Riccardo Ascenzi

Musicista di scarso successo, Ingegnere fallimentare, Nerd straordinario.

Paco Lanciano (e il fagiano crononauta)

L’autore di questa opera è Davide La Rosa, che ha iniziato la sua carriera di sceneggiatore pubblicando sul suo blog, dove, tra l’altro, sono apparse per la prima volta le avventure del nostro eroico protagonista, lanciato verso il salvataggio della Storia della Scienza come la conosciamo oggi, contro un malvagio Kirchhoff.

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Il fumetto in questione sembrerebbe più una story-board pensata per essere poi disegnata, paco-lanciano-cronauta-2
ma nell’ottica dei Fumetti Disegnati Male la rivista online che ha raccolto per prima queste perle dell’incapacità con la matita e di cui il nostro autore è uno dei fondatori, anche questo stile di disegno assume la propria dignità. In fondo, se esistono fumetti disegnati da dio ma sceneggiati da cani, perché non è possibile il viceversa? Infatti, facendo bene attenzione, quello che accomuna tutti questi disegnatori falliti, tra cui il Dr. Pira, autore dei Fumetti della Gleba, e il nostro autore, è proprio la grande sensibilità nella gestione della sceneggiatura, delle inquadrature e di quello che non c’è tra le vignette: la famosa closure.

La storia è un divertente espediente per poter fare divulgazione scientifica, prendendo uno degli sgherri (Paco Lanciano, quello dedivulgo-fortegli esperimenti) del più grande divulgatore italiano (La Famiglia Angela. Sì, sono una singola entità). L’utilizzo delle battute e dei riferimenti sulla cultura POP televisiva italiana viene utilizzato con successo per alleggerire la storia e per rendere paradossali e bislacchi i personaggi e le situazioni.

L’edizione della Nicola Pesce Edizioni è di buona fattura e anche il prezzo risulta congruo considerando il numero di pagine e il lavoro di integrazione rispetto alle tavole comparse sul blog dell’autore.

Infine, come farsi sfuggire un fumetto che contiene paradossi temporali e pericolosissime tracce di Fabrizio Frizzi?

Recensione Eve: Valkyrie

Mettersi a scrivere riguardo di qualcosa che ha riempito per tanto tempo la propria vita di nerding è sempre complicato. Soprattutto se si vuole rimanere oggettivi.

In questo caso mi trovo a recensire un fumetto Eve: Valkyrie nato come costola del mastodontico universo sci-fi di Eve Online. Questo gioco ha riempito le mie notti insonni di nerding dal 2007… a momenti alterni ma sempre per otto dannati anni.

Per chi non lo sapesse si tratta di un MMORPG di fantascienza dove ci si cala nei panni di un capsuleer, semi divinità immortale, alla guida di centinaia di navi diverse con ruoli specifici. Lo scopo del gioco è… crearsi il proprio obiettivo! La differenza fondamentale che Eve Online ha sempre avuto rispetto ai concorrenti è la libertà che deriva dall’essere un gioco sandbox.

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Questa libertà ha dato ai giocatori la possibilità di creare le proprie storie, diventate poi la base del primo adattamento, non proprio riuscitissimo, riguardante questo universo. Io stesso potrei raccontarvi decine di storie… la disperata difesa di 6VD-T dall’attacco di una forza soverchiante, la conquista del sud contro i tripla A fino alle operazioni nei wormhole con furto annesso e molte altre!

Ma basta fare il bittervet e veniamo a questa opera. Siamo di fronte alla creazione delle fondamenta del lore del nuovo gioco, che la CCP lancerà a breve: Valkyrie (quanta fantasia). In questo fumetto viene raccontata la storia di Ràn, la nostra futura guida nel videogioco (che tra le altre cose prenderà la voce di Katee Sackhoff!).ranrebirth1

fatalBrian Wood riesca a gestire molto bene l’adattamento nel media fumetto, bilanciando sapientemente le libertà artistiche e l’attinenza al canone consolidato. Impresa che non era riuscita affatto bene nel precedente Eve: True Stories. Ci viene raccontata una classica storia di formazione, niente di nuovo o sconvolgente, comprensiva anche della classica figura del maestro visionario che diventa l’antagonista.

Le tavole di Eduardo Francisco e Michael Atiyeth (disegni e colori rispettivamente) riescono anche loro a rispettare il mecha design ddeathfamilyi Eve pur mantenendo una personalità e raccontano con chiarezza anche i momenti più onirici e difficili, come gli attimi dopo il trasferimento della coscienza nel nuovo corpo di Ràn.

Tutto questo rende sicuramente l’opera migliore degli esperimenti precedenti e anche in senso assoluto è una buona storia di fantascienza, raccontata molto bene. Sono proprio curioso di leggere i prossimi due, e conclusivi, numeri di questa mini serie.

Menzione speciale va alle fantastiche copertine di Borkur Eiriksson il direttore artistico della CCP.

Marcello Nardoni, tra biografia ed epicità

Il terzo giudice è un “personaggio” in diversi sensi, intelligente, colto, ironico, “perfortunacheesiste”: chi lo conosce sa di cosa sto parlando, chi non lo conosce può leggere quello che ci ha inviato quando gli abbiamo chiesto di presentarsi…

 

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Mi sono occupato e mi occupo di molte cose. Troppe.

Come insegnante sono in ruolo dal 1992 e la mia materia è la “Storia dell’Arte” che però oggi non posso più insegnare perché qualcuno molto in alto ha deciso che si tratta di una disciplina inutile e forse anche dannosa per i ragazzi per cui, all’interno di un processo-di-razionalizzazione-del-sistema-scolastico-nazionale, era meglio espellerla da alcune scuole superiori. Così insegno “Progettazione grafica”, “Laboratorio di architettura”, “Disegno tecnico” e… anche un po’ di Storia dell’Arte ma non lo dite a nessuno.

Contemporaneamente svolgo anche la professione di Architetto e lavoro per enti pubblici occupandomi di qualsiasi ambito progettuale (non per scelta ma per necessità). Così nella mia carriera mi sono occupato di restauri di beni culturali (chiese, palazzi, strutture fortificate), di progettazione di nuovo edifici, ma ho anche realizzato fognature e impianti di depurazione. Ma la cosa che so fare meglio è andare in montagna. Qui la mia maggiore abilità consiste nel riuscire a scovare anche il più dimenticato dei sentieri e la mia felicità maggiore sta nel condividere con altri il piacere della scoperta. Da trent’anni sono socio della sezione ascolana del Club Alpino Italiano (che mi glorio di aver presieduto nella seconda metà degli anni ’90) e come volontario coopero con il gruppo escursionistico realizzando iniziative rivolte ai soci e alla collettività. Ho anche scritto un libro che si intitola “Sibillini, storia di un parco”, che non ha letto neanche mia moglie, che racconta le azioni svolte tra anni ’70 e ’80 dal fronte ambientalista locale per difendere l’ambiente montano dai ripetuti attacchi dei fautori delle logiche di sfruttamento, e che hanno portato all’istituzione dell’Ente Parco.

MARCELLO NARDONI E IL FUMETTO

Ho iniziato presto. All’età di 5 anni.

Ero già in prima elementare e mia zia mi comprava il “Corriere dei piccoli”, quello di Bibì Bibò e Capitan Cocoricò. Lo ammetto, sono partito con un livello alto. Poi, negli anni a seguire, mi sono dovuto accontentare nell’ordine di Topolino, Capitan Miki, Blek Macigno, Tex Willer, Zagor.

Freddino il rapporto con i vari Diabolik, Alan Ford, Dylan Dog, mentre ho sempre preso le distanze dagli eroi della Marvel.

La mia stagione più intensa risale alla seconda metà degli anni ’70 – primi anni ’80 grazie a riviste storiche come “Linus”, “Alter Linus”, “Cannibale”, “Metal Hurlant”, “Totem”, “L’eternauta”, “Corto Maltese”, “Il Male”, “Cuore”, “Frigidaire”.

All’epoca mi dilettavo anche nella stesura di vignette a sfondo satirico. Ne inviai alla redazione di “Cuore”: furono gentilissimi a rispondermi che ero bravino, ma che loro erano pieni di disegnatori da sfamare.

Il mio rapporto col fumetto è finito lì. Poi è successo che sono diventato grande (?) e che il mercato si è riempito di roba giapponese.

Se negli ultimi anni mi sono riavvicinato al genere lo devo a mia figlia. Mi ha fatto conoscere film di animazione dei maestri nipponici e mi sono lasciato attrarre da saghe televisive (Naruto è epico).

Dal disastro degli ultimi decenni salverei “il Vernacoliere”.

 

Non c’è nulla da aggiungere dopo «Naruto è epico».

 

Presentazione Andrea Fusco

Il nostro secondo giudice è il ceramista e pittore Andrea Fusco, esperto di tecniche coloristiche, ricerche cromatiche e composizione grafica.

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Andrea Fusco da oltre quindici anni lavora nel suo laboratorio ascolano, realizzando pregevoli ceramiche artistiche dipinte a mano. Diplomato al Liceo Artistico di Ascoli Piceno, nella sezione di Grafica, è un appassionato di pittura, la sua bottega si avvale del marchio di Ceramica Artistica e Tradizionale, e del marchio di Marche Eccellenza Artigiana come garanzia di prodotti interamente lavorati a mano, secondo tecniche ripetute nel tempo, ma sempre alla ricerca di una linea decorativa più personale, che guarda al passato ma non si ferma ad esso. La sua arte si contraddistingue per la ricerca coloristica e di nuove composizioni e soggetti, in bilico tra modernità e creazione originale.

Nel 2009 ha ricevuto la menzione d’onore nel 1˚ Concorso Internazionale biennale “Tra tradizione e modernità” istituito dal Comune di Ascoli Piceno, e nel 2015 ha inaugurato la sua prima mostra personale di pittura, “Ad occhi aperti” con trenta opere esposte, tra tele e ceramiche plastiche, nelle sale del Palazzo dei Capitani.

«La passione è quella che accompagna il mio lavoro e che cerco di trasmettere con le mie opere: la ceramica è un’arte ritenuta da molti inferiore, ma può riservare grandi sorprese e soddisfazioni.»

Andrea ci ha rivelato che, nella passata edizione, ha visitato la Mostra e ha pronosticato tra i vincitori proprio i lavori che sono poi stai premiati. O porta fortuna, o ha grande occhio…

 

Contatti

www.andreafusco.it

info@andreafusco.it

Presentazione della Giuria C’è un Lupin in città: Chiara Pezzella

Era ora, finalmente, ci siamo… diamo inizio alle presentazioni!

Da oggi inizieremo a farvi conoscere chi formerà la Giuria di “C’è un Lupin in città”, coloro che avranno il compito di premiare le tre illustrazioni migliori nel Concorso.

Sono tutte personalità collegate al mondo dell’arte e valuteranno la composizione dell’opera, la qualità del disegno e del colore, la tecnica utilizzata e il messaggio che essa vuole trasmettere.

Il nostro primo giudice è la vincitrice della prima edizione del nostro Concorso! Bisogna riconoscere che le ha portato davvero fortuna! Leggete la presentazione che ha scritto di sua stessa mano…

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Claire Piece, alias Chiara Pezzella, prima di essere un’illustratrice, è stata sempre un’inguaribile ragazza con la testa tra le nuvole – testuali parole delle insegnanti del tempo –   ed immersa nel mondo, non solo della fantasia, ma della creatività e dell’immaginazione più profonda.

Pur avendo svolto studi psico-pedagogici, continua a  seguire il suo sviluppo artistico nell’arte del disegno, distraendosi perfino durante le lezioni e disegnando sul retro di qualunque quaderno di qualunque materia.

Spinta dall’entusiasmo di fare e incrementare il suo vissuto d’esperienza artistico, partecipa a concorsi, workshop dell’Accademia Europea di Manga, si presta alla realizzazioni di locandine di eventi, rimanendo perfino coinvolta nell’organizzazione di alcuni di essi. Tutto questo si amalgama alla sua vita dove, quando non disegna, si dedica alla scrittura, al make up, qualche accenno di fotografia e segue la sua dedizione sportiva per la corsa ed l’atletica leggera.

Vince il suo primo concorso artistico “Reinterpreta lo Studio Ghibli” indetto dall’associazione culturale Dimensione Fumetto nel 2014 e contemporaneamente comincia a collaborare come disegnatrice nello studio tatuaggi ‘Ye Olde Parlour’, per migliorare sempre più nella tecnica e nella impostazione grafica.

Fomentata da un continuo stimolo alla scoperta di nuovi stili e tecniche, la sua mano è sempre piacevolmente influenzata da nuove scoperte  nell’illustrazione, che le permettono così di indurre ogni volta una nuova metamorfosi  ed una sempre continua evoluzione alla ricerca di nuovi sbocchi e sfide professionali.

Ma non finisce qui: Claire ha appena vinto il Concorso per realizzare le illustrazioni del libro per bambini Sofia e Krilly, per C’era una volta Edizioni. Potete leggere la sua bella intervista su:

http://destinazionelibri.com/2015/09/07/3267/

 

 

Contatti

 

Blog: teabiscuitblog.wordpress.com

Sito: https://clairepiece.carbonmade.com

E-mail: amaki82@gmail.com

Great Pacific – Benvenuti nel magico mondo del petrolio

Benvenuti nel magico mondo del petrolio! L’industria più ricca e potente del mondo. Siete il rampollo di una delle famiglie che hanno costruito il loro impero grazie all’oro nero, a cosa aspirate tra una caccia al leone in Africa, una cena con una top model e un viaggio nello spazio? Che cosa volete di più?

Ovvio no? Fondare la propria nazione! Solo così potete rendere fieri i vostri avi e lo spirito del Texas intero.

Con Great Pacific ci troviamo di fronte a una squisita fantascienza ambientalista illustrata alla perfezione dall’artista Martin Morazzo, che grazie a uno stile molto dettagliato ma non realistico, ispirato fortemente dalla scuola Argentina e Francese (il Moebius dell’Incal è tra i più evidenti), riesce a rappresentare alla perfezione i macchinari futuribili e l’incredibile distesa di rifiuti, habitat di nuovi inquietanti animali  generati dalla massa di rifiuti.

citazionesandmanLo scrittore Joe Harris (tra gli autori della nuova serie di X-Files) riesce a raccontare quella che è la più classica storia di formazione con tutti i temi portanti: l’abbandono della famiglia, la caduta in basso e la successiva risalita, la realizzazione dei sogni. Quest’ultima perfettamente sottolineata in uno dei momenti topici del primo volume: la prima battaglia della nuova nazione che successivamente diventerà mito fondante di essa (tutte le grandi nazioni ne hanno bisogno no?). In questa vignetta si vede uno dei protagonisti indossare una maschera che ricorda quella contenente i poteri di Sandman.

Le pagine scorrono velocemente e ben ritmate tra intrighi politici, patti col diavolo, battaglie interne e esterne e l’ardua sfida di far riconoscere al mondo l’esistenza del New Texas. Qui torniamo all’altro filo conduttore dell’opera: il nostro protagonista cita continuamente il fatto di essere figlio del Texas. Chiama il nuovo stato New Texas e gli dà come simbolo una stella blu a richiamare la Lone Stevvivailtexasar. Come se gli autori vogliano dirci che la spinta indipendentista che il Texas ha sempre avuto sia un riflesso dello spirito di intraprendenza e del coraggio del popolo di questo stato: rappresentato qui dall’erede dell’industria più importante del Texas.

Andando a stringere, consiglio la lettura a tutti gli amanti della fantascienza e non, dato che l’opera presenta molti piani di lettura, è ben scritta e disegnata, e racconta una storia molto attuale, infatti la great pacific garbage patch esiste veramente e ci sono realmente progetti per la conversione di oil rig per rimuovere le plastiche dagli oceani.

Dimensione Fumetto in the World

Cosa significa vivere in questi fortunati anni in cui la tecnologia è alla portata di tutti? Non significa solo poter parlare giornalmente con persone care che vivono lontanissime, accedere con facilità ad informazioni e notizie, ma anche avere la possibilità di far conoscere ed apprezzare il proprio lavoro, o la propria missione, in un tempo brevissimo e in uno spazio amplificatissimo.

Il motorino di Roberto non rimpiange il tempo in cui ha dovuto trasportare il suo cavaliere per la città, in cerca di edicole in cui lasciare il numero di telefono per tutti quelli che sarebbero passati a comprare fumetti. Il suo motore a scoppio inquinante è stato felicemente sostituito da un pulsante su una tastiera, e non ce ne vorrà se oggi, la Dimensione Fumetto che è nata 21 anni fa anche grazie a lui, si lancia nell’universo del crowdfunding alla ricerca di amanti di strisce e ballon che vivono in tutto il mondo.

Il nostro Concorso “C’è un Lupin in città” cerca estimatori e sostenitori, e non per forza in America e in Giappone: chi è dalla parte del fumetto è dalla nostra parte, e insieme possiamo fare tanto per dare sempre di più. Sostenendo la nostra campagna ci si possono aggiudicare illustrazioni originali, maglie e T-shirt della vostra associazione preferita e tanto altro.

Guarda il video, clicca il link di Indiegogo, condividi!

Inaugurazione Concorso

Dopo lo straordinario successo della prima edizione, con più di settanta opere partecipanti provenienti da tutta Italia (grazie ancora, ragazzi), Dimensione Fumetto torna con gioia ad inaugurare la Seconda edizione del Concorso di illustrazione per non professionisti!

Il tema scelto questa volta per voi è “C’è un Lupin in città”: il ladro gentiluomo Lupin the Third, nato nel 1967 dalla mano del mangaka Monkey Punch, e i suoi amici (o avversari) dovranno essere i protagonisti delle vostre tavole, ma immersi, questa volta, negli scorci architettonici, archeologici, artistici della vostra città (o di una città che vi piace anche di più), per “rubarne” la bellezza, o il panorama urbano, o quel sentimento di appartenenza cha tante volte ci accorgiamo di provare camminando per le strade e nelle piazze. Osservate attentamente monumenti, strade, elementi decorativi, rovine, tutti quei particolari poco conosciuti e da valorizzare che forse pochi ricordano ma che rendono uniche le realtà urbane del nostro paese, e rappresentatele per noi insieme a Lupin, dandogli nuova vita.

Il termine fissato per inviarci i vostri lavori è il 14 novembre, tutte le tavole partecipanti saranno esposte in Mostra dal 31 novembre al 13 dicembre presso lo spazio espositivo della Libreria Rinascita (Piazza Roma, Ascoli Piceno) e le tre migliori saranno premiate il 5 dicembre da una giuria di esperti, appartenenti al mondo dell’arte e del fumetto, tra cui un nome di eccellenza che vi sveleremo a giorni….

Primo premio, una valigetta di colori Pantone Letraset® Promarker, del valore commerciale di 75 euro, offerta dalla Cartoleria Cartarius di Ascoli Piceno!

Leggete attentamente il bando sul nostro sito www.dimensionefumetto.it, e controllate la Fanpage di Facebook di Dimensione Fumetto per gli aggiornamenti sui premi, giuria, ospiti illustri e tutte le novità!

Le iscrizioni sono aperte! Disegnate, disegnate, disegnate! E che l’arte sia con voi…

Se volete invece darci una mano a realizzare questa manifestazione questo è il link alla nostra campagna di crowdfounding su Indiegogo

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