Il ladro e il ciabattino – Intervista a Enrico Gamba

Dimensione Fumetto presenta uno speciale in due puntate dedicato a Il ladro e il ciabattino, l’epocale film d’animazione da Guinnes dei primati di Richard Williams.

In questo secondo e ultimo articolo: un’intervista a Enrico Gamba, il responsabile dell’edizione italiana del film.


Fotogramma da un video di presentazione di Enrico Gamba.
Direttamente dalla sua camera da letto, ecco a voi Enrico Gamba aka 151eg (nemmeno lui sa come pronunciare quel nome, l’ha deciso tanti anni fa).

Ciao Enrico, presentati ai lettori di Dimensione Fumetto!

Ciao! Sono Enrico e amo l’arte, e il Cinema ne è la settima! Sono stato l’adattatore italiano del film Il ladro e il ciabattino di Richard Williams e spero sia solo l’inizio di una lunga vita nell’animazione.

Nonostante Il ladro e il ciabattino sia in giro dal 1964, moltissime persone ne hanno scoperto l’esistenza solo grazie al tuo video su YouTube e sono rimaste veramente colpite dall’incredibile travaglio produttivo attraversato dal film. Tu invece come ne sei venuto a conoscenza?

Io conoscevo Richard Williams, ma in modo non diverso da qualsiasi altro amante dell’animazione. Pensate che nemmeno ricordavo il suo nome, era solo “quello della Pantera Rosa” o “quello del libro d’animazione”. Poi, una cara amica, mi ha chiesto se conoscessi The Thief and the Cobbler e sono rimasto assolutamente folgorato! Mi ci sono fissato così tanto che anche se non ci avessi lavorato sarebbe stato il film d’animazione che ho visto più volte.

Raccontaci la lavorazione della versione italiana del film: i diritti, l’adattamento, il doppiaggio, le locandine…

L’adattamento è stato lungo e complicato. Oltre a chiedere aiuto a Garrett Gilchrist per le sceneggiature originali e per capire meglio il pensiero del regista, ho dovuto studiare l’esatto funzionamento di un copione. Diciamo che è stata un’impresa imparare l’impaginazione, l’utilizzo di punteggiature particolari come – e /, imparare le sigle VO, inIC, SM, ACC e tutto il resto di ciò che va indicato sul copione, e il resto delle questioni più tecniche dalla compressione audio all’equalizzazione. All’incirca già sapevo come funzionassero dizione, doppiaggio e labiale dalle regole più semplici a quelle più complicate, ma la vera impresa è stato scoprire la parte più burocratica. Le rime di Zigzag sono state le più complicate, non volevo ottenere un gran visir dei Chi pronto a rubare il Natale a base di uova verdi e prosciutto, ma nemmeno un poema epico cavalleresco incomprensibile. Credo di poter vantare un certo equilibrio nella parlata del visir. Le parti più semplici sono state quelle che poi erano più complesse per i doppiatori, come la strega che aveva diverse battute che erano un semplice <<Fa’ versi>> con poche indicazioni per fiati e cigolii vari. Ovviamente trovare voci simili all’originale era impossibile, ma non mi dispiacciono tutte le differenze nell’interpretazione dei personaggi. So bene che il risultato ha le sue limitazioni nell’essere stato fatto in colonne separate e con diversi necessari “buona la prima”, ma è già un miracolo che si sia riuscito a portarlo a termine con tutta la situazione COVID-19 e le limitazioni economiche del caso.

Fotogramma tratto dall'audiocommento di Enrico Gamba a "Il ladro e il ciabattino".
Il 10 settembre Enrico Gamba ha caricato sul suo canale YouTube un audiocommento al film: è interessantissimo e svela molti dettagli sia del film sia della lavorazione del suo adattamento italiano.

Grazie alla distribuzione gratuita su YouTube, questo film prima misconosciuto e introvabile è ora disponibile a chiunque nel mondo, per di più gratuitamente, e ha già superato le 272’000 visualizzazioni nel giro di tre settimane: molto probabilmente è stato visto da più persone in questi giorni che in 56 anni! Hai ricevuto qualche feedback dagli spettatori?

I feedback sono entusiasti. Mi ha scritto qualche genitore (e non pochi) chiedendo se il film fosse adatto ai bambini, e ho sentito dire più volte che mentre i genitori si stavano ormai annoiando, i più piccoli ancora si esaltavano gridando al ladro di fare attenzione mentre esplorava la macchina degli Occhi-Soli. Da un lato il film è di enorme valore e impatto visivo, ma è anche un film impegnato e dalla scarsa componente narrativa. Certamente più leggero di Fantasia, ha avuto l’onore di essere esposto al MoMA e questo è tutto dire! Non mi aspettavo che il pubblico più giovane lo avrebbe adorato tanto da riempire la rete di fanart e discussioni sul fatto se sia meglio il ladro oppure il ciabattino.

 

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Richard Williams ha lavorato a decine di opere per decenni, ha vinto tre Premi Oscar, è l’uomo dietro a un’opera capitale della storia del cinema come Chi ha incastrato Roger Rabbit, eppure il suo nome è decisamente poco noto anche ai fan dell’animazione. Come ti spieghi questa situazione?

Io penso che un vero fan dell’animazione lo conosca, dopotutto è impossibile non imbattersi in lui seguendo la Disney, la Warner Bros., la UPA o altro. D’altro canto, lui stesso non ha mai esaltato il suo nome ed è quindi meno memorabile. Tutti si sono imbattuti in Richard Williams in un modo o nell’altro, solo che non ha mai avuto il suo nome sulla copertina di un DVD. In una scuola di animazione, è impensabile non usare il suo libro The Animator’s Survival Kit.

Dopo il salvataggio dall’oblio de Il ladro e il ciabattino, qual è la tua prossima missione?

Speravo di riuscire a combinare qualcosa con una sala di doppiaggio più professionale portando qualcosa di Tomm Moore, Adam Elliot o magari The King and the Mockingbird, ma forse sto solo sperando troppo. D’altro canto l’avevo pensato anche prima di ricevere il via libera per Il ladro e il ciabattino!

Grazie mille per il vostro lavoro sul film e per questa intervista!

Grazie a voi! E soprattutto grazie a tutti i doppiatori e i grafici che si sono occupati della localizzazione con me! Non sono pochi, hanno riempito i titoli di coda!


[ Il ladro e il ciabattino | Il filmIntervista a Enrico Gamba ]

Mario Pasqualini

Mario Pasqualini

Sono nato 500 anni dopo Raffaello e probabilmente morirò anche 500 anni dopo Raffaello (ma non credo nello stesso modo).

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