Cos’è un rifugiato? – Elise Gravel e UNHCR, un libro semplice su un argomento complesso

Copertina di "Cos'è un rifugiato?" di Elise Gravel.HarperCollins continua ad arricchire il suo catalogo librario con bellissime pubblicazioni per bambini e ragazzi che si pongono a metà fra il libro di illustrazione e il fumetto, spesso con un interesse specifico per temi sociali o artistici apparentemente lontani dalla letteratura per l’infanzia. Questo è vero anche per il nuovo volume Cos’è un rifugiato? di Elise Gravel, che già dal titolo comunica chiaramente sia il tema sia, nella scelta del punto interrogativo finale, la diffusa ignoranza che circonda questa problematica di grande attualità e primaria importanza.

Elise Gravel è un’illustratrice nata e cresciuta nel Canada francese che, dopo gli studi come graphic designer, ha sviluppato un linguaggio visivo molto sintetico, riconoscibile e adattabile a numerosi contesti. Solitamente si occupa di illustrazioni di libri divertenti per bambini, ma in questo caso si è dedicata a uno dei temi meno divertenti al mondo. La questione dei rifugiati sembrerebbe toccare poco una canadese bianca, pubblicata, premiata, celebre e “privilegiata”, come si sul dire quando si è in una posizione di vantaggio rispetto a quella in cui si trovano minoranze o persone in difficoltà, ma non è affatto così. La Gravel, le cui attività caritatevoli e di sensibilizzazione sono ben note, riesce a convogliare con estrema semplicità e chiarezza in appena 30 pagine (26 illustrate e quattro in prosa) l’enorme disagio che provano le persone rifugiate, un disagio che i privilegiati del cosiddetto primo mondo faticano a immaginare e che spesso i mass media riportano con meri dati numerici, impedendo di fatto di capire la disperazione estrema che spinge le persone ad abbandonare la loro casa per tentare viaggi completamente al buio.

La conferma del valore del lavoro della Gravel viene dalla più autorevole delle fonti su questo argomento: Carlotta Sami, la portavoce dell’UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) con cui la casa editrice HarperCollins ha collaborato per la realizzazione di Cos’è un rifugiato? e a cui va parte dei ricavi dalla vendita del libro. La Sami spiega nella sua introduzione che raccontare il dramma dei rifugiati ai bambini è una necessità non solo in termini generali, ma anche perché molti bambini hanno compagni di scuola rifugiati e quindi hanno con loro esperienze dirette, ben più degli adulti. Come scrive nell’introduzione:

Attraverso parole e immagini semplici ma efficaci, i piccoli lettori scopriranno come e perché avvengono i viaggi perigliosi dei rifugiati, che fuggendo da guerre e persecuzioni riescono a sconfiggere onde oscure, recinzioni, violenze e discriminazioni per cercare la felicità a cui hanno sacrosanto diritto. Proprio come te e me.

Quel «proprio come te e me» è il leitmotiv del libro. Elise Gravel lo usa per raccontare una storia, quella di bambini comuni che subiscono violenze non comuni e sono costretti a scappare per ricostruire altrove una vita comune.

Tavole da "Cos'è un rifugiato?" di Elise Gravel.
Il linguaggio grafico estremamente semplificato non impedisce di comunicare ai giovani lettori gli orrori subiti dai rifugiati.

Lo stile dei disegni si avvicina fortemente a quello dei bambini, così da stabilire con i piccoli lettori una connessione quanto più forte possibile e comunicare con loro molto meglio di quanto potrebbero fare immagini dettagliate o foto shockanti. La palette cromatica è altrettanto pulita e ridotta a poche varianti dei tre colori primari, come tipico della Gravel, con tre sole incursioni del verde: tragico addosso alle divise dei militari, speranzoso nelle tende dell’UNHCR, e gioioso nell’albero della scuola dove bambini locali e rifugiati giocano insieme.

Chiudono il libro quattro pagine in cui l’autrice raccoglie testimonianze estremamente semplici da parte di bambini rifugiati, che hanno pensieri e speranze proprio come tutti gli altri bambini, e racconta in poche righe le esperienze di rifugiati famosi, fra cui le italiane Rita Levi Montalcini e Maria Montessori.

Cos’è un rifugiato? racconta con mezzi semplici una storia semplice, fornendo efficacemente ai bambini un’idea generica, ma corretta, dalla condizione del rifugiato. Un libro di valore educativo che, più ancora che “insegnare” con dati e informazioni, illustra ai giovani lettori una serie di situazioni difficili (politiche, religiosie, belliche…) per far sorgere in loro le domande e così innescare la comunicazione con insegnanti, genitori e altri adulti per approfondire il tema. Cos’è un rifugiato? è un modo per aiutare concretamente i rifugiati e per educare le nuove generazioni a un problema di scala planetaria che troppo spesso è ridotto a misere questioni strumentali di confini e barriere. Eppure, «un rifugiato è una persona, proprio come te e me».


Elise Gravel
Cos’è un rifugiato?
HarperCollins, 13 maggio 2021
32 pagg., colore, cartonato, €13.00

Mario Pasqualini

Sono nato 500 anni dopo Raffaello, ma non sono morto 500 anni dopo di lui solo perché sto aspettando che torni la cometa di Halley.

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