Injection vol. 1 – una recensione sincretistica

 

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Prima di recensire questo volume dell’Injection di Warren Ellis, lasciatemi fare un piccolo preambolo.

Premessa: del perché il cibo è un bisogno primario

Nella carriera di ogni artista arriva sempre un momento in cui si comincia a lavorare col pilota automatico e la voglia matta di incassare l’assegno. Nel mondo del fumetto seriale americano questo accade molto più spesso di quello che si vorrebbe.

È inevitabile e, soprattutto, umano. La vena creativa è una brutta bestia e tende a esaurirsi molto più facilmente di un mutuo ventennale da pagare ogni maledetto mese. Come biasimare uno scrittore se butta giù una storia a tirar via, quando i figli bussano a soldi e le maledette idee buone non si decidono ad arrivare?

Anche Alan Moore ha bisogno di fare la spesa.

... e di un barbiere
… e di un barbiere

È per questo che chi scrive non si sbrodola mai troppo per quegli scrittori che, all’esordio, ti tirano fuori il capolavoro. Tutti quanti, un giorno o l’altro nella vita, tirano fuori un’idea brillante. Qualcuno poi è capace di metterla giù in una forma espressiva qualsiasi e tirar su soldi e recensioni positive.

Ma il vero Autore, per il sottoscritto, lo vedi sul lungo periodo. Il vero Autore è quello che in una carriera trentennale riesce a gestire la propria creatività in modo da non invecchiare, artisticamente parlando, mai. Il vero Autore è quello che, pur rimanendo nel solco della propria sensibilità, poetica e, perché no, genere, sa farti vedere che ce n’è ancora.

E tutto questo discorso ci porta a Warren Ellis.

1 – Warren Ellis ha regnato

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Warren Ellis ho cominciato la sua carriera nel 1990. Sono 26 anni tondi. Andate a guardare la sua bibliografia, per favore, e ditemi quale altro scrittore di comics ha scritto tante cose altrettanto importanti, seminali, splendide, o anche semplicemente belle. Planetary, Autorithy, Nextwave, Transmetropolitan, Hellblazer, Thunderbolts, sono soltanto alcuni dei fumetti che ha saputo regalare e che, in qualche modo, hanno portato il mondo dei comics mainstream nel decennio successivo.

(E invece tutti ad andare in brodo di giuggiole per Neil Gaiman. Sì, ok, Gaiman ha scritto Sandman. Ok, Sandman è fantastico. Però poi? Qualcuno sa dirmi che ha fatto di rilevante Gaiman dopo Sandman? E non guardate su Wikipedia che non vale.)

Questo, però, è il passato. Injection, assieme a Trees e altra robetta, è il presente di Ellis, e non è detto che sia all’altezza. Sono pur sempre 26 anni, no?

2- Warren Ellis regna

No.

C’è un sottogenere che negli ultimi decenni sta proliferando nel mondo dell’intrattenimento americano, che è quello che chiamerei “il sincretismo letterario”. In pratica si prendono personaggi e ambientazioni variamente eterogenei e li si infila nello stesso contesto, guardandoli interagire e raccontando, attraverso di essi, una sorta di spirito del tempo.

Questo è il sincretismo per Google immagini: una festa hippie alle Hawaii. Poteva andare peggio
Questo è il sincretismo per Google immagini: una festa hippie alle Hawaii. Poteva andare peggio.

Nel cinema varie declinazioni di questo genere le abbiamo viste in film come Expendables oppure Ralph Spaccatutto; nella letteratura in Ready Player One, ma l’origine come sempre arriva dai fumetti.

Ecco, chiedete a chi se ne intende qual è stato fumetto che ha inventato questo genere, e la maggior parte delle persone vi parlerà della League of Extraordinary Gentlemen, di Alan Moore e Kevin O’Neill, datato 1999, oppure di Fables di Willigham/Buckingam datato 2002.

Ma il primo è stato, manco a dirlo, Warren Ellis.

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In Planetary vedevamo interagire diversi mondi provenienti dalla fiction, riuniti in una specie di sovra-narrativa chiamata “La Storia Segreta del Mondo” protetta da un gruppo di agenti segreti.

Injection è una variazione sul tema, e dopo le prime pagine non si può fare a meno di provare il timore che Ellis sia entrato nella fase pilota automatico. Poi però le cose cambiano.

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Injection parla di un gruppo di agenti segreti variamente psicotici che, nel tentativo prometeico di migliorare il mondo, ha commesso un grave errore, iniettando nel ventunesimo secolo un veleno mortale. Tra creature lovecraftiane, folclore inglese, strani casi di autocombustione e intelligenze non biologiche possedute dai fantasmi, i nostri eroi dovranno trovare il modo di rimediare.

Prima che il mondo sia distrutto.

Nel mezzo, Ellis inserisce di sfuggita e con la sua consueta nonchalance, teorie del Tutto che farebbero impallidire quella delle Stringhe. Il rapporto tra la scienza e la magia è la tela su cui Ellis dipinge il suo quadro; i personaggi, nella loro classicità, ti conquistano subito e la tattica narrativa è quella che ci si aspetta: dialoghi brillanti, colpi di scena al punto giusto, e la persistente sensazione che quel diavolo di Ellis ne abbia fatta un’altra delle sue.

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3- Ellis regnerà?

È ancora presto per capire se Injection potrà diventare un’altra pietra miliare nella carriera dello scrittore inglese: sicuramente però è possibile già dire che è un diavolo di bel fumetto, scritto da dio, disegnato da dio dal collaudato Declan Shalvey, e confezionato in Italia con la consueta cura dalla Saldapress, che fa un ulteriore e decisivo passo nella diversificazione della sua offerta editoriale.

Comprate Injection volume 1, insomma.

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Francesco Pone

Francesco Pone legge fumetti da troppo tempo. La sua principale occupazione è tentare di far servire a qualcosa la sua laurea in filosofia.

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