Heavy Bone – L’ammazza rockstar!

Abbiamo conosciuto e apprezzato già da tempo le capacità di Enzo Rizzi grazie alle sue pubblicazioni per la Nicola Pesce Editore. La musica rock è il fulcro su cui ruota il lavoro dell’autore tarantino e anche in questa sua produzione non poteva di certo essere da meno.

Chi è Heavy Bone?

È l’antieroe per eccellenza esageratamente egocentrico e privo di freni, dedito all’alcool, droghe e sesso esplicito. Uno zombie in via di decomposizione nato dalle viscere dell’Hellsound: imprecisata dimensione parallela, moderna rappresentazione dell’Inferno dantesco, al cui comando si erge Sua Maestà Satanica, “divinità cornuta” dalle fattezze di un caprone antropomorfo.

Heavy Bone verrà di volta in volta chiamato a commettere i più efferati omicidi con l’obiettivo di eliminare tutti quegli esseri umani che deliberatamente hanno dato vita sul mondo terreno alla musica rock, che invece sarebbe dovuta essere esclusivo appannaggio dell’Hellsound.

Per decenni quindi Heavy Bone è stato il carnefice delle rockstar, colui il quale si cela dietro i casi costituenti il Club 27: espressione giornalistica attraverso cui vengono riuniti tutti quei cantati rock deceduti all’età di 27 anni.

Tuttavia, dopo tanti anni di “morti ammazzati”, anche un tipo come Heavy Bone ne ha abbastanza: si ribella ai comandi ricevuti e ingaggia una vera e proprio guerra contro tutto l’Hellsound mostrando la sua vera natura di (ex) essere umano…

La musica in grafica e narrazione

Saper ben comunicare il proprio “spirito metallaro” attraverso un media basato sulla rappresentazione visiva invece che sul suono non è sicuramente facile. Molti autori, nei propri fumetti, hanno dato sfogo alla loro passione musicale. Ad esempio Bastard!! di Kazushi Hagiwara oppure Le Bizzarre avventure di Jojo di Hirohiko Araki  sono infarciti di citazioni e rimandi al mondo del rock e metal attraverso i nomi dei personaggi che ne compongono le storie. Ancora, nel manga Detroit Metal City di Kiminori Wakasugi, il protagonista è proprio il frontman di un gruppo death metal.

Rizzi è riuscito a creare con la storia di Heavy Bone il giusto intreccio narrativo capace di incuriosire il lettore mantenendone sempre viva l’attenzione mediante il continuo gioco citazionistico, misto al grottesco e il fantastico. Ad arricchire le atmosfere così delineate, si sono interscambiati nel disegno gli artisti Gero Grassi e Nathan Ramirez: due autori dal tratto marcatamente realistico nella rappresentazione delle scene e delle fisionomie tanto da farmi tornare alla mente lo stile del noto autore giapponese Tetsuo Hara già autore di Ken il Guerriero, che molto spesso “prendeva in prestito” i tratti somatici di attori o cantanti famosi per delineare graficamente i propri personaggi.

Sebbene in soli cinque volumi non credo si sia scritto tutto quello che l’autore abbia ancora in mente, l’universo di Heavy Bone mi ha convinto e magari, considerando il finale aperto, credo non sia improbabile che il nostro zombie metallaro non torni a farci visita prima o poi!

 

 

 

 

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