Il viaggio – I misteri della villa abbandonata

Il viaggio è una graphic novel scritta e disegnata da Marco Corona, pubblicata nella collana di spine Black Rainbow, da Progetto Stigma in collaborazione con Eris edizioni.

Una villa abbandonata diventa rifugio per tossicodipendenti e ragazzini a caccia di avventure. Il fantasma di un bambino che un tempo aveva abitato l’oscura dimora conduce gli ospiti e i lettori in un viaggio lisergico e orrorifico nei misteri della villa.

Difficile sintetizzare la trama, perché una vera e propria trama non c’è, non in senso classico almeno. Ci sono delle storie, che si intrecciano in un’atmosfera lisergica e tenebrosa. Si parla della scomparsa di una bambina, la figlia del conte Levis, dispotico proprietario della villa. Dell’amicizia (im)possibile tra un fantasma logorato dalla solitudine e dei bambini in cerca del brivido.

Marco Corona ci ha abituati ormai a una modalità di racconto altra, che se ne infischia della cronologia narrativa e ti porta in un’atmosfera a-temporale. Lui stesso dichiara che lavorando a questo libro non aveva bene in mente quali fossero la trama o i personaggi. Di questa storia conosciamo di sicuro il luogo, la villa, ma i fatti si rincorrono e si perdono, continui flashback e momenti onirici fanno perdere il lettore nelle buie atmosfere delle pagine magistralmente disegnate.

Come in una seduta spiritica Corona si fa medium e evoca figure piene di misticismo e le fa emergere dalle ombre per poi farle di nuovo svanire e perdere tra il nero dominante dell’inchiostro.

Nessuna cosa è illuminata in questa storia (dell’orrore?), non lo sono i bambini che giocano con la fionda in cortile, né i tossicodipendenti che si bucano nel seminterrato. La sola luce sembra essere quella che porta sopra il cappello il figlio di Augusto Levis, un Diogene con la lanterna in cerca di uomini, bambini, con cui giocare e a cui narrare i segreti della sua dinastia. O è forse Caronte che traghetta le anime di quelli che si sono persi o si vogliono perdere in un aldilà onirico e buio?

Se siete a caccia di risposte non è questo il libro che fa per voi. Questo è un volume di atmosfera, in cui gli eventi, i fatti, le situazioni, si intuiscono, si percepiscono a pelle, si sentono nelle ossa. Il dolore delle anime irrisolte, il freddo dell’infinita solitudine di una casa abbandonata che però ha molto da raccontare.

Il grande formato del volume permette di godere appieno del disegno, vergato con sapienza e figlio di un fumetto che insegue l’arte cinematografica. Composizione libera, stile ricercato, utilizzo di retini e di pattern, per la prima volta Corona lavora completamente in digitale sperimentando e portando al limite la tecnica. Alcune delle belle tavole a pagina piena rimandano alla storia dell’arte, vedi tra gli altri il Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich.

Le citazioni non sono solo pittoriche, il libro si conclude infatti con un celebre monologo, recitato da uno dei personaggi più negativi delle tragedie shakespeariana: Riccardo III, personaggio deforme e malvagio, capace di tutto pur di ottenere il trono d’Inghilterra, il quale riflette su sé stesso e sulla propria natura deforme in un dialogo aperto con il pubblico che lo sta ascoltando.

Ora l’inverno del nostro scontento
s’è tramutato in fulgida estate… sotto questo sole di York…
e tutte le nuvole che gravavano sulla nostra casa sono sepolte nel profondo
grembo dell’oceano. Ora le nostre tempie s’inghirlandano delle fronde della vittoria,
le nostre armi ammaccate si appendono come trofei, alle veglie inquiete subentrano sterili festini, alle marce forzate voluttuose cadenze di danza.
La guerra dalle truci fattezze ha spianato la fronte rugosa e ora…
invece d’inforcare il destriero corazzato e d’atterrire il cuore di nemici sgomenti, volteggia agile nelle camere delle dame al ritmo osceno di un liuto…
Ma io, che non sono fatto per amare, o per contemplarmi compiaciuto in uno specchio…
Io, che una perfida natura ha defraudato d’ogni armonia di tratti e d’ogni lineamento aggraziato…
mandandomi prima del tempo, deforme e incompleto, in questo mondo di vivi, solo per metà sbozzato talmente claudicante e goffo che i cani abbaiano quando gli passo accanto arrancando…
ebbene, io in questa zufolante stagione di pace non conosco altro piacere, per ingannare il tempo, che sbirciare la mia ombra al sole e intonare variazioni sulla mia deformità.


Marco Corona
Il viaggio
Eris Edizioni, Progetto Stigma, 2021
256 pagg., bianco e nero, €23.00
ISBN:9788898644957

Commenta !

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi