Fate fuori Ramirez… Ramirez chi?

Ricordate I soliti sospetti? Oppure Thelma & Louise?

Keyser Söze è poco più di una leggenda metropolitana. Un supercattivo che si nasconde tra le mezze tacche, nella banalità del quotidiano della piccola criminalità. O semplicemente nella vita di provincia americana.

Trasportatelo indietro di qualche anno, spostatevi dalla California a una piccola città dell’Arizona, ma le atmosfere sono le stesse.

Però non si capisce se abbiamo a che fare con un supercattivo o con un genio della riparazione degli aspirapolvere.

Con due signore in fuga che richiamano lo stile on the road del film di Ridley Scott. E i cattivissimi di un cartello messicano della droga.

Nicolas Petrimaux, artista finora impegnato principalmente con i videogiochi e poi con CSFL Ink, ha prodotto questa sua opera prima con la Glénat.

Colpendo nel segno.

Mescolando tantissimi elementi del cinema, citando diverse pellicole e attingendo a un periodo cinematografico che va dagli anni ’70 in poi. Al punto che l’intera impostazione della promozione è di tipo cinematografico. E anche nel volume compaiono più volte quelli che sembrano manifesti cinematografici.

Pur essendo francese, Petrimaux coglie perfettamente le atmosfere dei dipartimenti di polizia a stelle e strisce, delle città ai confini del deserto, e quelli della sontuosa ed esagerata villa del boss messicano.

Riproduce le pubblicità delle riviste americane, le pagine (finte) di giornale, mescolando al gusto cinematografico anche la patinatura dei magazine, e le istruzioni illustrate degli elettrodomestici.

Anche se l’auto del protagonista si direbbe una Renault 5, per mantenere un po’ di (moderato) sciovinismo d’oltralpe.

Protagonista che, per quanto americanissimo, è davvero un personaggio da bande dessinée.

Nella descrizione ufficiale sul sito:

Jacques Ramirez è (apparentemente) un quarantenne muto che lavora nell’assistenza clienti di una famosa azienda di elettrodomestici, la ROBOTOP. Nel suo lavoro è il “numero uno”! Nessuno ripara gli aspirapolvere bene come lui. Durante i weekend, Jacques partecipa a gare di rally, tornei di Scrabble, inventa ricette gastronomiche o vince il piatto del poker del comitato aziendale! Quel tizio è fenomenale, di un’umiltà incredibile. Come potrebbe un uomo così dolce, apprezzato e innocente essere in realtà il più pericoloso assassino messicano?

Il volume gioca tutto tra l’azione di misura hollywoodiana e l’ambiguità di Ramirez.

Esplosioni, fughe spericolate, grosse pistole e un po’ di sangue che non guasta mai.

Dall’altra parte la voglia che copre buona parte del viso di Ramirez sembra essere inconfondibile, ma può un uomo fingersi muto anche in situazioni paradossali come quelle che attraversa? Dall’esplosione della sua fabbrica, alla fuga in auto.

È davvero Ramirez a infilarsi silenziosamente nell’auto e fare fuori a sangue freddo i due vecchi sicari del boss Rodriguez appostati davanti alla casa? Lo stesso che vuole andare in vacanza in Florida e ha la casa piena di trofei di ogni tipo?

Lo stesso Ramirez che subisce senza fiatare (ops…) le angherie del suo capo, accorre per riparare aspirapolvere, e si preoccupa di salvare dall’incendio della ditta l’ultimo esemplare che ha sistemato?

E che fine hanno fatto i suoi capelli nelle scene che lo vedono con la pistola in mano?

Solo chi arriverà alla fine di questo primo volume avrà una (parziale) risposta…

Nicolas Petrimaux ha fatto tutto da solo (nei titoli di coda dichiara di aver «scritto e girato» l’intera opera), dalla storia ai colori (questi ultimi in collaborazione con Léo Siret).

Nella scrittura ha ben mescolato gli elementi temporali, a partire dal flashback dall’interrogatorio del collega di Ramirez, con il caso, che porta Ramirez a essere riconosciuto dai tirapiedi di Rodriguez, con gli elementi da thriller cinematografico.

Non mancano anche una serie di personaggi stereotipati, ma gustosi. La vecchia vicina di casa che sa i fatti di tutti, il poliziotto duro, il capoufficio str@nzo, il cattivo ancora più duro che medita vendetta e si circonda di inetti. Insieme alle Thelma e Louise della situazione.

Nella parte grafica, oltre alle già citate pubblicità in stile anni ’70/’80 del secolo scorso, la gabbia molto dinamica rende la lettura simile alla pellicola che scorre sullo schermo. I titoli tridimensionali sembrano scorrere sullo sfondo delle pagine cui appartengono, come succede talvolta sullo schermo.

I colori e i viraggi sottolineano l’ambientazione del sud degli Stati Uniti e richiamano modalità alla Tarantino. Come fanno d’altra parte le inquadrature e i movimenti del punto di vista (per non dire della camera).

Ovviamente alla fine di questo primo volume, qualcosa sembra chiarirsi, o forse si tratta di ulteriori elementi da sviluppare nei prossimi volumi?

Star Comics crede moltissimo nel titolo, che d’altra parte ha cominciato a vincere premi oltralpe e ha avuto un bel successo di pubblico e delle ottime recensioni, al punto da dedicargli un sito con tanto di trailer video, presentazione dei personaggi e anticipo di lettura.


Nicolas Petrimaux
Fate fuori Ramirez, volume 1
Star Comics, 18/09/2019
colore, pagg. 160, cm 20×30.5, €18.90

Andrea Cittadini Bellini

Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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