Il collettivo La Stanza e Kristen

Kriste Collettivo La Stanza ALT!

Kristen è un volumetto di appena 19 pagine, prima opera cartacea del collettivo La Stanza per l’editore ALT!, difficile da definire semplicemente un fumetto. L’introduzione di Marco Rincione avverte il lettore che quello che sta per leggere non è semplicemente un’opera a fumetti, ma è qualcosa di molto più profondo e interiore, considerando anche la giovanissima età dei suoi autori: Salvatore Vivenzio (classe 1997) per la storia e Chiara Raimondi (classe 1996) ai disegni.

Kristen, protagonista della storia, è un’attrice, finge dall’età di tre anni, ma non ricorda di essere mai stata felice. La trama si può raccontare anche solo così.

Oppure così: finge dall’età di tre anni E non è mai stata felice.

Finge dall’età di tre anni PERCHÉ non è mai stata felice.

Potremmo andare avanti ancora, ma chi è Kristen è qualcosa che il lettore assimila solo leggendo questo volumetto che ha il sapore della letteratura, quella che piace a me. Perché, nonostante parli per immagini, dice solo l’essenziale, tutto il resto è latente tra le righe dei baloons, sotto i colori delle vignette, ed è per tutti coloro che hanno provato la sensazione di non sapere cos’è vivere e se si sta davvero vivendo. Non ci sono didascalie inutili, né azione a tutti i costi, ma è una narrazione introspettiva e onirica che mostra quello che è nella mente della protagonista.

È l’esasperazione del «fondo scuro dell’esistenza umana», come dice Rincione, perché tutti noi fingiamo all’occorrenza e se dovessimo fermarci a riflettere su cos’è la nostra esistenza e chi siamo, potremmo non saper rispondere, potremmo venire sovrastati dell’angoscia.

Kristen Collettivo La Stanza ALT!

Kristen ha solo più consapevolezza di noi, e passa dai centomila all’uno al nessuno con bellezza e levità. O la bellezza è solo un’impressione dovuta alla qualità dei disegni, che denotano una mano dal grande talento e profondo amore per l’Arte. Le pagine diventano infatti pregevoli illustrazioni o addirittura omaggi ai capolavori dell’arte mondiale, evidenziando anche suggestioni tratte dal cinema e ovviamente dalla letteratura, con Kristen nei panni di Ofelia o della Venere di Tiziano. Queste non sono mere esibizioni di bravura della disegnatrice, ma sono fondamentali elementi della narrazione, mostrando al lettore la frammentazione dell’io della protagonista, alla ricerca della propria essenza, passando attraverso confusione e immedesimazione.

Il volumetto è davvero un piccolo gioiello che mostra come giovani forze artistiche italiane stiano crescendo (e siano già molto mature) e sappiano già creare opere che restano nella memoria e nell’anima di chi le conosce.

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