THE SIMPSONS
di Mario Pasqualini
Negli USA si considera di successo o comunque riuscita una serie TV quando raggiunge almeno le cinque stagioni: per esempio, con i suoi dieci anni di programmazione Friends è stata una serie di successo, ma lo spin-off Joey, invece, è durato solo due anni ed infatti non viene ricordato come un grande trionfo, ma come un tonfo. Ci sono serie che non arrivano ai cinque anni (tipo quelle di Disney Channel), quelle che li bissano e persino quelle che li bissano tre volte tipo I Simpson: questo show televisivo partito come breve sketch comico all’interno di un altro programma ha, nel tempo, guadagnato sempre più attenzione e visibilità fino a diventare, con i suoi ventiquattro anni (ventiquattro anni!!!) di programmazione ininterrotta dal 1987 al 2010 una serie cult e stravista in tutto il mondo. Wikipedia fornisce, sotto quest’aspetto, un metro di giudizio infallibile: andando sulla voce de I Simpson, la colonna di sinistra riporta tutte le versioni internazionali della stessa… e ce ne sono davvero moltissime in moltissime lingue, a conferma del trionfo internazionale della serie. Le ragioni del successo stanno, essenzialmente, nel fatto che si tratta del primissimo esempio di animazione seriale per adulti realizzata negli States: è cioè una classica sit-com all’americana, però fatta a cartoon; l’uso di questa tecnica consente agli sceneggiatori di sbizzarrirsi in situazioni al limite del grottesco pur restando comunque ancorati al tema principale della serie, ovvero l’osservazione della società americana dal punto di vista di una famiglia media. Appare chiaro che, dato questo tema, i personaggi che compongono questa famiglia devono essere particolarmente ben caratterizzati, e ne I Simpson questo accade: Homer, Marge, Bart, Lisa e l’eternamente piccola Maggie, grazie ai loro caratteri perfettamente disegnati e rifiniti negli anni, ormai vivono di vita propria e sono diventati degli stereotipi sociali universalmente noti come lo furono al tempo Topolino, Paperino e tutta la banda Disney. Ed esattamente come i personaggi Disney sono diventati esempi da seguire, anche le avventure della famiglia media americana Simpson è stata pioniera di un nuovo modo di fare TV: I Griffin, American Dad!, South Park ed altre ancora sono serie figlioccie della famiglia gialla (che grande invenzione caratterizzante che è la pelle gialla). Il creatore della serie, il fumettista ex underground ora molto major Matt Groening, ha lanciato nello stagno della televisione americana e mondiale un sassolino che ha prodotto grandi frutti: I Simpson è, insieme a South Park e SpongeBob SquarePants, la serie animata più innovativa, seminale ed importante prodotta in occidente dai tempi di Hanna & Barbera ed ha profondamente rinnovato il linguaggio dei media nell’ambito dei cartoon e non solo; avendo fatto un solo passo falso, l’orribile film del 2007 (l’eccezione che conferma la regola), non resta che aspettarsi un futuro ancora ad altissimo livello per questa saga che non sembra tramontare mai.
