I FIGLI DI EL TOPO – recensione

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Edito da Panini Comics, scritto da Alejandro Jodorowsky e disegnato da Josè Ladrònn, questo I Figli di El Topo è destinato a divenire un autentico caso già da come è stato concepito. Per chi non lo sapesse, Jodorowsky è un vero e proprio “regista maledetto”, che la grande industria del cinema mainstream ha fatto di tutto per bloccare e paralizzare.

Pur avendo girato film di culto e apprezzatissimi da orde di intellettuali, a un passo nello sfondare nel cinema di massa (con il progetto colossale di Dune, che per colpa di Hollywood non si concretizzò), l’ambiente del cinema lo osteggia da decenni e fa di tutto per non fargli realizzare film. Solo ultimamente è riuscito a girare due film (La Danza della Realtà e Poesia senza Fine), grazie al crowdfunding, ma sono ancora tanti i progetti mai realizzati. Tra questi, il seguito del film che lo consacrò: El Topo. Sono anni che sognava di farne un seguito, ma per l’ennesima volta trova nel fumetto un modo straordinario di sfogare la sua immensa fantasia, che non frena nemmeno a 87 anni suonati. Il volume si apre con il finale del film e racconta del primo figlio che il santo El Topo abbandonò all’inizio della suddetta pellicola. Ovviamente è essenziale aver visto il lungometraggio per poter capire la storia, ma oggi non è certo un problema grazie a internet lo si può trovare senza problemi.

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I due autori avevano già lavorato assieme nel Dopo L’incal, ma mentre quest’opera era pregna di azione frenetica e di un susseguirsi di situazioni assurde senza sosta, a discapito della caratterizzazione dei personaggi, I Figli di El Topo è sceneggiato in modo da dare ossigeno all’ambientazione e ai personaggi utilizzando davvero un taglio cinematografico.

Spesso si abusa di questa definizione ma qui Alejandro ha fatto in modo che chi leggesse avesse proprio davanti a sé delle vere inquadrature concepite per la macchina da presa. Panoramiche, primi piani espressivi, parecchie vignette “widescreen” ci fanno entrare in una sala cinematografica fatta di pagine disegnate in modo esemplare.

Ladrònn ha studiato benissimo le inquadrature del film per rispettarne l’atmosfera e il suo tratto divenuto più realistico ci immerge in questa visione di carta. Spesso rende un’espressività ai volti che lascia di stucco.

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Chi ha apprezzato El Topo deve assolutamente avere questo volume. Chi segue il culto jodorowskiano spesso apprezza i film e i libri dell’autore cileno, ma sottovaluta la sua maggiore produzione, ossia i fumetti, divenuti ormai il mezzo essenziale attraverso cui riesce a esprimersi.

I Figli di El Topo è stato ideato come una trilogia e spero che non passi molto tempo per poter leggere le altre due parti, attualmente in lavorazione. Tenete d’occhio la pagina Fb di Ladrònn!!

 

 

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