Andrea Gagliardi

Batman: vita con Alfred – I Giudici

È arrivato il momento di annunciare i quattro membri che compongono la giuria del nostro concorso di illustrazione Batman: Vita con Alfred

Come di consuetudine la giuria sarà composta da figure di spicco del panorama fumettistico nazionale e internazionale affiancate a eccellenze del mondo dell’illustrazione e dell’arte in generale provenienti dalla nostra ridente città di Ascoli Piceno.

Eleonora Carlini

Eleonora Carlini è una disegnatrice e fumettista romana. Inizia il suo percorso professionale in piccole realtà editoriali italiane come Crazy Camper (Bren Gattonero, Teenage Mummy) e Villain Comics (Gunsmoke and Dragonfire). Dopo aver frequentato il corso d’illustrazione alla Scuola Internazionale di Comics, prende parte a diverse mostre e collettivi artistici nella capitale fino a quando – qualche anno dopo – approda sulla testata Grimm Tales of Terror targata Zenescope Entertainment e successivamente, nel 2015, sulle avventure del Decimo Dottore (10th Doctor Who) per la Titan Comics, esordendo nell’albo speciale del Free Comics Book Day e continuando per buona parte della prima stagione e per tutta la seconda. A fine 2015 esordisce in DC Comics
sulla testata di Batgirl of Burnside chiudendo il primo ciclo narrativo della serie, poi su Green Arrow, Harley Quinn e Suicide Squad.
Parallelamente agli impegni per la DC Comics ha lavorato su un nuovo titolo creator- owned, Backways, scritto da Justin Jordan e colorato da Silvia Tiedi per l’AfterShock Comics.
Attualmente lavora per la BOOM! Studios sulla testata Go Go Power Rangers, in uscita nei prossimi mesi

Fabio Listrani

Fabio Listrani è un artista autodidatta, illustratore, autore, musicista e grafico, laureato in una facoltà scientifico/matematica chiamata Scienze dei Media, che vive e lavora a Roma. Negli anni si è affermato soprattutto come Cover Artist lavorando per diverse realtà internazionali quali la MARVEL, Titan Comics, Heavy Metal o IDW Publishing, spaziando fra testate del calibro di X-Men, Doctor Who, Warhammer 40.000, Quake, Dishonored, Dark Souls etc.
Oltre ad essere stato selezionato ed incluso per più anni consecutivi sulla prestigiosa antologia “SPECTRUM: The Best in Contemporary Fantastic Art “, nel 2014 vince anche il premio come Best Interior Illustrations per il libro da lui illustrato “Zombies vs Robots; No Man’s Land” edito dalla IDW Publishing.
Nello stesso anno si consolida anche la sua collaborazione con la Scarabeo di Torino per la quale realizza un mazzo di Tarocchi di successo chiamato Night Sun Tarot e in seguito all’ottimo riscontro ottenuto, nel 2017 ne realizza un secondo chiamato Santa Muerte Tarot” andato sold-out nel giro di soli due mesi dalla sua uscita ed attualmente in ristampa.
Artista poliedrico digitale 2D/3D, lavora inoltre su Artwork per band, Poster Art, T-Shirt Design e ora attraverso la casa editrice Shockdom ha esordito nel 2017 come autore completo di fumetto con il suo progetto “CHARON.
Ha appena pubblicato il suo artbook-retrospettiva chiamato “INTOtheVOID.vol01”, mentre a Novembre 2018 (anteprima a Lucca Comics) uscirà il secondo volume del fumetto CHARON e il nuovo progetto per la Scarabeo, ovvero un oracolo di 32 carte chiamato Santa Muerte Oracle“.

Mattia De Iulis

Nato l’8 maggio del 1991 ad Ascoli Piceno. Si è trasferito a Roma per 4 anni per studiare alla Scuola Internazionale di Comics, il corso di illustrazione e il master di colorazione digitale per comics. Ha iniziato a lavorare come assistente e illustratore per future fiction e per l’editoria, per poi passare definitivamente al fumetto dopo poco. La sua prima esperienza come colorista è stata per la Sergio Bonelli Editore con uno speciale di Brendon e Morgan Lost, sempre per Bonelli successivamente ha colorato 2 storie per Dragonero Adventures per poi passare come disegnatore completo (disegni e colori) a Kimera Mendax (per Manfont).
Attualmente lavora come disegnatore completo in Marvel per la serie Jessica Jones.

Pietro Cardarelli

Scenografo, Lighting e Visual Designer e Creative Director. Dopo la laurea in Scienze dell’Architettura, si specializza nel 2007 in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
Ha lavorato per importanti nomi del cinema, del teatro di prosa, del teatro sperimentale e di ricerca e lirico: Leo Muscato, Francesco Micheli, Gabriele Giromella, Alessandro Marinelli, Stefano Artissunch, Flavio Bucci, Michal Znaniecki, Chiara Cicognani, Enzo Decaro, Davide Calvaresi, Irene Russolillo, Glen Çaçi e altri.
Dal 2009 lavora anche come Creative Director per cantanti, artisti, band e produttori musicali, stilisti, coreografi, strutture d’arte ed aziende (Dardust, Dario Faini, Ralf Schmid, Ivan Segreto, Garrison Rochelle, DiMaio, LaRua, Sursumcorda, Amat, ObliqSound, ZKM Karlsruhe, CWM Produzioni, Nanosystems, Roland Europe, Pea Cosmetics, PopSophia e altri).
Dal 2015 è responsabile lighting designer e visual art director per i progetti “Pyanook” e “PyanookLab” del musicista e compositore Ralf Schmid presso lo studio Kubus dello ZKM di Karlsruhe e la Humboldtsaal di Freiburg (Germania). Dal 2014 è progettista e lighting-visual artist per il compositore e musicista Dardust (Dario Faini) curando tutte le date dei tour (tra cui eventi per MTV ed Elita).
Nel 2017 è lighting designer del “Tutta la vita tour” della band LaRua. Dal 2011 al 2014 è stato scenografo, lighting designer e visual artist per la Roland Europe per l’evento internazionale “V-Accordion International Festival” presso l’Auditorium Parco della Musica in Roma.
Da ottobre 2011 tiene ad Ascoli Piceno diversi corsi sulle nuove forme dell’arte contemporanea, organizzando anche eventi d’arte. Nel 2012 è docente del corso “Manipolazione Creativa dello Spazio”, nel 2014 e nel 2017 del corso di “Visual Art” nell’evento nazionale “Ap Art Up.Gioventù Creativa” (ANCI – Consiglio dei Ministri). Le sue opere sono state esposte in diverse mostre e collettive d’arte (“Visto da diversi punti di vista” – Ascoli Piceno – 2004; “MCArt2005” – Macerata – 2005; “Toyz Toyz” – MondoPop – Roma – 2010; “1ForRun/Clutter Magazine Contest” – New York – 2011; “Trace Becoming Art” – Interni Mangiola Lab – Milano – 2012; “Tenderness” (personale) – Ascoli Piceno -2013; “Padre Nostro” – Fabriano e MAMS Sassoferrato – 2014; “Arte Pubblica” – Ascoli Piceno – 2015; “Voci nei vicoli” – Mosciano – 2017).

Per il Bando e le FAQ di partecipazione clicca qui -> BANDO & FAQ
Per aggiornamenti sul concorso segui le nostre pagine social:
Facebook
Twitter
Instagram

Tex #695 – L’Ultima Vendetta

Tex #695

Il 2018 è l’anno del settantennale di Tex e l’albo in uscita a settembre è quello che marca il fatidico compleanno. Per l’occasione, seguendo una tradizione consolidata negli anni, la Bonelli ha deciso di proporlo come albo speciale a colori.

Qualche anno fa Alfredo Castelli, figura storica del fumetto italiano e creatore di Martin Mystère, spiegava che per Sergio Bonelli l’albo speciale di una serie della sua casa editrice doveva essere anche quello più normale di tutti: trattandosi di un’occasione che può attrarre nuovi lettori, molti dei quali a digiuno della storia del personaggio, lo speciale doveva funzionare come un biglietto da visita. Non era il posto dove sperimentare o giocare con i cliché della testata, doveva essere invece quanto di più onesto e canonico possibile.
Non che la serie regolare del ranger preferito dagli italiani si discosti mai particolarmente dai canoni impostati da Gian Luigi Bonelli e Galep nel 1948, sia chiaro.

Non è un caso quindi che alla realizzazione di questo albo specialmente normale (o normalmente speciale se preferite) siano stati chiamati due degli interpreti più fedeli e apprezzati della storia più o meno recente di Tex: Mauro Boselli, curatore e sceneggiatore principe della testata stessa, e Giovanni Ticci, storico disegnatore del ranger, coadiuvati dai colori di Oscar Celestini.
L’Ultima Vendetta è quindi una storia estremamente canonica nella bibliografia texiana ma non per questo priva di interesse, tutt’altro.

Il soggetto è abbastanza lineare: un giovane ragazzo della tribù dei Pima viene ferito da alcuni loschi personaggi mentre cerca di raggiungere Tex nei territori Navajo per chiedere il suo aiuto. Una volta soccorso, il ragazzo rivela di essere stato inviato da suo padre, Moss Keegan, una vecchia conoscenza di Tex ai tempi della loro rivalità nel mondo dei rodeo. Tex racconta quindi ai propri pards la storia che lega lui e Keenan.

Si tratta di uno dei classici “racconti attorno al fuoco”, qui un lungo flashback di circa 64 pagine, che hanno caratterizzato la lunga vita editoriale di Tex: il tipo di soggetto ideale per presentarci il Tex attuale e contemporaneamente mostrarci una parte della sua storia da giovane, quella raccontata proprio alle origini da Bonelli padre e Galep.

Boselli e Ticci ci regalano quello che potrebbe essere definito un Tall Tale (i racconti esagerati che caratterizzano la narrativa popolare dell’alba degli Stati Uniti) dedicato a Tex in cui il nostro eroe è rappresentato nella sua veste più iconica.

Ticci è il decano della testata, quello che interpreta in maniera più efficace l’aspetto emotivo, più ideale e meno cronachistico, del nostro eroe. Il suo segno, fatto di tratti nervosi ed espressivi, campiture nere a pennello, e linee raramente chiuse, indulge poco nella descrittività, salvo dove strettamente necessario, ma trasmette atmosfera. Le composizioni di Ticci – che spesso ricordano i dipinti di artisti come Remington, Russell o Schreyvogel – non lasciano spazio a formalismi decorativi ma sono più tese al racconto, alla messa in scena e al linguaggio del corpo; così come il Joe Shuster delle prime storie di Superman, il disegnatore suggerisce e lascia al lettore il compito più importante: quello di immaginare.

Da parte sua Boselli segue un’altra regola aurea della Bonelli: tutto deve essere spiegato più volte, nulla deve essere lasciato al caso o al dubbio. Per cui i personaggi parlano abbondantemente, le didascalie spiegano con dovizia, anche laddove i disegni basterebbero a raccontarci una storia. Lo scrittore milanese è erede e interprete di una tradizione editoriale che dà un enorme peso alla componente letteraria del fumetto, al testo scritto, ma che non vuol essere (solo) un mero strumento al servizio del lettore più distratto, che diffida delle sue capacità di interpretazione. La componente letteraria in Tex demanda ai dialoghi, alle didascalie e ai balloon di pensiero, il lavoro fondamentale della caratterizzazione psicologica, questo è il sintomo dell’importanza che i personaggi, dal protagonista alla comparsa, sono il vero perno della narrazione bonelliana; più importanti della “semplice” esposizione dell’intreccio. In Tex sono i personaggi a fare la storia e non viceversa.


Oscar Celestini contribuisce a questa narrazione quasi mitologica con una scelta coloristica discreta ma efficace, la palette di colori utilizzata è generalmente composta da colori caldi ma smorzati e mai, se non sul finale, troppo luminosi o vivaci; al centro di questo “western dai toni pastello” spicca, come il simbolo di un supereroe, la vivacissima camicia gialla di Tex.
In tutta la storia vediamo infatti quanto Tex sia dalla parte della giustizia, sempre, e come questa non sempre coincida con la legge e con gli uomini di legge. Da giovane fuorilegge, nel flashback, il giusto Tex combatte contro gli ingiusti e fa altrettanto da adulto, ormai un ranger, contrapponendosi alle ingiustizie, sia che vengano perpetrate da criminali che da sedicenti servitori dello Stato.
Il racconto di Boselli e Ticci aggiunge quindi un nuovo tassello alla leggenda di Tex, un albo che celebra un’icona del fumetto e conferma il suo ruolo da “Superman dell’editoria italiana”.
Lunga vita a Tex.

TEX n.695 – L’ULTIMA VENDETTA
uscita: 07/09/2018
Soggetto: Mauro Boselli
Sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Giovanni Ticci
Copertina: Claudio Villa
Colori: Oscar Celestini

Kannonau – Rivoluzione Ovina

Kannonau è l’opera prima di Roberto Di Leo (testi), Andrea Trivellini (disegni) e Lorenzo Berdondini (colori) pubblicata lo scorso maggio da Magic Press.

L’idea è semplice quanto accattivante: in un futuro non molto lontano la Sardegna ha dichiarato la propria indipendenza dall’Italia e un gruppo di guerriglieri sardi, spalleggiati da un plotone di coraggiose pecore (sì, esatto), si difende dalle truppe italiane impegnate a riconquistare l’isola dei nuraghe.

La connotazione fortemente satirica viene dichiarata già dall’inizio sia mediante la citazione di Eve of destruction di Barry McGuire – una canzone di protesta che divenne l’inno del movimento hippie durante la guerra in Vietnam – sia dal registro visivo dal taglio caricaturale.
La retorica delle immagini è infatti apertamente schierata in chiave anti-sistema, il volto del poliziotto in apertura è palesemente spersonalizzato, quasi mostruoso, più simile a un teschio che non a un volto umano con il quale il lettore possa anche solo pensare di identificarsi. Si tratta di una soluzione spesso usata, ad esempio, nel fumetto giapponese indirizzato alle fasce di età adolescenziali per creare la percezione del cattivo come altro da sé.

Tipo con i famosi sgherri-punk di Ken il Guerriero

Da questo punto di vista Kannonau funziona perfettamente, la verve dissacrante di Di Leo viene ben interpretata dal tratto di Trivellini dando vita a una serie di sequenze dal taglio grottesco che strizza un occhio e mezzo all’Alan Ford di Max Bunker e Magnus. Troviamo dozzine di riferimenti alla cultura pop nostrana – da Umberto Smaila alla Juric di Orfani passando per l’Antonio Banderas degli spot del Mulino Bianco – e internazionale (A-Team, Full Metal Jacket ecc…) tutte rivisitate dallo sguardo irriverente di Roberto Di Leo, un vulcano di trovate che sembrano frutto di quelle serate in cui con gli amici ci si diverte ipotizzare situazioni sempre più assurde e tutti si ride come dei matti.

Il punto debole di questa scelta è la mancanza di un perno attorno al quale far ruotare il racconto, un protagonista con il quale il lettore possa empatizzare, il fumetto infatti funziona meno quando si passa a un tipo di registro più realistico, che sembra essere meno nelle corde di entrambi gli autori.

In particolare il disegno sembra soffrire, soprattutto nell’espressività dei volti, questo tipo di impostazione più vicina al fotorealismo: Trivellini, sicuramente più a suo agio quando il disegno vira sul caricaturale/grottesco, si trova spesso ingabbiato in canoni che non padroneggia ancora efficacemente e che finiscono per irrigidire la recitazione dei personaggi. Si viene così a creare una discontinuità notevole anche all’interno delle stesse tavole: si pensi ad esempio al sempre indovinato ed efficace generale Smile in contrasto con i suoi interlocutori.

Roberto Di Leo va invece sempre avanti come un treno, una fucina di idee e battute brillanti, che però rischia di farsi travolgere dalla propria verve: dozzine di spunti divertenti e originali che prendono il sopravvento sulla caratterizzazione dei personaggi. È evidente che Di Leo voglia proporre un racconto corale, senza un protagonista centrale vero e proprio, per cui il processo di caratterizzazione di tutto il cast richiede uno spazio maggiore delle 96 pagine del primo albo. Dovendo scegliere come ottimizzare questo spazio limitato Roberto ha giustamente optato per la partenza in quarta piuttosto che rischiare un primo numero introduttivo più incentrato sui protagonisti che sull’intreccio, questa scelta lo penalizza però, come detto, in termini di efficacia sul piano emotivo: si sente la mancanza di un riferimento con il quale il  lettore possa identificarsi per essere effettivamente agganciato dalla storia.

Si tratta quindi di una buona partenza, soprattutto sul piano dell’umorismo, per una serie che mostra delle evidenti qualità e degli ampi margini di miglioramento.

ARF! 2018 e l’elogio del lettore non-consumatore

Attenzione: questo editoriale sull’ARF! Festival del Fumetto di Roma 2018 conterrà un alto tasso di aneddotica in stile Abraham Simpson. Giovinastri, siete avvisati.

Dei consumatori

Qualche tempo fa giravo tra gli scaffali della fumetteria Matrix di Ascoli Piceno quando un ragazzino, avrà avuto sì e no 16 anni, si avvicina a Peppe (il gestore) dicendogli: «Ho venti euro, che ci posso comprare?»
Molto gentilmente, e con un tono tra lo scherzoso e il paterno Peppe rispose «Niente. Noi qui vendiamo solo ai clienti, non ai consumatori».

Ecco, Peppe non sarà mai un uomo ricco, ma ha capito una cosa: che il mercato del fumetto non si può reggere sulle tendenze, ma deve avere dietro di sé una cultura che gli permetta di sostenersi anche al mutamento delle mode.

(Per la cronaca: il ragazzino ha poi chiesto consigli specificando quali altri fumetti già leggeva. Gli abbiamo appioppato Berserk perché essere lettori di fumetti vuol dire anche soffrire).

Del confronto

Nel 1990 leggevo fumetti già da un po’ e avevo un vicino di casa, Francesco, col quale ci scambiavamo gli albi dei supereroi Star Comics e Play Press, ma aldilà di questo le occasioni di confronto erano davvero poche: si scriveva alla pagina della posta e se andava bene Marco M. Lupoi ti rispondeva, altrimenti leggevi le risposte che si davano ad altri. Con l’inizio dell’università però cambiò tutto: conobbi altri ragazzi appassionati di fumetti, si parlava di autori, scrittori, disegnatori, pubblicazioni e quant’altro e, per la prima volta nella mia vita, riuscii ad andare a Lucca Comics.
Una svolta epocale nella mia vita: nel palazzetto, spalla a spalla con altri appassionati si conoscevano gli autori e gli editori dei fumetti che leggevi avidamente, chiedevi loro novità, suggerimenti, informazioni; si davano giudizi e si parlava con gli altri lettori e si scoprivano cose nuove.

Ritorno al futuro

Arriviamo ai giorni nostri: Lucca Comics & Games è una fiera gigantesca e bellissima, un coacervo di esperienze e linguaggi diversi che si parlano, si scontrano si confrontano. Centinaia di migliaia di persone che si stipano dentro le mura della città toscana a caccia delle proprie passioni. Il confronto si è allargato sul web dalle prime mailing-list fino ai social. La comunità dell’intrattenimento, che parte dal fumetto, passa per i giochi e arriva al cinema, TV e cosplay è vasta e attiva come non mai. Abbiamo una mezza dozzina di fiere “generaliste” di grosso spessore (tipo il Comicon, Cartoomics o Etna Comics) centinaia di manifestazioni medio-piccole e una manciata di fiere specializzate come il Ratatà, il TCBF, il Crack e così via.
Tra queste ultime c’è, appunto l’ARF! (gioite, Nonno Simpson è finalmente arrivato al dunque).

Obiettivi e risultati

L’ARF!, a quanto mi è sembrato di capire, nasce dall’esigenza di alcuni autori romani (Mauro Uzzeo,  Stefano Piccoli, Fabrizio Verrocchi, Daniele Bonomo e Paolo Campana) di rimettere al centro di una manifestazione sui fumetti chi i fumetti li fa: ovvero gli autori.
Ce l’ha fatta? Se volessimo farla breve diremmo di sì, ma, in realtà, giunto alla sua quarta edizione, l‘ARFestival ha ottenuto un risultato ben diverso e forse molto più importante di quello prefisso.

L’ARF! rimette al centro il Fumetto.

E con esso rimette al centro tutti gli “attori” di questo fenomeno, non solo gli autori, ma anche chi vuole diventarlo: ho visto amici uscire commossi ed entusiasti dalle sessioni del JobARF! e davvero una grandissima soddisfazione da parte di tutti i partecipanti alla Self Area. Cito un mio amico: «Abbiamo venduto più qui nel primo giorno e mezzo di quanto abbiamo fatto durante tutto [nome di grossa fiera generalista che stacca centinaia di migliaia di biglietti]».
Ma non solo loro: mette al centro anche noi lettori. E uso questa parola pesandola attentamente: non si parla di mercato, di pubblico, di consumatori o quello che volete, ma proprio di chi effettivamente legge il fumetto e ha voglia e bisogno di confrontarsi. E, guarda un po’ tu la sorpresa, anche gli autori sono felici (stanchi, ma felici) di parlare con chi apprezza e stima il loro lavoro.
Durante i due giorni mi sono trovato a fare lunghe, spero non vessatorie, chiacchierate con Mauro Uzzeo, Giovanni Masi, Giorgio Salati, Antonio Silvestri e tanti altri. Per tacere delle conferenze, o Lectio Magistralis se preferite, di Jordi Bernet, Enrique Breccia, Altan e via dicendo.

“Non consumatori, ma clienti” diventa “non consumatori, ma lettori”.

Ci si confronta su tematiche, disegni, progetti, possibilità in una maniera che è diventata impossibile alla Lucca C&G odierna, troppo vasta per dimensioni e contenuti per potersi permettere venti minuti di chiacchiere su fumetti e trapizzini con un lettore.

Serve ai lettori? Per esperienza personale dico assolutamente di sì.
Serve agli autori e agli editori? Non ne ho un riscontro diretto, ma da quel che vedo mi sembra che il confronto arricchisca loro tanto quanto i lettori.

ARF! – Pronti per la quarta edizione

Dal 25 al 27 maggio 2018 torna «il fumetto a Roma!» negli spazi del MATTATOIO con la quarta edizione di ARF!, il Festival ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi.

Dopo il grande successo delle prime tre edizioni, ARF! 2018 cresce negli spazi con un padiglione in più e si arricchisce nelle rassegne e nei contenuti grazie alla presenza dei più importanti editori italiani e dei migliori autori contemporanei, attraverso mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con professionisti del settore, Masterclass, Lectio Magistralis e anteprime esclusive.

Un intenso weekend di attività, dalle 10 alle 20, a partire da venerdì 25 con l’inaugurazione di «Andrea Pazienza, trent’anni senza», la grande esposizione che – nell’anno del trentennale della sua scomparsa – celebra e finalmente riunisce le eredità artistiche e l’intera opera del più eclettico e geniale fumettista italiano di tutti i tempi (una coproduzione ARF!/Comicon, dal 25 maggio al 15 luglio 2018).

Oltre a Pazienza, sei le mostre allestite per i tre giorni del Festival: Alessandro Barbucci, disegnatore per Disney Italia, co-creatore di W.I.T.C.H., Monster Allergy Sky Doll e autore del manifesto ARF! 2018lo spagnolo Jordi Bernet con «Il Buono, le Belle e il Cattivo» dedicata a Tex, alle sensualissime protagoniste dei suoi fumetti (Chiara di Notte, Sarvan, Custer, Cicca) e al gangster Torpedo; il croato Danijel Zezelj, talento visionario di questo fine millennio (anche per Marvel, DC Comics, Vertigo e Image) con «Black Oxygen»; la personale di Francesco Guarnaccia (vincitore del Premio Bartoli 2017) «Ce ne sono di cose strane in questo regno».

Come le scorse edizioni non mancherà la Self ARF! (ad accesso gratuito) dedicata esclusivamente al mondo delle autoproduzioni e dell’editoria indipendente, che in questa quarta edizione si arricchisce con l’importante mostra sul tema dell’autoerotismo «Love yourSELF (V.M.18)».

Infine anche la mostra dedicata alle tavole originali di Will Eisner, il “padre” del moderno graphic novel, che avrà luogo alla CArt Gallery di via del Gesù dal 15 maggio al 6 giugno 2018, realizzata da CArt Gallery in collaborazione con ARF!, che insieme pubblicheranno anche ARFBOOK, il catalogo di tutte le mostre del 2018.

Tra le sezioni del Festival, anche nel 2018, riapre l’area dedicata alle opportunità professionali: la Job ARF!, uno spazio dove poter mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio con idee, progetti e creatività, realizzata quest’anno grazie al contributo di RUFA – Rome University of Fine Arts.

Per i più piccoli torna ARF! Kids, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (a ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti.

E per la formazione di aspiranti fumettisti e illustratori non mancheranno le Masterclass, vere e proprie classi “a numero chiuso” con le superstar del fumetto italiano, per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare fumetti Da venerdì a domenica saliranno in cattedra, oltre all’autore in mostra Alessandro Barbucci, Mirka Andolfo, Alessandro Bilotta, Davide De Cubellis, Ale Giorgini, Emiliano Mammucari e Michele Masiero.

Altri appuntamenti di assoluto rilievo sono le tre Lectio Magistralis tenute dai tre maestri del fumetto d’autore Jordi Bernet, Altan e Enrique Breccia e gli incontri con Peter Kuper, David B, Marcello Quintanilha, Giacomo Bevilacqua, Zerocalcare, Gipi…

Confermata per il secondo anno di seguito l’Artist Alley che ospiterà i migliori autori italiani che pubblicano all’estero (esportando l’eccellenza del fumetto “made in Italy”), tutti presenti per disegni, dediche, stampe esclusive e commission.

Sin dalla prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, Cesvi e Dynamo Camp, quest’anno il partner solidale del Festival è Amnesty International.

ARF! è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e Azienda speciale Palaexpo, con il sostegno della Regione Lazio, con il patrocinio delle Biblioteche di Roma, ed è gemellato con il Napoli Comicon, il Treviso Comic Book Festival, Lucca Comics & Games e Cartoons on The Bay.

Scarica qui il Programma_ARF_2018

INFO PUBBLICO ARF! «Festival di storie, segni e disegni» #ARF4
25/26/27 maggio 2018 – MATTATOIO Testaccio
piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Orario: 10:00-20:00
Biglietti: giornaliero € 10,00 – abbonamento 3 giorni € 20,00
Info: 060608
www.arfestival.it – info@arfestival.it
Facebook: www.facebook.com/arfestival
Twitter: @arfestival
Instagram: @arfestival

www.mattatoioroma.it

Batman, vita con Alfred – Il nuovo Concorso di Illustrazione di Dimensione Fumetto

Dopo il successo delle manifestazioni passate l’Associazione Culturale Dimensione Fumetto torna a proporre a tutti gli artisti dilettanti, italiani e non, il proprio concorso di illustrazione.

Stavolta il tema del concorso è dedicato al più fedele dei collaboratori di Batman: il suo maggiordomo Alfred Pennyworth.

I partecipanti saranno chiamati a illustrare i momenti della vita di Alfred nelle sue mansioni di assistente dell’Uomo Pipistrello. Come sempre le possibilità lasciate agli illustratori saranno infinite: si potranno raffigurare situazioni domestiche e quotidiane così come ambientazioni estemporanee e fantasiose. L’importante è che gli elaborati riescano a raffigurare efficacemente il rapporto che lega il personaggio di Batman al suo maggiordomo.

In palio ci saranno premi offerti da: Pentel ItaliaScuola di Fumetto Marche, Cartoleria Cartarius, RW Edizioni e Nicola Pesce Edizioni.

La locandina è illustrata dalla talentuosa Claudia Plescia già vincitrice dell’edizione 2016.

Per il Bando e le FAQ di partecipazione clicca qui -> BANDO & FAQ
Per aggiornamenti sul concorso segui le nostre pagine social:
Facebook
Twitter
Instagram

Silver ospite del San Beach Comix 2018

Comunicato Stampa

Guido Silvestri, Silver il papà di Lupo Alberto, sarà Ospite d’Onore al San Beach Comix 2018.

Il San Beach Comix e l’Associazione Culturale Fumetti Indelebili sono onorati di annunciare la presenza, in qualità di Ospite D’Onore della manifestazione, di Guido Silvestri in arte Silver, il papà di Lupo Alberto, fumettista di fama nazionale.
La manifestazione, patrocinata dal Comune di San Benedetto del Tronto, si terrà il 2 e 3 Giugno 2018, nel cuore della città, in viale Secondo Moretti, Piazza Giorgini e Viale Buozzi, l’ingresso è libero.

Guido Silvestri, modenese, inizia la sua carriera con il maestro Franco Bonvicini, in arte Bonvi, con il quale compie l’apprendistato. Lavora inizialmente su personaggi noti come Nick Carter, Cattivik e Capitan Posapiano, fino ad ampliare il suo lavoro diventando egli stesso l’autore delle proprie storie con questi personaggi.
Nel 1974 avviene la svolta nella sua carriera. Sul Corriere dei ragazzi iniziano a essere pubblicate delle strisce con protagonisti gli animali di una fattoria. Nonostante la prima striscia in assoluto abbia come protagonista un gallo, è un simpatico lupo azzurro il vero protagonista della serie, ambientata nella fattoria McKenzie, Lupo Alberto, appunto, follemente innamorato di una gallina, Marta, ed ostacolato da un grosso cane bobtail di nome Mosè, guardiano del pollaio. Il personaggio ed i suoi comprimari riscuotono subito un grande successo.

A oggi Silver, vanta numerose pubblicazioni e onorificenze, portandolo di diritto nella rosa dei Maestri Italiani di Fumetto.

San Beach Comix dell’Associazione Culturale Fumetti Indelebili 
email: fumettindelebili.associazione@gmail.com

Divinity III: Stalinverso – Ai tempi di Ronald Reagan

L’ucronia è un genere narrativo che offre sempre delle grandi possibilità agli scrittori, soprattutto a quelli di fumetti, che spesso sono riusciti a offrire delle storie avvincenti partendo da un singolo evento che devia dalla continuity ufficiale del personaggio. Pensiamo ai What if della Marvel o agli Elseworld della DC ad esempio.
La premessa di Divinity III però è leggermente differente: non assistiamo, infatti, a una storia ambientata in un mondo alternativo, parallelo al nostro, ma a una perversione dello stesso. Qualcuno, un essere dai poteri divini, ha alterato il corso “ufficiale” degli eventi e l’universo Valiant è cambiato drasticamente diventando il sogno di ogni veterocomunista nostalgico. L’Unione Sovietica ha conquistato e sottomesso tutto il mondo e convertito i suoi eroi: X-O Manowar, Bloodshot, Shadowman e soci sono agenti della grande Madre Russia dedicati alla repressione delle rivolte che ancora si accendono in tutto il mondo. Apparentemente c’è solo un uomo cosciente del fatto che la realtà attuale è sbagliata, quest’uomo è Colin King, Ninjak.
La Star Comics presenta Stalinverso nel nostro paese in due volumi separati: uno (Divinity III: Stalinverso) dedicato alla trama principale e un altro (Divinity III: Eroi del glorioso Stalinverso) che presenta le storie personali dei singoli eroi coinvolti nella saga.
Le premesse di questo evento Valiant rimandano ad altre iniziative editoriali simili già viste in passato come L’Era di Apocalisse e Flashpoint; due dei i tanti precursori di Stalinverso con il quale condividono anche le finalità.
Gli scopi non troppo nascosti di Matt Kindt sono infatti quelli di offrire un nuovo punto di accesso ai nuovi lettori e di creare dei nuovi personaggi da inserire nel mondo Valiant una volta che questo sarà tornato alla normalità. Perché tanto si sa che nel mondo dei supereroi alla fine si torna sempre al normale corso degli eventi.
L’importante è come lo si fa.


In questo caso il talentuoso scrittore di Saint Louis riesce a centrare tutti i suoi obiettivi ma il risultato finale non riesce a soddisfare del tutto. Divinity III è infatti perfettamente accessibile al lettore neofita, che non ha bisogno di particolari informazioni per godere della storia, e allo stesso modo i nuovi personaggi sono potenzialmente un buon innesto, ancorati come sono a un contesto fiabesco/mitologico poco sfruttato fino a questo momento nell’universo condiviso della Valiant.
Il perseguimento di questi obiettivi porta però Kindt a infarcire in maniera eccessiva la sceneggiatura di dialoghi e monologhi esplicativi, i cosiddetti spiegoni, a scapito della drammatizzazione degli eventi e delle caratterizzazioni dei personaggi.

Nonostante queste criticità la prima parte della miniserie principale riesce a essere comunque coinvolgente, la storia dell’underdog – Ninjak è un supereroe privo di veri superpoteri – che deve confrontarsi con degli avversari semidivini è indubbiamente intrigante e Kindt riesce anche a infilare un bel colpo di scena alla fine del terzo capitolo. Lo sviluppo risulta però un po’ scontato e sa molto di “già visto”, la scazzottata finale, la filosofia spicciola, e tanti elementi ricorrenti nella grande maggioranza dei mega-eventi Marvel e DC che non ci si aspetta da una casa editrice spesso innovativa come la Valiant.

Alcune trovate inoltre risultano caricaturali (la caratterizzazione del presidente Sovietico Vladimir Putin ad esempio) nel loro tentativo di ricercare una dialettica, quasi reaganiana, tipica degli anni della Guerra fredda. Il tratto di Trevor Hairsine riesce a trasmettere il tono dimesso e cupo di questo nuovo mondo, la sintesi raggiunta, in combinazione con un layout ordinato e una buona regia, aiuta il fluire della narrazione. Alcune vignette sembrano però realizzate frettolosamente e la mancanza di dettagli si presta poco alle necessità di costruzione dell’ambientazione.

Per poter godere maggiormente della storia la lettura del volume Eroi del glorioso Stalinverso è quindi fondamentale, non tanto per una comprensione della macrotrama – già tutta esplicitata nella serie principale – quanto per la maggiore profondità, conferita dalle singole storie autoconclusive qui presenti a questo mondo distopico e ai personaggi che lo popolano.

Divinity III: Stalinverso
Di Matt Kindt, Trevor Hairsine, Ryan Winn, David Baron, Renato Guedes
Uscita 14/02/2018
Formato: 17×26, colore, 128 pagine, brossura
Prezzo: 8.90 €

Divinity III: Eroi del glorioso Stalinverso
Di Jeff Lemire, Matt Kindt, Scott Bryan Wilson, Eliot Rahal, Clayton Crain, CAFU, Robert Gill, Francis Portela
Uscita 14/02/2018
Formato: 17×26, colore, 128 pagine, brossura
Prezzo: 8.90 €

Conan: La Leggenda

Sabato 17 Marzo ad Ascoli Piceno, presso il centro giovanile l’Impronta, Dimensione Fumetto e Acta Druidica presentano “Conan: La Leggenda”.

Un incontro a 360° sul personaggio creato da Robert E. Howard.
Enrico Santodirocco presenta il suo saggio “Conan: La Leggenda“. Interviene Riccardo Ascenzi

Pochi personaggi della letteratura possono vantare un impatto così travolgente sulla cultura popolare come Conan il barbaro, la creatura nata dalla penna dello scrittore R.E. Howard nel 1932. Nei racconti dell’autore texano Conan è stato tante cose: ladro, pirata, mercenario, avventuriero, guerriero; allo stesso modo, nella realtà è stato eroe della narrativa, icona cinematografica, successo nel mondo dei fumetti, brand d’indiscusso richiamo.
Conan la leggenda indaga e approfondisce il “fenomeno Conan” partendo dalla vita del suo controverso creatore e spostandosi poi sulla sua corposa produzione letteraria.
Un’analisi che si focalizza non solo sui trascorsi famigliari di Howard, utili a comprendere l’uomo dietro la macchina da scrivere, ma anche sui suoi lavori con aneddoti, trame e storie che permettono di delineare in modo completo la figura del cimmero.
Un’attenzione particolare è rivolta alla cinematografia sul personaggio, che ha saputo farsi pioniera del genere fantastico accrescendone la popolarità. Film ma anche serie televisive e cartoni, oltre a progetti mai venuti alla luce.
Un libro che si prefigge di offrire ai fan di Conan un punto di riferimento per riscoprirne il fascino e alle nuove generazioni uno strumento imprescindibile per avvicinarsi a questo antieroe mitico capace di dimostrarsi ancora oggi attuale e immortale.

Generale: Un’altra vittoria! Questo è bene. Ma qual è il meglio della vita?
Guerriero: La steppa immensa, un veloce cavallo,
falchi sul tuo polso e il vento che ti stordisce.
Generale: No! Conan, qual è il meglio della vita?
Conan: Schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono
e ascoltare i lamenti delle femmine.
Generale: Questo è bene.
– dal film Conan il barbaro di John Milius, 1982-

“Vieni con noi nell’Era Hyboriana!
Torna insieme a noi nei secoli oscuri che vanno dalla scomparsa di Atlantide
all’alba dei tempi di cui resta memoria, ai giorni in cui la terra di Aquilonia,
ormai caduta nell’oblio, era la più potente fra le nazioni e la vita
di un uomo dipendeva dalla forza del suo braccio destro!
Vieni con noi nel mondo violento e selvaggio di Conan il barbaro!”
– didascalia introduttiva al fumetto Conan il barbaro! di Roy Thomas e Barry Windsor-Smith, 1970 –

Enrico Santodirocco, classe 1982, è scrittore e grafico pubblicitario. Da sempre appassionato di narrativa, nel 2014 pubblica la sua opera d’esordio Onda di sangue per il Ciliegio edizioni. Nel 2015 per Echos edizioni esce Vita da cani che riceve una segnalazione al merito nel concorso internazionale Golden Books Awards. Attualmente collabora come recensore e articolista per il noto Mangaforever.

Tex: Giustizia a Corpus Christi – Sulla giovinezza e l’invincibilità

Giustizia a Corpus Christi è il nuovo capitolo della serie di storie, scritte da Mauro Boselli, dedicate alla gioventù di Tex: una sorta di Year One del nostro ranger preferito che si snoda tra le varie testate “Texiane” partendo da Nueces Valley  per proseguire con Il vendicatore e arrivare a Il magnifico fuorileggeQuesto nuovo episodio si colloca cronologicamente tra Il vendicatore e Il magnifico fuorilegge e vede Tex impegnato nella caccia del resto della banda che lo ha messo nei guai con la giustizia per una falsa accusa.

Coadiuvato dal talentuoso quanto versatile Corrado Mastantuono, lo scrittore imbastisce una trama solida dall’impianto classico e lineare, ma non per questo priva di sorprese: le possibilità offerte dal formato, più grande rispetto al classico bonellide, e dal colore permettono al duo di autori di mettere su carta una sensibilità cinematografica pregna dell’iconografia tipica del cinema western. Siamo più dalle parti di John Ford che non di Sergio Leone: la composizione delle tavole, caratterizzata da inquadrature grandangolari e vignette widescreen, ha il respiro ampio dell’epopea della Frontiera, epica nella quale si svolge un altro capitolo della grande avventura dei nostri eroi. Su tutto il racconto infatti aleggia un’aura quasi mitologica, come si addice alla narrazioni delle origini di un’icona del fumetto, fatta di grandi spazi, grandi imprese e grandi personaggi.

A riportare l’umanità all’interno della storia ci pensa Corrado Mastantuono con la sua capacità di rendere tridimensionali e realistici i personaggi da lui disegnati: l’espressività dei volti, la naturalezza delle pose e la messa in scena generale offrono alla sceneggiatura di Boselli degli interpreti credibili quanto efficaci. Risalta, come è doveroso che sia, la caratterizzazione del giovane Tex: più impulsivo, sbruffone e meno esperto che, non a caso, si affida spesso ai consigli e ai piani di James Callahan – ranger realmente esistito ed entrato a far parte della mitologia Texiana ne Il vendicatore. 


Qui forse si evidenzia l’unica pecca del fumetto: avendo a disposizione un Tex alle prime armi si sarebbe potuta intaccare un po’ quell’aura di invincibilità del protagonista che caratterizza la gestione Boselli, comunque fedele a quella di Gian Luigi Bonelli, cogliendo così l’occasione per dare qualche brivido in più al lettore. Tutti sappiamo che “alla fine Tex vince sempre” però ci piace essere ingannati nel frattempo, mentre sospendiamo la nostra incredulità e fingiamo di preoccuparci davvero per le sorti del nostro beniamino. In questo senso le due pagine finali riescono a sortire quest’effetto, pur lasciandoci con qualche interrogativo, e donano all’intera storia un accento ironico che si addice al racconto delle avventure del giovane Tex.

Questo ulteriore tassello del “Tex: Year One”, come tutti gli altri capitoli della quadrilogia, è sicuramente un must per tutti i fan del ranger bonelliano, ma è anche consigliato agli amanti del buon fumetto di avventura ben scritto e altrettanto ben disegnato.


Mauro Boselli (testi), Corrado Mastantuono (disegni), Matteo Vattani (colori)
Giustizia a Corpus Christi – Tex romanzi a fumetti n. 7

Uscita: 23 febbraio 2018
cartonato, cm 22×30, 48 pagg., colore