Dynamic Production…40 anni di sogni

di Mauro Paone

“… ♪ Vaaaa, distruggi il maaaleee vaaaaa! ALABARDA SPAZIALE!!! ♪…” un ritornello che a sentirlo ancora oggi provoca un fortissimo senso di nostalgia in tutte quelle persone, oramai ultratrentenni, che con la mente rievocano i mitici pomeriggi passati davanti alla tv assistendo alle mirabolanti avventure narrate nelle storie dei nostri eroi. Molti dei cartoni animati della nostra infanzia sono diventati delle vere e proprie icone mediatiche capaci di trasmettere il proprio messaggio da generazione a generazione. Ma come è possibile che accada questo? Quando è iniziato tutto? Chi ha dato vita a queste storie? Giappone 1970. Il 25 enne Kiyoshi Nagai che da adesso in poi verrà conosciuto in tutto il mondo, Italia compresa, con lo pseudonimo di Go Nagai, dà vita a quello che era il suo sogno più proibito: fondare una casa di produzione per far conoscere i propri lavori. Nasce così la Dynamic Production. Azienda genitrice di veri e propri capolavori della narrazione disegnata, superando grazie alla sua fama i confini giapponesi, ha colpito nel cuore di moltissimi telespettatori: GOLDRAKE (UFOロボグレンダイザー, UFO Robot Grendizer - 1975), MAZINGA Z (マジンガーZ, Majingā Z - 1972), DEVILMAN (デビルマン,Debiruman - 1972) sono nomi che tutti conoscono sia chi ne ha un ricordo sommario e confuso, sia chi invece sa a memoria le loro storie e dalla visione acerba degli episodi in tv è passato, in età matura, ad una lettura consapevole dei manga dai quali sono nati.

Il successo di questi racconti, di questi personaggi immortali e fantastici è dato soprattutto dalla semplicità della narrazione, fruibile attraverso diversi livelli di lettura, che ha come comuni denominatori l’eterna lotta fra il bene ed il male, la salvezza dei popoli, l’imponenza dell’evoluzione scientifica…e se pensiamo che Go Nagai ha avuto l’intuizione di dare vita al robot Mazinga Z immaginando semplicemente ed egoisticamente un modo facile per superare l’ingorgo di traffico nella strada che gli si parava davanti, possiamo solamente sorridere ed interrogarci sulla bellezza e sulla grandiosità del mondo del fantastico.


Articolo realizzato e pubblicato per la rivista: Piceno33

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