Grant Morrison – La vita e le opere di Luigi Siviero

Copertina di "Grant Morrison - La vita e le opere" di Luigi Siviero.Dopo l’interessantissimo saggio Dopo il crepuscolo dei supereroi, Luigi Siviero continua con il nuovo volume Grant Morrison – La vita e le opere il suo percorso di approfondimento della figura dello sceneggiatore (e non solo).

L’autore scozzese, membro importantissimo delle British Invasion degli anni ’80, è stato fondamentale per ridefinire l’approccio al fumetto supereroistico insieme ai suoi compatrioti Alan Moore, Pete Milligan, Neil Gaiman e molti altri. Ha contribuito con altre opere sotto il marchio Vertigo a estendere l’interesse di un pubblico prevalentemente fossilizzato coi supereroi Marvel e DC  verso altri generi e approcci narrativi per poi prendere le redini di serie e saga dei personaggi di punta di entrambe le case editrici.

Stavolta però, il tema conduttore è l’influenza che la vita reale di Morrison ha avuto nelle sue storie (e il contrario). In pratica, una biografia tematica. Sicuramente non è la prima volta che viene fatta, ma l’idea risulta decisamente interessante visto come Morrison, più di altri fumettisti, ha sempre voluto essere anche una star, estendendo le sue partecipazioni in altre forme d’arte. Quindi sceneggiature per film e serie tv, videoclip, teatro. Per non parlare del fatto che è uno dei pochi autori registrati come personaggio dei suoi fumetti (e non solo suoi).

Sicuramente stiamo parlando di una figura che non cerca di nascondersi dietro le sue storie, ma anzi spesso proponendosi esso stesso come parte del pacchetto che allega nelle proposte per i suoi progetti.

Scorrendo il libro, diviso in numerosi brevi capitoli, Siviero affronta molti aspetti della vita di Morrison che troviamo nei suoi lavori. Va detto subito che la documentazione visionata e raccolta è immane, la bibliografia a fine libro lo testimonia. Soprattutto va segnalato il lavoro di ricerca di alcune interviste nei primi anni di Internet, andate perse sui siti dove erano state pubblicate, ma recuperate grazie ad archivi quasi improbabili.

Due cose, tra le tante, emergono tanto da stuzzicare l’interesse del lettore. La prima riguarda la passione che Morrison riesce a trasmettere nella sua attività: tantissimi progetti messi in piedi in 40 anni di attività, di cui almeno la metà mai portati a compimento. Se da un lato ne emerge una creatività incontenibile, sempre con un approccio “fuori dalla scatola” che ha portato a riscritture importanti e fondamentali, dall’altra questa sorta di schizofrenia creativa alcune volte ha inficiato la resa su carta. Questo sicuramente lo si vede di più nei primi 20 anni della sua carriera, in cui tutto la scrittura veniva risucchiata nel vortice della sua vita personale, dedita alla magia e alle droghe, in un totale approccio esperienziale, senza soluzione di continuità. Successivamente, la calma raggiunta con l’età gli ha permesso di essere più focalizzato, magari sacrificando una punta di pazzia in favore di un’organicità (i lavori su Superman e Batman, per esempio).

L’altro aspetto fondamentale è il suo rapporto col mondo e, soprattutto, coi suoi amici/nemici sceneggiatori. Ci sono quindi molti capitoli dedicati alle sue dispute con Alan Moore, Howard Chaykin e Mark Millar oppure ai suoi incontri con figure fondamentali nella sua vita come Karen Berger e Pete Milligan. Come si diceva sopra, Morrison non si è mai nascosto nel dibattito contemporaneo, ma anzi è sempre stato uno di quelli che introduceva analisi e punti di vista, anche discutibili, ma che contribuivano a smontare (o cercava di farlo) determinati cliché e prese di posizioni rigidissime. Esemplare i ripetuti interventi sulle opere di Moore in cui è evidente come per Morrison abbia rappresentato una figura fondamentale con cui confrontarsi, ma anche qualcuno da cui svincolarsi. Le argomentazioni usate evidenziano le grandi capacità comunicative di Morrison e la sua profonda capacità analitica che mischiate insieme offrono arguti spunti di riflessione soprattutto nello smontare in parte l’aurea divina che circonda la personalità di Moore tra i suoi fans.

Siviero non nasconde da che parte stare in tutti questi confronti (non solo con Moore). È un profondo conoscitore di Morrison e tutte questi saggi a lui dedicati lo testimoniano. Dalla sua si può dire che ogni osservazione viene accompagnata da un riferimento specifico quindi limitano l’inevitabile partigianeria che molto rischiosa in queste opere. Un lavoro egregio da questo punto di vista.

Se si devono muovere delle critiche negative, queste riguardano più aspetti estetici. La notevole frammentarietà dei capitoli (48 per meno di 200 pagine) rende a tratti la lettura discontinua, agendo negativamente sul coinvolgimento del lettore. Inoltre un indice renderebbe meglio consultabili i capitoli di maggiore interesse.

Vivamente consigliato a chi, come il sottoscritto, ama sapere di più di ciò che sta dietro al processo creativo di uno scrittore così fondamentale e dalla vita sicuramente molto interessante.


Luigi Siviero
Grant Morrison – La vita e le opere
Eretica Edizioni, 26 maggio 2o20
206 pagg., €16.00
ISBN: 9788833441504

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