così.  Ovvio che ci siano delle “corsie” lavorative migliori (nel senso buono del termine), come in ogni campo, in realtà. Però chi ha un’idea GIUSTA prima o poi, se “c’è” per l’editore (e quindi si fa vedere interessato durante l’anno a delle pubblicazioni e gli fa vedere dei lavori, si fa vedere alle fiere, partecipa ai vari concorsi) e SE disegna bene, scrive in maniera interessante e ha un’idea BUONA, allora ci si riesce. Bisogna essere tenaci e precisi/professionali, leggere fumetti e informarsi sui cataloghi degli editori, muoversi e prendere appuntamenti con loro: non si può sperare di trovare lavoro in questo campo solo nella propria cameretta e con una decina di “like” sulla propria pagina e tra i propri contatti FB. L’editoria è un’altra cosa: è ESSERCI E LAVORARE sempre!

Antonio “Tauro” Silvestri: Che quelli che lui reputa casta, sono in realtà professionisti sempre in movimento e sempre in fermento. Che le conoscenze, inteso come raccomandazione solo per mera amicizia, sono una barzelletta. Nel senso che una volta si lavorava a bottega dal disegnatore tal dei tali già affermato. Che magari all’inizio ti faceva solo sgommare le matite, prima di metterti alla prova lavorativa. Oggi esistono gli studi, le scuole di fumetto (che io consiglio moltissimo) e le fiere. In ognuno di questi casi è possibile – educatamente – approcciare con il professionista che magari ti sa instradare, consigliare e valutare. Volendo anche proporre, se ci sono le qualità. Ma il lavoro alla base è personale. E sarà sempre e solo quello a parlare.

Chiara “Karicola” Colagrande: Aggiungo: la differenza la fanno le tavole, alla fine! Bisogna sempre disegnare e/o scrivere. PUNTO!

Claire e Malù versione Indiana Jones

Claire e Malù versione Indiana Jones

Come vi trovate con la Tunué?

Chiara “Karicola” Colagrande: Tunué è sempre stata una casa editrice al centro dei nostri pensieri. Tra fiere e quant’altro siamo stati sempre in mezzo alle loro pubblicazioni. Già qualche anno prima avevamo fatto un progetto (non andato in porto) proprio sulle corde delle loro pubblicazioni. Si chiamava Il Mostro. Quando abbiamo deciso di proporre a un editore italiano C&M abbiamo subito ripensato al “primo amore” e siamo stati d’accordo nel proporlo proprio a Tunué durante lo JobARF (del primo anno dell’ARF!). Ora posso dire che abbiamo fatto bene: ci stanno promuovendo benissimo il volume (e ancora non esce!) fanno tutto quello che un autore vorrebbe e stanno organizzando anche un mini-tour per portare C&M in giro per l’Italia. Io personalmente sono contenta che C&M, proprio per quanto ci tengo, sia in mano loro: essere coccolati non ha prezzo!

Antonio “Tauro” Silvestri: Benissimo! Io sono un lettore assiduo dei loro prodotti. La loro cura e tipologia editoriale è sempre stata nelle mie corde. Sono stato uno stalker del loro stand. Il primissimo progetto che io e Chiara “Karicola” Colagrande realizzammo (si chiama Il Mostro) era confezionato proprio per loro. Eravamo ancora acerbi, probabilmente. Ma l’appuntamento con loro è stato solo rimandato, come puoi ben vedere. Quando Claire e Malù è andato in porto, io e Chiara abbiamo voluto andare in redazione a Latina per firmare il contratto invece che rispedirlo via posta. Avevo bisogno della stretta di mano (nello specifico con Massimiliano Clemente, direttore editoriale), perché per me aveva un valore forte.

Ora che siamo dentro non posso che sottolineare quanto la stesura del lavoro è sempre stata professionale nel minimo dettaglio (davvero nel minimo dettaglio!) e anche quanto siamo costantemente seguiti sia nella pre che nella post produzione. Lo staff è fantastico. Gente come Massimiliano, Emanuele, Marco, Giulia e altri che compongono questa famiglia ci stanno accompagnando in quest’avventura senza mai farci sbandare. Parliamo la stessa lingua. Ed è una cosa molto appagante.

Antonio, so che tu solitamente ti occupi di Satira via web, come ti sei giostrato in questo racconto così misurato e delicato? E tu Chiara, a livello di tratto e disegno, cosa ha differenziato per te questo fumetto rispetto a come disegnavi prima?

Chiara “Karicola” Colagrande: Allora, io, come molti editori sanno, non ho un vero e proprio stile riconoscibile… ho fatto tante cose in tanti (troppi) stili diversi. E questa è una cosa “gioie e dolori” per il campo del fumetto, perché gli editor arrivavano a pensare che il mio portfolio fosse “portfolio di un’agenzia…perché ci sono troppi stili dentro!”. Magari nel campo dell’illustrazione mi ha sempre aiutato, ma nel fumetto no. Ho dovuto decidere quindi, con C&M, la direzione da prendere e quando mi è stato consigliato il mondo del fumetto francese, mi hanno detto di vedere un titolo molto famoso per i ragazzi: Lou, un fumetto che sta andando da diversi anni in Francia e che ha un target simile a C&M. Ho iniziato a studiare quello stile e a mixarlo con il tratto di altri grandi titoli come Calvin & Hobbes o Titeuf e con alcuni elementi derivanti dal mio background manga o con ciò che ho imparato nell’ultimo anno nel campo dell’illustrazione (e ciò si vede nelle prospettive sballate o nella natura disegnata in maniera irreale). Così è nato un primo disegno dove c’erano Claire, Malù e Fabrice dal tratto umoristico, ma non troppo commerciale. Era l’ideale, a mio avviso.

Antonio “Tauro” Silvestri: La satira è l’altra mia anima lavorativa. Ma nei fumetti – se devo prendere qualcosa dalla mia esperienza in quel campo – si riversa più che altro nel cercare di dosare il tempo comico o il testo della battuta. In C&M non c’è niente di satirico, ovviamente, ma c’è tanto di comico. Ecco, quelle battute magari non mi sarebbero mai uscite fuori in una determinata maniera se non avessi fagocitato tantissimi fumetti comici e poi non mi fossi allenato negli anni nelle vignette “cotte e mangiate”.

Claire e Malù con Arf!

Finito di leggere C&M mi è nata spontanea una domanda: potremmo mai rivedere queste due protagoniste ancora assieme, magari con qualche anno in più sulle spalle?

Antonio “Tauro” Silvestri: Ti rispondo subito: no. Quello che C&M avevano da dire lo dicono a pieno in questo volume. Chiara mi ha dato il permesso – e io la ringrazierò sempre – di raccontare qualcosa che ha tanto di lei. E lei mi ha dato tutto ciò che aveva da darmi e da dirmi. Farne un numero due sarebbe accanimento. Sarebbe far recitare a C&M qualcosa che non è più la loro storia o il loro ruolo. Sarebbero al nostro servizio in una maniera non più consona a quello che volevamo raccontare. Godetevi questo C&M, insomma, e se vi piacerà, vuol dire che anche Antonio “Tauro” Silvestri e Chiara “Karicola” Colagrande come autori vi sono piaciuti e saremo lieti di farci rivedere con altre storie, di sicuro.

Chiara “Karicola” Colagrande: C&M è un volume che non prevede seguiti, è una storia tra bambina e cane: non vogliamo snaturare la realtà narrativa di una situazione del genere, date le età delle protagoniste.

Claire e Malù versione Harry Potter

Claire e Malù versione Harry Potter

Pensate che C&M sia un punto d’arrivo?

Chiara “Karicola” Colagrande: C&M è un punto di arrivo, perché è uscito fuori dopo tanti sacrifici e anni di strade da scegliere e via dicendo. Quindi sì, con questo siamo “arrivati”. Ma “siamo arrivati” dove volevamo. Cioè siamo arrivati allo START per intraprendere la strada che volevamo. Quindi è al contempo il “punto d’inizio”, la MICCIA che volevamo innescare e che vogliamo far ardere a lungo. “Mi disegno sotto”, che si sappia!

Antonio “Tauro” Silvestri: Adesso sì. Perché voglio godermela. Non fraintendermi, non è presunzione, ma so quanta dedizione e quanta fatica c’è stata dietro. Tutto questo però dura l’arco di una dormita, perché il giorno dopo mi sveglio e ho già voglia di alzare l’asticella. Per me il fumetto è come il salto in alto, in fondo.

Se dovreste convincere a comprare C&M cosa direste?

Antonio “Tauro” Silvestri: Non sono un imbonitore. Ma se avessi davanti qualcuno riuscirei tranquillamente a guardarlo negli occhi, porgergli il fumetto e dirgli semplicemente “Fidati, poi mi dirai…”. Me lo leggeresti in volto che ti sto dando qualcosa in cui credo.

Chiara “Karicola” Colagrande: C&M può essere letto sotto tanti punti di vista e a tutte le età: è il fumetto che avrei voluto trovare in fumetteria. E poi ci sono un numero infinito di pulcini nascosti. Nemmeno io li ho contati!

E dopo queste curiosità ringrazio i ragazzi della disponibilità e di quanto si sono aperti in questa intervista. Attendiamo i loro prossimi lavori! 

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