Comprendere il fumetto: “A tu per tu” con Max Brighel

La Marvel ha entusiasmato i lettori per anni e, sorprendentemente, dopo decenni di esistenza riesce ancora a farlo reinventandosi e proponendo soluzioni diverse e sempre più interessanti. I personaggi della Casa delle Meraviglie riescono sempre a convincere il pubblico, talvolta sollevando anche qualche critica per determinate scelte narrative, ma i fedelissimi sono ancora in barca e non intendono lasciare la propria postazione. Tra i personaggi più amati come non menzionare l’amichevole Uomo Ragno di quartiere? Scommetto che, solo leggendo quest’espressione, molti di voi abbiano immaginato Spidey volteggiare tra i grattacieli, alternando sempreverdi sfide con i classi villains (Goblin, Rinoceronte, Lizard ecc.) agli immancabili tentativi di accontentare un po’ tutta la collettività, anche con piccoli gesti (come un gattino sull’albero che viene aiutato a tornare a terra). Complice anche la parallela attività svolta dalla Marvel Cinematic Universe il nostro eroe ha un seguito vastissimo, sia su carta che sul grande schermo e, in questi anni più che mai, ha fatto molto parlare di sé.

Tutti ricordiamo il nostro Peter adolescente, ancora studente liceale, che viene morso da un ragno radioattivo acquistando così grandi poteri. Tuttavia il giovane Pete, non impedendo la fuga di un ladro che poco dopo avrebbe ucciso suo Zio Ben, apprende che da grandi poteri derivano grandi responsabilità e decide di impiegare la sua forza e i suoi talenti al servizio del prossimo. Oggi la storia è molto più avanti. Peter Parker, l’amichevole Spidey di quartiere, lavora come redattore scientifico per il supplemento settimanale del Daily Bugle. Ma sicuramente riuscirete ad apprendere molto di più portando l’attenzione sulle testate di riferimento.

Oggi conosceremo un professionista impegnato direttamente sul fronte del fumetto, ovvero Massimiliano “Max” Brighel, editor di tantissimi albi e sicuramente uno dei più grandi esperti della storia editoriale del Tessiragnatele in Italia. Cerchiamo di conoscerlo meglio e lasciamo a lui la parola, cercando così di comprendere meglio l’attività che svolge. 

Ciao Max, grazie per averci offerto parte del tuo tempo, è un immenso onore!

Wow. Grazie! È un piacere, davvero.

Dunque, raccontaci: come hai iniziato?

Da lettore infuocato e onnivoro di fumetti, che bombardava di lettere di elogi/critiche le case editrici già a partire dalla fine degli anni ’70. Poi, a inizio anni ’90, scrissi qualche articolo sulla Marvel per la versione cartacea di Glamazonia, una curatissima fanzine dell’epoca. Uno di essi raccontava di una mia chiacchierata con Mark Gruenwald, uno dei supervisori Marvel degli anni ’80/’90 e conteneva anche qualche gustosa anticipazione: ne mandai una copia a Luca Scatasta, oggi mio collega, convinto di fargli piacere. Anche grazie a questo, fui chiamato per un colloquio dal compianto Luigi Bernardi, il direttore editoriale di Granata Press, che prima di diventare la casa editrice di Ken il Guerriero e Nova Express, era un service editoriale per varie ditte, tra cui la Play Press di Roma. Granata aveva bisogno di un esperto di super eroi Marvel e DC da affiancare a Scatasta, che in quel periodo stava svolgendo il servizio civile. Luigi mi testò come revisore delle traduzioni di due albi (Justice League e Wolverine), e feci evidentemente un buon lavoro, oltretutto in poco tempo. Non avevo mai pensato di entrare nel campo finché non mi ci sono ritrovato, e non era quella la mia strada, considerando che mi stavo laureando in scienze politiche ramo economico.

Parliamo della tua attività. Ci spiegheresti come lavora un editor? Magari con riferimento a una testata come The Amazing Spider-Man?

Come bagaglio culturale di un editor di testate anglofone, ci sono o una laurea in inglese e/o un certificato Cambridge Advance, oltre a una conoscenza a 360° del fumetto. In poche parole, per Amazing, dopo varie discussioni, si scelgono le serie USA da pubblicare e si compilano i vari numeri della rivista in base a queste. Dopodiché, si rivedono le  traduzioni, si decide nello specifico cosa ci sarà in ciascuna pagina del numero, e si scrivono gli articoli di corredo.

 Se un nostro lettore scegliesse di perseguire questo obiettivo, ovvero svolgere questo lavoro, cosa ti sentiresti di consigliargli?

Di studiare l’inglese, leggendo e scrivendo più possibile in questa lingua. Nelle pause, leggere fumetti aiuta. 🙂

Parliamo del Tessiragnatele: quando è iniziato il tuo percorso con l’amichevole Spidey di quartiere?

Tecnicamente nel 1991, quando ho iniziato a supervisionare le traduzioni de L’Uomo Ragno Classic4.

Nel corso degli anni a Spider-Man è capitato davvero di tutto, ma The Superior Spider-Man ha avviato un dibattito molto acceso tra  i lettori. Alcuni affezionatissimi sono stati molto critici, altri (tra cui il sottoscritto) lo hanno invece apprezzato molto. Cosa puoi dirci al riguardo?

Nel bene e nel male, questo ciclo ha mantenuto vivo l’interesse sul personaggio sia in Italia sia in USA. Non ho mai pensato che Superior sarebbe durato per sempre (dopotutto film e cartoni hanno un personaggio ben diverso…), ma il fatto che alcuni lettori lo abbiano creduto e si siano arrabbiati di questo sviluppo è a mio avviso bellissimo: dimostra infatti come si possano ancora scrivere storie a fumetti sorprendenti di personaggi in giro da più di 50 anni, catalizzando l’attenzione dei lettori di super eroi oltre che della stampa.

Molto spesso le critiche che vengono mosse ai comics americani sono relative alla continuity, ritenuta difficile da gestire poiché il più delle volte implica la necessità di seguire molte testate per star dietro all’evoluzione degli eventi. Credi che la Marvel sia cambiata negli anni a questo proposito?

No, anzi ha ampliato il concetto a tutti i film e telefilm prodotti dai Marvel Studios. Nei fumetti, la situazione è più o meno costante dal primo Guerre Segrete del 1984. L’evento editoriale – il crossover tra più serie – cambia (in modo più o meno sconvolgente) la facciata dell’Universo Marvel fino all’evento successivo. Alcuni crossover sono più invasivi di altri sulle storie, naturalmente. Comunque, da sempre, alcuni autori hanno la possibilità di non inglobare i crossover nelle loro trame. Per esempio, voi avete visto molti riferimenti a Secret Empire nella collana del Fichissimo Hulk?

L’esperienza Marvel Now ha avvicinato ai comics tantissimi lettori, alcuni dei quali conoscevano poco della vita editoriale di alcuni personaggi e delle loro storie. Credi che sia cambiato qualcosa a livello di target? Insomma, un pubblico diverso oppure uno sempre fedele agli affezionati di un tempo? 

Diciamo che, dopo Heroes Reborn/La rinascita degli eroi ossia dal 1996, la Marvel si è resa conto che, per trovare nuovi lettori, è necessario dare loro ogni tanto un buon punto d’inizio per cominciare a leggere le storie. Questo, senza cancellare mai il passato, al massimo ritoccandolo e/o aggiornandolo. Sì, capisco che la Diretta Concorrenza lo fa, ma la Marvel per adesso non ha mai fatto un vero reboot.

 Il Marvel Cinematic Universe tende a tracciare una linea narrativa dei personaggi un po’ diversa rispetto ai loro pregressi editoriali. Cosa ne pensi dei cinecomics? Tra quelli relativi a Spidey puoi dirci qual è il tuo preferito?

Li adoro. Mi piacciono un po’ tutti, e mi fa piacere vedere che scelgano strade narrative diverse dai fumetti, così da poter restare io stesso sorpreso degli sviluppi. Non potete immaginare quanto mi sia arrabbiato con un parente quando mi ha svelato come funzionava Avengers: Infinity War.

Il mio preferito di Spidey credo sia Amazing Spider-Man, con Homecoming al secondo posto.

Torniamo ai comics: i disegnatori sono una parte essenziale dell’esperienza fumettistica, quasi ontologica. Chi è il disegnatore a cui sei più affezionato? E quello che ti ha impressionato di più?

Forse John Romita padre, con cui ho anche chiacchierato un po’, in una Lucca Comics di tanti anni fa. Ogni volta che rivedo le sue tavole mi si scalda il cuore. Quello che mi impressiona sempre (tra gli autori ancora in vita) è Bill Sienkiewicz. Comunque, adoro centinaia di autori di tutte le scuole. Il mio autore italiano preferito è Magnus.

Ci avviamo alla conclusione e, ovviamente, vogliamo parlare ancora del Ragno! Se incontrassi qualcuno che non ha mai sentito parlare di Spider-Man, come lo incoraggeresti ad avvicinarsi alla sua storia?

È impossibile oggi come oggi, nel senso che persino i bimbi di 3 anni compagni d’asilo di mia figlia sono “griffati” Spider-Man. Più difficile è fare appassionare alla lettura dei fumetti un bambino delle elementari/medie che voglia iniziare a leggerli, perché sono un’esperienza diversa dai libri illustrati, anche solo per il fatto che continuano.

Comunque, un numero vale l’altro: l’importante è che non sia troppo violento o pauroso, e soprattutto che sia una storia a puntate che spinga il piccolo lettore a comprare il numero successivo: questo perché la lettura di un fumetto dei supereroi dovrebbe portare sempre alla lettura del seguente.

Ultimissima domanda, quella più importante: i fumetti possono svolgere una funzione anche educativa? Trattandosi di una forma d’arte complessa, quale prospettiva si palesa per il fumetto sotto il profilo pedagogico? È possibile una visione simile? O ha ragione chi pensa sia solo intrattenimento?

Possono svolgerla. Se, però, si concentrano solo su questa difficilmente avranno successo tra i lettori di fumetti o creeranno nuovi lettori. Ricordo un bel fumetto (breve) educativo e utile di Giorgio Cavazzano sulla prevenzione dentaria, ma tanti bruttissimi, a partire da La storia d’Italia di Enzo Biagi. La Marvel ha fatto anche cose carine nel campo, tipo Spider-Man – Basta bullismo!.

 Max, sei stato gentilissimo ed estremamente prezioso. Conoscere personalità come la tua ci aiuta a comprendere meglio la nostra passione, quindi ti ringraziamo infinitamente per aver conversato con noi su questi temi.

Figurati. Grazie a voi dell’attenzione.

 Ovviamente, speriamo di sentirti ancora in futuro, così potrai aggiornarci su molte novità!

…Nei limiti del possibile. 🙂

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