KEN, SEI TU, FANTASTICO GUERRIERO

di Andrea Gagliardi

Ken il guerriero copertina manga 1987: avevo 15 anni (fate voi i conti) e frequentavo l’ITIS E. Fermi di Ascoli Piceno. Ai tempi “le Industriali” erano ancora una scuola maschile, quasi 1000 studenti di cui ben quattro ragazze, e si parlava principalmente di: pallone, tressette e f…emmine. In mezzo a cotanta dialettica c’erano anche quei tipi che “ancora guardavano i cartoni animati”: nella mia classe eravamo addirittura in due! Io e Marco avevamo però i gusti totalmente diversi. Lui, grazie al fratello maggiore, era cresciuto a suon di Ranxerox e Moebius, io avevo seguito il più classico percorso mainstream Disney, Bonelli, Supereroi, ecc… Ovviamente le discussioni si susseguivano interminabili. Finché… Finché un giorno non mi imbatto in una delle primissime puntate di Ken il Guerriero: sconvolgente. Questo tipo, Kenshiro, ricorreva ad una oscura arte marziale (L’Hokuto Shinken) per far esplodere i corpi dei malcapitati avversari! LI FACEVA ESPLODERE!!! Mai visto prima. Ecco finalmente il terreno in comune con Marco sul quale non si discuteva: Ken il guerriero era il miglior cartone mai visto! Quello che non ci immaginavamo era che in realtà Kenshiro sarebbe stato il terreno comune con praticamente ogni maschio della scuola. Per i corridoi si sentiva urlare “UATATATA” e la gente dichiarava “Tra tre secondi morirai” (anche durante le partite di tressette). Difatti la creatura di Buronson e Tetsuo Hara è stato un successo planetario pari a pochi altri ed in Italia ha toccato vette di popolarità che solo Goldrake e Dragonball hanno raggiunto.È stato un successo autentico dovuto al passaparola dei fan e non creato a tavolino da espertoni del marketing. Aveva piuttosto tanti elementi che remavano contro: un doppiaggio imbarazzante (c’era un solo poveraccio che doveva doppiare tutti i cattivi ricorrendo ad espedienti esilaranti), la diffusione su minuscole reti locali (era troppo violento per Rai e Mediaset) e soprattutto le ire dei “genitori preoccupati”.Tale successo, infatti, non poteva lasciare indifferenti quei censori che oggi sono il MOIGE. Ken fu accusato di plagiare le menti degli innocenti ed addirittura di istigare i giovani a lanciare i sassi dai cavalcavia delle autostrade! (Ridicolo lo sanno tutti che in Kenshiro i cavalcavia sono stati tutti distrutti dall’atomica!). Qualcuno ha voluto riassumerne la trama in “gente che si mena” io non sono d’accordo: quello di cui nessun censore si è mai accorto è che in realtà il successo di “Hokuto no Ken” non era dovuto alla violenza. Ken ci affascinava tutti perché parlava in maniera forte e diretta di sentimenti, anche più di Candy Candy. Ken era un cartone sulla Redenzione. Tutti i Cattivi della serie, per quanto potessero essere spregevoli, alla fine mostravano un lato nobile e l’incontro con il successore della scuola di Hokuto inevitabilmente li portava alla salvezza (dell’anima perlopiù visto che il corpo veniva devastato a suon di colpi mortali). Per quanto mi riguarda non credo di essere stato plagiato in qualche maniera, al massimo ogni tanto dico delle boiate: “UATAH! Ti sono rimasti tre secondi di vita!”
Articolo realizzato e pubblicato per la rivista: Piceno33

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