[Crunch Ed] – Storie di un’attesa

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Storie di un’attesa

Avete presente un tramonto sul mare?

Quando si guarda il sole scendere a picco nell’acqua e si osserva il suo spostamento contrapposto alla variazione dei colori del cielo?

Leggere Storie di un’attesa è come guardare un tramonto a San Vito Lo Capo.
Ci troviamo infatti a Palermo, la città dell’autore, che non solo fa da cornice alla storia ma diventa quasi un personaggio che tiene le redini della narrazione.

Questo libro è un viaggio nelle tinte pastello degli acquerelli di Sergio Algozzino, autore palermitano già conosciuto con il suo nostalgico Memorie a 8 bit.
Ci racconta tre storie che si svolgono in tre epoche diverse ma che condividono un tema che è cambiato totalmente negli anni: il sapore dell’attesa. Quella di una volta, quando non c’erano smartphone o social network. Quello stato di sospensione che ci logorava nell’attendere la mossa successiva dell’avversario in una partita a scacchi per corrispondenza o nell’aspettare la ragazza che ti piaceva sotto casa.

004Di Storie di un’attesa non colpisce solo la trama, sofisticata ma senza eccessi, ricca di dettagli e con un intreccio davvero solido e consapevole. Colpisce anche l’acquerello. L’esplosione di colori spesso caldi a ricordare le tinte dell’autunno, stagione nostalgica per eccellenza.
Algozzino ci racconta proprio di questo tra le righe: della nostalgia. Di quando durante i viaggi in macchina con i nostri genitori ci piaceva chiedere “Quanto manca?” per poi scoprire che il bello era proprio nel viaggio, nell’attesa («L’attesa del piacere è essa stessa il piacere»).

Non mancano le emozioni, lette ma anche suscitate dai nostri ricordi, e lo stupore sul finale, quando tutto prende una forma non scontata.
E quando gli chiediamo quanto di autobiografico ci sia in questo libro, l’autore ci risponde di aver provato a distaccarsi il più possibile dall’autobiografico, al contrario di Memorie a 8 bit. Nella sua ultima fatica editoriale, infatti, Algozzino dice di aver provato a narrare una storia indipendente, frutto di un trascorso più comune nonostante una piccola parte del libro attinga a un evento realmente vissuto di cui ha voluto cambiare la dinamica.

Nel graphic novel appare un solo nome: quello di Giulia, l’unico personaggio che non si interfaccia direttamente con nessuno.
«Non ho voluto dare appositamente nomi ai protagonisti, perché come dice uno di essi: ‘lei non era rilevante dal punto di vista della narrazione’. Però tengo a specificare che la Giulia delle dediche iniziali è un’altra persona».

storie-di-unattesa-11Sia in Memorie a 8 bit che in Storie di un’attesa si viaggia negli anni ’90.
A. Amo definirmi un nostalgico ma in modo costruttivo. Quindi non “come si stava meglio negli anni ’90”, ma semplicemente come se si riguardasse un album fotografico. Con un sorriso e con tenerezza.

Palermo. Il libro è pieno di dettagli.
A. Dietro a questo libro c’è un mondo di ricerca: nel capire lo stile di vita delle persone dei vari periodi storici, ricerca degli stili architettonici e di un determinato contesto sociale. Quindi ci sono parecchi scorci che ormai non esistono più, e per disegnarli è stata fondamentale la documentazione fotografica e pittorica del tempo.

Noi di CrunchEd viviamo solo quando c’è musica e allora ci piace chiederlo, quando possiamo: che rapporto hai con la musica? Quanto è importante mentre disegni?
A. Amo la musica e mentre coloro e faccio i primi schizzi delle tavole ne ascolto sempre molta. Questo può, a volte, influenzare sia lo stile che il modo di colorare.

Salutiamo un Algozzino fin troppo impegnato, sperando di vedere presto dei suoi nuovi lavori. Progetti futuri?
A. Mi sono trasferito da poco a Roma e potrei scrivere una storia su questa avventura. Ma, nel frattempo, sto già lavorando a un libro dove mi occupo della sceneggiatura, lasciando i disegni alla bravissima Deborah Allo.

Un in bocca al lupo a lui e per voi: buona lettura.


Storie di un’attesa

Autore: Sergio Algozzino
Editore: Tunuè
Collana: Prospero’s Books
Formato: 17×24; 144 pp a colori, cartonato
Prezzo: 16,90 €

Articolo originalmente comparso su Crunched © Giulia Cristofori

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