Card Captor Sakura: Clear Card – A merenda con la maghetta

Dopo grandi celebrazioni, grandi aspettative e grandi annunci, è infine arrivata la nuova a tanto attesa serie Card Captor Sakura: Clear Card, terza parte della saga creata dal gruppo di fumettiste giapponesi CLAMP nel 1996, e seguito ufficiale dei precedenti archi narrativi, denominati rispettivamente Clow Card e Sakura Card. Per l’occasione è stato aperto un sito ufficiale e il brand si è profuso in una gran quantità di manifestazioni, alcune in sede stabile come la mostra di tavole originali, e altre itineranti come la caffetteria di Card Captor Sakura che quest’anno attraverserà tutto l’arcipelago del Sol Levante.

Programma del "Card Captor Sakura Café" negli Animate Café giapponesi.
Il manifesto del Card Captor Sakura Cafe con l’illustrazione realizzata dalle CLAMP per l’occasione. Le tappe del caffè, che gira per i vari Animate giapponesi, sono cominciate il primo aprile (compleanno di Sakura e inizio della season nipponica) a Ikebukuro (Tokyo) & Fukuoka, continuate a Sendai & Okayama, a seguire Ten’nouji (Osaka), poi Kyoto, e infine di nuovo Ikebukuro & Shinjuku (Tokyo) fino alla fine di ottobre.

Dato che la tappa della caffetteria nella città di Okayama, nel sud del Giappone, coincide proprio con l’uscita del fatidico volume della rivista mensile Nakayoshi col primo capitolo della nuova serie Card Captor Sakura: Clear Card, DF ne ha approfittato per svolgere una missione specialissima: comprare il fumetto ed esplorare la caffetteria per poi diffondere il verbo della catturacarte nel mondo.

Copertina di "Nakayoshi" 07/2016.
Copertina del numero di luglio di Nakayoshi, con una sorridente Sakura ovviamente coperta delle foto degli omake (regalini allegati) e sommersa dalle scritte, come tipico delle riviste di fumetti giapponesi; in particolare, la catchphrase azzurra e rossa sulla destra recita «La nuova serie che tutto il mondo stava aspettando!».

Non c’è posto migliore per comprare fumetti che andare in un Animate, la più grande catena giapponese di negozi legati alla cultura del manga; nello specifico, però, Animate e tutte le altre catene e le librerie nazionali vendono fumetti nuovi: al contrario delle fumetterie italiane, in Giappone non esiste il concetto di “numero arretrato”, e i cosiddetti “back number” sono acquistabili solo negli specifici negozi dell’usato che offrono, appunto, non i numeri arretrati o i fondi di magazzino, ma solo usato di seconda mano o più. Le fumetterie e librerie, quando arriva il nuovo volume di una serie, restituiscono come reso il vecchio volume, che quindi diventa introvabile come nuovo: in Giappone, se si vuole comprare un fumetto nuovo, un libro nuovo o un gadget nuovo bisogna assolutamente farlo subito, nel periodo d’uscita, o non sarà mai più possibile (a parte dai rigattieri su Yahoo! Auction, ovvero l’eBay giapponese). Poiché l’uscita ufficiale del numero di luglio di Nakayoshi era fissata per il 3 giugno (le riviste giapponesi sono sempre in anticipo), sembrava una buona idea recarsi all’Animate di Okayama quel giorno stesso per comprare il tomo fresco di stampa e poi andare al caffè, ma erano vane speranze: la clamorosa attesa che ha preceduto l’uscita di Clear Card ha fatto sì che Nakayoshi fosse esaurito al day one, o meglio al day zero dato che Animate ha in esclusiva tutti i fumetti con un giorno d’anticipo rispetto al resto del paese. Dato che il volume era esauritissimo, non restava che consolarsi andando al Card Captor Sakura Cafe.

Corridoio d'accesso all'Animate Cafe di Okayama.
Ecco il corridoio d’accesso all’Animate Cafe di Okayama, una caffetteria a tema otaku che ciclicamente cambia soggetto: gli ultimi ospitati sono stati Yowamushi Pedal, Osomatsu-san, adesso Card Captor Sakura e poi chissà. I clienti già in fila stanno aspettando per entrare, ma non perché il locale è pieno: per evitare la folla, ci sono dei turni d’ingresso della durata di un’ora che si prenotano in anticipo con un apposito biglietto da acquistare prima, come succede per il museo dello Studio Ghibli. Durante il turno i clienti entrano, consumano, firmano il guest book con disegnini, scattano foto, fanno shopping o quel che vogliono, e a un certo punto vengono invitati a uscire così che nei dieci minuti di pausa fra un turno e l’altro il personale può rassettare i tavoli, riempire le mensole dei gadget eccetera.
Striscioni del "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.
Gli striscioni del Card Captor Sakura Cafe: sono bellissimi, dai.
Angolo di "Card Captor Sakura" all'Animate di Okayama.
Il consueto angolo del negozio dedicato a Card Captor Sakura è stato spostato nel corridoio d’accesso al caffè con una infilata di fumetti (in alto a sinistra) e gadget vari (in alto a destra) fra cui, in mezzo alle pochette e agli spazzolini, spuntano i sali da bagno di Sakura (in basso). Tutto fa cassa.
Menù del "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.
Il menù del Card Captor Sakura Cafe: in alto, a sinistra i piatti e a destra le bevande, tutto così coloratissimo e bellissimo da sembrare vagamente fake. In basso, i gadget: spille, portachiavi, piatti in ceramica, barattoli di biscotti e altro ancora.
Allestimento dei tavoli del "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.
Eccoci all’interno del Card Captor Sakura Cafe, dove in sottofondo scorre la colonna sonora della serie tv. La caffetteria è stata allestita con cura al dettaglio: i tavoli sono decorati con tante Clow Card coperte e due scoperte random (al signor Maiale sono capitate casualmente due delle sue preferite, The Erase e The Maze, che gioia). Il menù è a tema Libro di Clow e pure il portatovaglioli è decorato. I due bigliettini in basso a sinistra sono per l’acquisto dei gadget: per evitare che i clienti ne comprino troppi (per poi rivederli ai giapponesi su Yahoo! Auction a prezzi alti o ai poveri stranieri su eBay a prezzi esorbitanti), c’è un limite d’acquisto di massimo sei oggetti.
Hotcake e latte caldo col miele al "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.
Dopo lunga e lacerante disputa interiore, il signor Maiale ha scelto il cibo e la bevanda meno in technicolor e più gustosi: i pancake di Sakura e il latte caldo col miele di Touya. Sono anche le scelte più otaku, dato che al contrario dei noodles verdi di Li Shaolan o della soda azzurra di Yue, questi due cibi appaiono davvero nella serie: i pancake (o meglio hotcake, come li chiamano i giapponesi) li prepara Sakura per Yuukito nel terzo episodio dell’anime, e il latte caldo col miele è una citazione raffinatissima perché proviene dalla storia breve autoconclusiva fuori serie presente nel primo libro d’illustrazioni del fumetto. Bonus dei bonus, gli hotcake si chiamano “«Se ti va… ti andrebbero degli hotcake?» Gli hotcake fatti a mano da Sakura!” e il latte è indicato sul menù come “Il latte caldo col miele preparato da Touya”, citando alla lettera addirittura le battute del cartone animato e del fumetto: veramente otaku.
Sottobicchieri al "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.
Con ogni ordinazione, la cameriera portava al tavolo anche un esclusivo sottobicchiere random in regalo: il signor Maiale ha ordinato due cose e quindi ha ricevuto due sottobicchieri, uno dei quali particolarmente apprezzato perché presenta la fantastica coppia di baby lesbiche Sakura & Tomoyo.
Angolo fotografico al "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.
L’angolo delle fotografie: ci sono Kero-chan, Spinel Sun, gli scettri della prima e seconda serie, e anche il cabinato della fantomatica carta The Guest in cui entrare per farsi una bella foto ricordo: il signor Maiale ne è stato molto, molto tentato.
Scatola di latta di biscotti di "Card Captor Sakura".
Come souvenir, il signor Maiale ha optato per la scatola di latta contenente una spilla di Card Captor Sakura e i biscotti al gusto tè nero a forma di cuoricini: un acquisto assolutamente irrinunciabile.

Alla fine, il Card Captor Sakura Cafe si è rivelato un’esperienza divertente per il fan, così come la caccia al tesoro, ovvero il volume di Nakayoshi, vendutissimo in tutti i negozi specializzati e nelle librerie, ormai esaurito ovunque e trovabile a fortuna nei supermercati.

Volume di "Nakayoshi" 07/2016.
Il signor Maiale vestito coi fiorellini di sakura (virilissimi in Giappone) e circondato dai fiorellini metaforici mentre stringe a sé tipo l’ultima copia disponile di Nakayoshi nell’intera prefettura di Okayama, trovata con un colpo di fortuna dopo aver girato quattro negozi in cui era già esaurito.

Nella nuova serie Card Captor Sakura: Clear Card il lettore ritrova i protagonisti esattamente dove li aveva lasciati quasi venti anni fa. Finita la scuola elementare, Sakura e i suoi compagnetti iniziano le medie, Touya e Yuukito iniziano l’università, il padre sorride 24/7, Li Shaolan si è trasferito stabilmente in Giappone, ovunque sbocciano fiori a profusione, tutto è immerso in una gioiosa nebbiolina rosa, e Sakura ha i soliti brutti sogni premonitori (stavolta vede le carte tutte trasparenti, appunto “clear card”): è di nuovo il vecchio, caro Card Captor Sakura di un tempo, con un forte effetto nostalgia dato che anche il tratto delle CLAMP è tornato quello gentile e leggero di un tempo, dopo che negli anni si era imbastardito lavorando alla mediocre serie action Tsubasa RESERVoir CHRoNiCLE. Non resta che continuare a leggere questo grande ritorno, sperando che la terza serie riesca a entrare nei cuori dei lettori come c’erano riuscire le due precedenti.

Mario Pasqualini

Mario Pasqualini

Sono nato 500 anni dopo Raffaello e probabilmente morirò anche 500 anni dopo Raffaello (ma non credo nello stesso modo).

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