WORLD DISNEY

di Andrea Topitti

Parlare di Walt è come parlare di monumenti come il Colosseo o Notredame. Sono lì e sono “intoccabili”. Ma a parte questo, cosa ha significato per la società moderna questo ex-bozzettista pubblicitario che da ragazzino distribuiva i giornali a domicilio? Non fu lui ad inventare il fumetto, né il disegno animato, ma riuscì ad intuire che il ritmo, la musicalità (esemplari le Silly Symphonies), l’immediatezza, le gag Chapliniane erano perfette per un disegno che poteva animare qualsiasi cosa e diventare un linguaggio universale; ancor più del cinema dal vivo, visto che poteva essere recepito da chiunque, minimizzando i limiti di cultura ed età.
Questo ghettizzò il cartoon come un prodotto per bambini, ma nello stesso tempo evitò la gabbia dorata delle avanguardie cinematografiche d’inizio secolo, in cambio di un successo che si rivelò, probabilmente, il primo caso di globalizzazione su scala mondiale. Prima dei McDonald e di Internet, Topolino & Co. sono stati gli idoli e il tormento di bambini americani, europei, asiatici e africani.
Ma la potenza di Walt va oltre il commercio: va oltre tutto. Scontate sono le influenze artistiche (anche il manga non sarebbe mai nato senza di lui) e la sua opera ha significato per molti la prima dottrina da seguire. Il rifiuto del male, dell’accidia e dell’egoismo, la scelta del bene, dell’operosità e dell’altruismo sono stati insegnati dal lavoro di Walt prima che dalla Bibbia e spesso prima che dai genitori, nelle ultime tre generazioni.
Nel tempo la Disney è stata testimonial di varie campagne contro ideologie e comportamenti, di comune accordo, negativi (addirittura contro il nazismo!) e usare il marchio Disney era, ed è spesso, il meglio che si potesse scegliere per convertire le giovani menti a certe idee rispetto che ad altre. La civiltà moderna civilizzata, una volta conquistato il concetto di libertà e uguaglianza (almeno pare…) ha trovato (involontariamente?) nell’industria Disney un ottimo divulgatore.
Eppure tutto ciò sembrava contrapporsi al carattere di Walt, ritenuto da molti un dittatore e un prepotente… e questo è un mistero che rimarrà per l’eternità.
Oggi vediamo che il suo regno inizia ad sentire i primi scricchiolii: i suoi eredi credevano nella formula senza tempo con cui erano stati creati i loro classici indimenticabili e che il pubblico li avrebbe apprezzati sempre senza stancarsene, ma non è più così. I fruitori hanno iniziato ad essere più esigenti e selettivi, avendo anche una maggiore scelta, mentre il mondo del cartoon e dei fumetti inizia ad essere sempre più sdoganato dal marchio di “prodotto per bambini”. L’industria Disney inizia a tener conto di questi cambiamenti (come dimostrano gli ultimi lungometraggi e fumetti) ma ormai il podio di “Regina dell’intrattenimento per tutti” è sempre più in pericolo e sono diverse le volte in cui è stata battuta sullo stesso campo in cui spadroneggiava fino a poco meno di un decennio fa.
Forse è segno che il mondo di oggi passa un momento di caos e indecisione più profondo del solito.