Fantastic Four – quando la Marvel disonorò il padre e la madre

Tanto tempo fa, prima del Principio, la Terra fu popolata da mostri.

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Laddove i mostri non c’erano, proliferavano le modelle.

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Erano anni tristi e cupi per il mondo del fumetto americano. Il passaggio di Frederich Wertham aveva lasciato solo macerie, e, appunto, mostri e modelle. La DC Comics pubblicava ancora supereroi, ma con storie come quelle non si andava da nessuna parte.

Poi, però, accadde un miracolo. Un Uomo e un Re s’incontrarono e crearono l’Universo.

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E videro che era cosa buona.

Fantastic Four fu l’equivalente fumettistico di un Big Bang. Non serve stare qui a spiegare perché e percome questa serie abbia letteralmente creato il mondo del fumetto fantascientifico e supereroistico americano. Se non lo sapete da voi, è perché siete ignoranti. Andate a studiare.

Alla Marvel lo sapevano benissimo; e per anni, anche quando il Re e l’Uomo se n’erano andati, anche quando la serie non vendeva più niente, l’hanno comunque portata avanti.

Quante copie delle variant di X-Men, di Wolverine, di Punisher, sono state vendute al solo scopo di far sopravvivere Fantastic Four? Non lo sappiamo, ma quante che fossero, era giusto così.

Per tanti tanti anni chiudere Fantastic Four sarebbe stato l’equivalente dell’abbattere la casa di Leopardi per far posto a quella di Fabio Volo. Fantastic Four era una bandiera, il simbolo in carta e inchiostro del fatto che la Marvel, una volta, era stata davvero la Casa delle Idee. Chiudere Fantastic Four sarebbe stato come chiudere la Marvel.

Finché la Marvel non ha chiuso Fantastic Four.

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Embè, direte voi? La Marvel chiude serie di continuo, e poi le rilancia,  rilancia,  rilancia rilancia rilanciarilanciarilancia finché poi alla fine… niente, continua a rilanciarle. Chiude le serie per sempre -occhiolino-, ci narra l’ultima-occhiolino- storia. E niente -occhiolino occhiolino- sarà più come prima.

Occhiolino.

Ad esempio la serie di Thor chiuse per ben due volte, tornando dopo un anno o due.

Guardate come si era ridotto... quella, più che altro, fu un'eutanasia
Guardate come si era ridotto… quella, più che altro, fu un’eutanasia

La chiusura di Fantastic Four, però, non è stata come tutte le altre occhiolino-chiusure. È vero che le vendite si erano quasi dimezzate rispetto a pochi anni prima. Gli ultimi numeri viaggiavano attorno alle 30000 copie distribuite contro una media di 40000 negli anni precedenti. Il calo c’è stato, ma non insostenibile se pensiamo che è esattamente come quando vendevano serie che la Marvel continua a vendere come un successo (ad esempio la blasonata Ms Marvel, nel settembre 2014, vendeva 32000 copie). Come in tutte le cose, è una questione di marketing. E il problema è semplice: la Marvel ha semplicemente bandito il marchio Fantastic Four da qualsiasi operazione di marketing. Attenzione, non è che ci abbia puntato poco: li ha letteralmente cancellati.

Una cosa che, a memoria, aveva fatto solo con personaggi di cui non possedeva più i diritti, come ROM o i Micronauti.

Come è stato possibile?

Come sempre, la colpa è di Stan Lee.

Per ricostruire questa storia bisogna tornare indietro nel tempo, fino ai rampanti anni ’80. Mentre in Italia i giovinastri si intabarravano in giubbini Monclair, scarpe Nike e cinturoni con la fibbia ElCharro, un fantasma si aggirava per gli Stati Uniti. Quel fantasma era Stan Lee, che cercava di appioppare i diritti cinematografici dei personaggi Marvel.

La Marvel non se la passava benissimo, a quei tempi. Le vendite non erano granché, a eccezione di qualche titolo di punta. La Clarence, che possedeva la casa editrice, voleva monetizzare le proprietà intellettuali in qualsiasi campo possibile, a partire dal cinema. Affidò questo compito a Stan Lee e l’Uomo, che tanto ci aveva divertito come scrittore di fumetti, fece talmente tanti casini come responsabile del settore licensing che ancora oggi la Disney paga la sua incompetenza.

Stan Lee riuscì a vendere i diritti cinematografici di Fantastic Four a un tizio di nome Bernd Eichinger, per una cifra ridicola (qualcosa come 250.000 dollari). Eichinger era un tedescone che aveva prodotto La Storia Infinita e che aveva un certo fiuto per gli affari.

L’accordo prevedeva che i diritti sarebbero durati nove anni e si sarebbero rinnovati automaticamente una volta che fosse stato girato un film. Ma gli anni passavano e Eichinger non riusciva a convincere nessuno a spendere i propri soldi per produrre il film. Oltretutto non si trattava di personaggi con superpoteri “facili” da riprodurre con gli effetti speciali dell’epoca, soprattutto la Torcia Umana e Mister Fantastic: investire 50 milioni per un film di supereroi tutto sommato sconosciuti e con il rischio che la resa fosse imperfetta scoraggiava qualsiasi produttore. Eichinger stava per perdere i diritti e così subaffittò il licensing a Roger Corman per fargli produrre un film in fretta e furia, con un budget di 2 milioni di dollari.

Questo:

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Il risultato fu incredibilmente rattuso ma raggiunse il suo unico scopo, che era quella di non far scadere i diritti. La Marvel in seguito comprò i negativi della pellicola e li bruciò in pubblica piazza. Tutti gli attori e la troupe sparirono dalla circolazione. No, quest’ultima cosa non è vera, ma scommetto che la Marvel lo avrebbe fatto davvero se avesse avuto l’immunità penale.

(Però, sia detto per inciso, Destino appariva così:)

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Tenetelo a mente

Così Eichinger si tenne i diritti e riuscì a girare il film alla Tweintieth Century Fox, che si mise di buzzo buono e, dopo vari tentativi, affidò la pellicola a Tim Story e guadagnò 300 milioni di dollari con un film veramente brutto.

nonostante Jessica Alba
…nonostante Jessica Alba

La pellicola ebbe anche un seguito, Fantastic Four e Silver Surfer, leggermente migliore ma non ci voleva poi tanto.

(Nel film Destino appare così:)

Corman batte Story 3-0
Corman batte Story: 3-0

Anche in questo caso la Fox incassa, solo di botteghino, 330 milioni di dollari a fronte di una spesa di 130.

La Marvel all’epoca era tutta un brodo per questi film. Ancora credeva ingenuamente che avrebbero portato lettori alle serie, tant’è che si sforzava di far assomigliare i personaggi di carta a quelli cinematografici con espedienti spesso ridicoli. Fatto sta che nemmeno la carta dei contratti si era asciugata e già le testate dei FF raddoppiarono.

Poi il tempo ci ha insegnato che il cinema non ha un vero e proprio impatto duraturo sulle vendite dei fumetti, e la Marvel capì di essere seduta su una miniera d’oro che non sapeva sfruttare. I film di Spider Man della Sony e degli X-Men della Fox, oltre ai già citati Fantastic Four, avevano dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che i personaggi funzionavano sul grande schermo, incassavano uno sfracello di soldi e vendevano tanti pupazzetti. Era ora di fare il grande salto, così presero i pochi personaggi che Stan Lee non aveva già regalato e ci fecero dei film in proprio.

Il resto è storia. Dopo Iron Man la Marvel cominciò a guadagnare soldi a palate; e quando guadagni soldi a palate, la Disney ti compra. È una legge della fisica. Negli anni ’60 la Marvel aveva ridefinito il canone per i fumetti supereroistici; negli anni ’10 del secondo millennio ha fatto la stessa cosa in campo cinematografico. D’improvviso tutti vogliono fare film di supereroi, ma nessuno li fa bene come la Marvel.

La Fox stava svaccando completamente il franchise dei mutanti prima di riprendersi (contro ogni previsione) dopo First Class. La Sony invece ha rovinato il brand di Spider Man con la versione twilight di Marc Webb. Stavolta però la Marvel non era affatto contenta. Ora che con i suoi supereroi si guadagnava soldi veri, non quei quattro becchi derivanti dalle serie a fumetti, ma miliardi di dollari (letteralmente), non erano più tanto contenti quando altri facevano film con i loro personaggi. Così, cominciarono ad accadere cose strane.

Accadde ad esempio che sulla copertina dello speciale per il 75° anniversario della Marvel Comics non comparissero né i Fantastici Quattro né gli X-Men. Gli si preferirono Nova, Captain Marvel, Groot…

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(Giusto per fare uno sciocco confronto, ecco le copertine variant che furono realizzate solo cinque anni prima, per il 70° anniversario)

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Poco dopo Rick Johnston, famoso blogger americano specializzato nel campo dei comics, pubblica un memorandum interno alla Marvel riguardante le istruzioni per la produzione di card:

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(Per chi non mastica l’inglese: Cari autori, provate solo a disegnare qualsiasi cosa che odori lontanamente di Fantastici Quattro, e vi crocifiggeremo in sala mensa)

Le voci si rincorrono. Mentre la Fox continua imperitura a produrre un quarto film dei Fantastic Four, un bel reboottone noto soprattutto per essere il primo film che si sapeva da molto prima che avrebbe fatto cagare (sembra ne avesse fatto cenno anche Nostradamus nelle sue terzine), la Marvel bandisce sempre di più i personaggi dal suo merchandising. Guardate questa T-shirt:

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Nessuna traccia di X-Men o Fantastici Quattro… e la cosa ancora più sconvolgente è che si tratta della copertina del primo numero della serie storica di Secret Wars. Questa:

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Eccezion fatta per Spider-man, tutti i personaggi che non appartengono all’universo cinematografico della Marvel sono stati semplicemente rimpiazzati.

Stessa cosa per questa maglietta:

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Che nasce da questa copertina:

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Reed Richards, la Cosa e la Torcia Umana sono semplicemente stati cancellati. La cosa non vi fa tristezza?

La Marvel, attraverso le dichiarazioni di Tom Breetvort e altri, ha sempre negato tutto, ma il bando è evidente. Dicono che non c’è niente di strano, che la serie vendesse poco. Per le cancellature, però, non viene fornita nessuna spiegazione.

E non sarà un caso che tra le millemila nuove serie scaturite da quella vaccata di Secret Wars, serie che sono andate a ripescare saghe che avremmo tutti voluto dimenticare, non ce ne sia una, che sia una, dedicata ai Fantastici Quattro.

È vero che i personaggi continuano a svolgere un ruolo importante nel Marvel Universe fumettistico; è vero che il dottor Destino ne è uno dei protagonisti assoluti. Ma resta il fatto che la Marvel li sta letteralmente cancellando dalle sue copertine. È come se prendessi le foto del Natale della mia infanzia e cancellassi i miei genitori.

Tutto questo porta con sé una serie di riflessioni. Quella più amara è che ormai il settore fumetto non è altro che un correlato del core business dell’azienda, che è il cinema. Al pari dei pupazzetti, delle maschere di carnevale, il fumetto è un mezzo di promozione dei personaggi e se questo significa che i Fantastici Quattro devono sparire dalle copertine per non promuovere un film della concorrenza, che sia. Se bisogna cancellarli anche dal passato, ridisegnando ex novo copertine storiche, amen.

È il progresso, bellezza. E tu non puoi proprio farci niente.

È molto probabile che, prima o poi, Fantastic Four riapra. Sono però pronto a scommettere che ciò accadrà quando anche l’ultimo DVD del film della Fox sarà stato tolto dagli scatoloni delle offerte speciali degli ipermercati; quando i diritti torneranno alla Disney, che finalmente ne farà quello straordinario film di fantascienza supereroistica che aspetta solo di essere girato. Nel frattempo, la Cosa e la Torcia probabilmente militeranno in qualcuna delle incarnazioni dei Vendicatori, giusto per non farci sentire troppo la mancanza.

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Francesco Pone

Francesco Pone legge fumetti da troppo tempo. La sua principale occupazione è tentare di far servire a qualcosa la sua laurea in filosofia.

4 pensieri riguardo “Fantastic Four – quando la Marvel disonorò il padre e la madre

  • Avatar
    21 Gennaio 2016 in 11:12
    Permalink

    Potevi evitare di fare tanta critica, perché sappi che la critica è la cosa più malata che esista, sei esattamente come tutti gli altri, non fai altro che fare critica come tutti, proprio tutti voi, potete NON CRITICARE, eh???? Grazie.
    Comunque, anche a me dispiace che abbiano cancellato i Fantastici Quattro, e smettila di chiamarli Fantastic Four.

    Risposta
    • Andrea Gagliardi
      21 Gennaio 2016 in 12:30
      Permalink

      Pure tu France’ tutta sta critica in un sito di critica… Sei ridondante.

      Risposta
  • Avatar
    21 Gennaio 2016 in 16:43
    Permalink

    SP ma mi stai criticando?

    Risposta

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