Caso o fortuna? La probabilità per tutti (o quasi)

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Può capitare, e non per caso, che un matematico che ha prodotto anche sviluppi importanti si dedichi alla divulgazione e, in qualche modo, all’arte.

Ivar Ekeland, matematico francese di origini scandinave, ha legato il suo nome a un principio variazionale. Una di quelle cose che sembrano piene di conti e lontanissime dalla realtà. E in parte lo sono. Salvo poi avere inaspettate ripercussioni sulla nostra vita quotidiana. Magari scoperte anni dopo. Il principio di Ekeland ci dice anche che esistono delle soluzioni quasi ottimali per alcuni tipi di problemi di ottimizzazione. Per intenderci, quelli che devono risolvere i docenti che stilano l’orario delle lezioni. Oppure chi prepara i turni di lavoro degli autisti di autobus, con rispettive linee e mezzi.

Per questo (e per altre cose) Ekeland ha vinto alcuni premi, fra cui il Prix d’Alembert proprio per un volume sul caso nel 1992.

Ekeland non è dunque nuovo a libri di divulgazione anche non elementari, ma di comprovata chiarezza e precisione. Perché nella divulgazione si può parlare di cose difficili… ed è noto anche per aver aiutato Jeff Goldblum a caratterizzare al meglio il matematico di Jurassic Park.

Stavolta ha trasposto la divulgazione matematica su caso e probabilità con l’uso dei disegni di Etienne Lecroart, fondatore dell’Oubapo e componente del suo trasposto (e originiale) letterario Oulipo. In qualche modo alla ricerca di un linguaggio che contenga vincoli formali, come quelli della matematica, appunto.

Non è facile parlare di regole matematiche, meno ancora di quelle del caso e della probabilità. Abbiamo già visto in altri lavori in passato alcuni aspetti, legati soprattutto alla percezione degli eventi.

Come nelle migliori tradizioni filosofiche, in questo caso si tratta di una passeggiata peripatetica guidata da Ekeland che spiega a Lécroart i fondamenti della matematica della probabilità, a seguito di una serie di domande. Il matematico, che ha lavorato moltissimo su questi temi nella sua carriera di ricercatore, contestualizza storicamente la necessità di rispondere alle domande e va anche a vedere come e quando questi concetti siano stati utilizzati più o meno coscientemente.

A partire proprio dalle tante vie che hanno portato alla realizzazione del libro. Che è certo frutto di una idea, ma vede il concorrere di tanti fattori (anche casuali) per cui è venuto proprio così.

Durante la passeggiata, ovviamente costellata di salti spazio-temporali, numerosi sono i personaggi che compaiono.

Come comprimari (tra tantissime e illustrissime comparse, da Cleopatra a Marie Curie) ci sono Blaise Pascal, la dea Fortuna e una farfalla che crede di tenere in scacco il mondo… farfalla che lega matematicamente il caso al caos deterministico e ci aiuta a capire come la matematica debba ricorrere alla probabilità quando variabili e condizioni sono in numero troppo elevato per dare una soluzione esatta.

Il libro, pensato per gli studenti delle superiori e quindi non per la divulgazione tout court, tocca, ovviamente senza approfondire, i vari aspetti di questo campo della matematica: la probabilità matematica e quella percepita, il determinismo, il caos, le distribuzioni (in particolare la binomiale e la gaussiana).

Passando per i giochi e i quesiti più famosi, e per gli aspetti legati alla vita quotidiana: la volatilità delle azioni in borsa, il significato dei sondaggi.

La stessa farfalla è l’elemento più umoristico del racconto. Deputata alle battute, anche fuori contesto. Ma il libro è ovviamente permeato di sorrisi. Il racconto della passeggiata matematica è costellato di momenti più seri (come quando Marie Curie parla del teorema del limite centrale applicato alla meccanica statistica) e meno seri. Con una prevalenza netta di questi ultimi. Per ingentilire concetti non sempre semplici.

Ma non si perde mail il filo.

Anche graficamente il libro gioca tra i due piani.

I personaggi sono i due autori stessi, ma tutti sono visti in modo caricaturale. Con una particolare predilezione per i nasi. La grafica è semplice e funzionale ai contenuti, anche se non manca qualche esperimento, come la spiegazione della gaussiana sul tovagliolo del ristorante.

Altrimenti il contesto è ridotto al minimo, perché il centro, anche grafico, sono ovviamente i due e la matematica di cui parlano, e i disegni non possono che essere mirati alla divulgazione.

Quando serve una spiegazione più lunga possiamo trovare una pagina in cui i due compaiono più volte in un’unica vignetta. Dovendosi concentrare sul contenuto, la gabbia, il tratto e i colori facilitano la lettura, con la loro regolarità. Il risultato è comunque piacevole.

I testi sono talvolta impegnativi, più nella grafica, occupando una parte importante della pagina, che nel contenuto. Infatti il lavoro di divulgazione limita i termini tecnici, ma allunga il discorso. A volte in maniera un po’ invadente. Il lettering corsivo, fedele all’originale francese, a volte è faticoso, viste anche le dimensioni del volume (anche queste comunque identiche alla versione d’oltralpe).

caso o fortuna finale

L’introduzione italiana è affidata a Vittorio Marchis, storico della tecnologia, che ci racconta la storia matematica del caso, dall’etimologia dei termini che usiamo per parlarne, fino ad Albert-Laszlo Barabasi. In coda David Vandermeulen aggiunge qualche pagina su Ekeland e il contenuto di altre sue opere di divulgazone.

Una lettura per tutti, a volte impegnativa, ma forse può anche insegnarci che non tutto è elementare, e che, per padroneggiare una materia, non basta un fumetto. Ma che un fumetto può servire a stimolarci a studiarla.

Il volume fa parte di una raccolta pubblicata in Francia e Belgio: La petite Bedeteque des Savoirs di cui l’editrice Sonda ha tradotto alcuni titoli nella collana Pensare a fumetti.


Ivar Ekeland, Étienne Lécroart
Caso o fortuna? Un approccio matematico
Edizioni Sonda, 2019
80 pagg., colore, cartonato, 14×20.5 cm, €12.50

Andrea Cittadini Bellini

Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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