Black Monday: il Diavolo di Wall Street

Copertina del primo volume di "Black Monday" di Jonathan Hickman.

Black Monday è l’ultima fatica di Jonathan Hickman, Tomm Coker, Michael Garland e niente meno che Satana in “persona”.

Così ci dice la fascetta del volume edito da Mondadori Oscar Ink e realizzato dall’autore di opere sperimentali e avveniristiche quali Pax Romana e The Nightly News.

E se il Diavolo si vede nei dettagli, Hickman si nota nelle grandi architetture, a volte lente, a volte complicate, ma sempre sensate e dai tasselli incastrati alla perfezione.

Il primo volume di Black Monday (titolo originale: The Black Monday Murders), di ben 240 pagine a colori, escluse le tavole metanarrative che simulano pagine di dossier della polizia o documenti riservati, conferma l’attitudine “demiurgica” dell’autore, con un mix ben dosato di informazioni, di prosa (il che ricorda tanto il modus operandi di Alan Moore), di flashback, e di elementi di character building mostrati per presentarci i vari personaggi.

Non viene detto troppo né troppo poco, si snellisce l’infodump, inevitabile in un lavoro simile, e i curiosi inframezzi di tavole bianche, macchiate, logore, ornate da strani simboli di carattere pseudo-rituale, servono a spezzare l’azione al suo culmine o a dividere tra loro le sequenze dei vari capitoli, proprio come avviene anche in altri lavori dello statunitense quali East of West e The Manhattan Projects.

Tavola di "Black Monday" di Jonathan Hickman.Il ritmo è cadenzato, si prende il suo tempo perché l’imperativo è affascinare, inquietare, alimentare la tensione e contestualizzare il tutto in un ambiente quanto più realistico possibile. Il lettore deve credere che tutto ciò che viene narrato è successo e succede realmente nell’ombra dell’ambito borsistico americano, considerato dai più come noioso e frequentato da anonimi individui in giacca e cravatta (sciocchi!).

Si gioca su una potente metafora, o più che altro sulla polivalenza della parola “potere”. Hickman ci informa che il potere è l’ascendente di un individuo su un altro, ma anche un mezzo fisico, il denaro, e infine la magia. Da qui “poteri magici”. Lo slogan è il seguente:

Quella con cui cominci. Quella che paghi. Quella per il profitto.

A conti fatti Black Monday parla di questo: padroni e schiavi, denaro e azioni, e ovviamente magia, nella sua accezione più oscura e diabolica.

Tavola di "Black Monday" di Jonathan Hickman.Un mio amico, giorni fa, chiedendomi a quale Moore si rifacesse di più Hickman in questo volume di apertura, se a quello di Watchmen o a quello di From Hell, mi ha dato da riflettere. La risposta ovviamente è che il Moore di riferimento, se – come ritengo personalmente – si possono azzardare delle similitudini, è quello di From Hell, e lo è per diversi motivi. Una narrazione sul filo tra reale (gli omicidi di Jack lo squartatore e il crollo della borsa di Wall Street del ’29) e soprannaturale, il simbolismo, ma anche il topos dell’omicidio rituale e del denaro – e il potere da esso derivante – capace di ostacolare, se non modellare, la giustizia.

I disegni di Coker e i colori di Garland tendono al realistico, con un taglio fortemente cinematografico, molti primi piani ravvicinati a rendere serrati i numerosi dialoghi in sospeso tra il detto e non detto e campiture forti e nette che incupiscono le atmosfere.

Le didascalie in Courier New contenenti luogo e orario donano alla vicenda un sapore “federale” che ricorda quasi X Files, mentre la terminologia economico finanziaria rende verosimile il tutto. Piccoli elementi esoterici perturbanti, infine, stimolano il sense of wonder, un po’ come avveniva in Twin Peaks.

Se in passato il vertice della catena alimentare si rifaceva all’effettivo atto divoratorio delle specie considerate inferiori, al giorno d’oggi il tutto si fa metafora e i predatori sono coloro che detengono il potere nella sua triplice forma, e con esso sbranano e dissanguano la gente comune.

La Image Comics colpisce ancora, dunque, regalandoci un noir esoterico il quale sembra sussurrarci che le porte dell’Inferno si sono appena aperte e il meglio deve ancora arrivare.

Illustrazione di "Black Monday" di Jonathan Hickman.

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