Cat Eyed Boy: il terrore ha occhi di gatto

Un ragazzo con gli occhi di gatto si aggira in un mondo popolato da yōkai ma dove il reale mostro rimane sempre lui… l’uomo!

Grazie alla In Your Face Comics possiamo leggere in Italia Cat Eyed Boy, una delle opere più famose di Kazuo Umezu (in arte Umezz) nominata nel 2009 come una delle migliore uscite americane per gli Will Eisner Awards.

Maestro del bianco e del nero, Umezz trasporta su carta le paure interne dell’uomo inserendole in terrificanti racconti, spesso narrati dallo stesso Ragazzo dagli occhi di gatto, protagonista dell’opera, e narratore onnisciente degli eventi.

Un aspetto di cui ci si rende presto conto è di come il mostro peggiore sia in fine l’essere umano, mosso da egoismo e superficialità.

Vignetta in cui vediamo il giovane umano con le sue vistose deformazioni.

Il tema meglio sviscerato è quello della diversità sia essa riferita a un giovane essere umano che ha avuto la sfortuna di nascere con delle significative deformazioni fisiche o sia che si riferisca al protagonista stesso, nato dall’unione di una donna umana (forse) e uno yōkai e, in quanto meticcio, non riconosciuto degno dal suo popolo ed emarginato.

I racconti horror, spesso usati dall’uomo per raccontare ed esorcizzare le proprie paure, nell’opera di Umezz raccolgono con onore il testimone e riescono a essere degna metafora dei timori che il popolo giapponese ha dovuto sopportare nel corso degli anni, basti pensare agli evocatori di tsunami che trasfigurano il temibile evento naturale in pietre con propria personalità che all’occorrenza si trasformano in mostri ed evocano onde altissime che inghiottono i villaggi della costa.

Il primo volume è una raccolta di mini archi narrativi, mentre il secondo raccoglie una storia unica. L’ultima storia del primo volume è quella che mi ha lasciato più turbato, vede protagonista un ragazzino che colleziona insetti, che prova piacere negli ucciderli, e nel vederli ancora vivi infilzati nelle proprie teche. Tanta ingiustificata crudeltà verrà però punita dalle stesse vittime che si rivolteranno e attaccheranno il giovane umano.

A sinistra la copertina del secondo volume di Cat Eyed Boy, a destra quella del manga di Yōkai ningen Bemu (Bem il mostro umano).

Una delle produzioni horror giapponesi più note è sicuramente Bem il mostro umano, famoso da noi per l’omonima serie animata, quello che pare subito evidente è di come essa prenda a piene mani dall’opera del Maestro Umezz a partire dalla similitudine tra Il ragazzo degli occhi di gatto e il giovane Bero fino alle tematiche trattate e al loro schema narrativo.

Cat Eyed Boy, nonostante risalga al 1968, risulta tutt’oggi molto attuale e godibile, non solo per le tematiche trattate ma anche per il tratto con cui sono rappresentate, vignette che vedono un sapiente impiego del pennello e della china con un tratto marcato e aggressivo, molto espressivo e comunicativo. L’aspetto che maggiormente turba il lettore è di come la libertà rappresentativa sia totale senza freni né timore di risultare scomoda, anzi è proprio questa coscienza che dona maggiore spessore comunicativo.

Una lettura intrigante, accattivante e che non deve assolutamente rimanere sconosciuta.

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