ONE PIECE

di Silvia Forcina

In principio fu Francis Drake: solcare gli oceani prendendosi beffe del nemico spagnolo. Si passò a Hook, Capitan Uncino di Peter Pan. I suoi mari erano molto più limitati ma illimitata era la sua sete di vendetta. I cieli stellati non furono più gli stessi da quando un’astronave pirata poteva balzare tra le galassie agli ordini di Capitan Harlock. Poi i disneyani Pirati dei Caraibi e l’irresistibile Jack Sparrow. Ma è dal Giappone che è giunta una novità esilarante che da quasi dieci anni tiene saldamente legato l’entusiasmo dei lettori, come le cime all’albero maestro. Di che sto parlando? Ma, per tutti i mostri marini! Parlo di One Piece del genialissimo Eiichiro Oda. Concretizzato alla luce nel 1997, giunto ormai al 53esimo volumetto in Italia, con all’attivo diverse seguitissime serie trasmesse da Italia Uno, questo manga si basa su un’idea tanto semplice quanto efficace: un ragazzo sogna di diventare il Re dei Pirati e un giorno parte dalla sua isola natale in cerca di una ciurma e di tante avventure. Inutile però cercare somiglianze tra Monkey D. Luffy (nel manga translitterato in Rufy e in Tv in un tautologico Rubber) e la varia letteratura marinaresca, da Melville a Stevenson; se una cosa è sicura riguardo a quest’opera è che non esistono punti di riferimento con cui confrontarla. Tra Cappello di Paglia (il suo simbolo) e tutti gli altri pirati, l’unico punto di contatto è che… navigano. Il maestro Oda, infatti, senza lesinare sulla sua stupefacente immaginazione ha composto un universo di creature e personaggi originali e dalle mille sfaccettature. Per darvene un’idea bisogna partire dal contesto: il Grande blu, attraversato da mille vascelli e da scontri tra pirati e marines. Chi vuole diventare il Re dei Pirati deve affrontare non solo le difficoltà create dal territorio (come ad esempio l’isola dei giganti o quella che galleggia nel cielo) ma anche sconfiggere agguerriti, e spesso divertentissimi, avversari. In questo mondo esistono dei frutti “magici” chiamati Frutti del Diavolo che donano a chi li mangia dei poteri moooolto particolari, come il frutto GomGom che ha reso Rufy di gomma. Per vincere però, non bisogna contare solo sulla forza: sono l’amicizia e la necessità di essere giusti che aiutano il nostro eroe a proseguire a vele spiegate verso l’avventura ed il divertimento. Insieme ad una ciurma di tutto rispetto: lo spadaccino Zoro dalle tre katane, Usop, il cannoniere bugiardo, Nami, la navigatrice avida che sa cambiare il tempo, Sanji, il cuoco dal calcio d’acciaio, Chopper, la renna dal naso blu che fa il dottore, Franky, il carpentiere cyborg che indossa solo slip, Robin, la misteriosa archeologa e Brook, il musicista di bordo che è uno scheletro dai capelli afro. Tutto quello che si incontra nel mondo di One Piece incanta, o affascina o esalta o schianta dalle risate. Mai annoia, mai è banale. La fantasia di Oda, immensa come gli oceani, solleva gli animi e ci riporta a quell’idea di libertà e possibilità che è la pirateria. Certe cose però non vanno raccontate. Vanno vissute. O vanno lette.
Articolo realizzato e pubblicato per la rivista: Piceno33

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