PATLABOR

di Silvia Forcina

Il suo più grande desiderio è guidare uno di quei bei mezzi corazzati al servizio della polizia di Tokyo: non ha paura di venire assalita dalla nausea come quel ragazzo dall’espressione caparbia che addirittura l’ha scambiata per un maschio e che le ha intimato di tirar fuori le palle. Dal momento che si è seduta in quella piccola cabina di pilotaggio, buia e oscillante, si è intestardita ancora di più nel suo intento. A guardarla, poi, questa ostinazione emerge chiaramente dalle sopracciglia folte e dallo sguardo diretto, il viso espressivo che muta attraverso la mano abile che la disegna… Il suo nome è Noa Izumi, e dopo il test di guida è stata nominata primo pilota della Seconda squadra Veicoli Speciali. Gli altri partecipanti sono stati disastrosi, ma sono diventati comunque colleghi, un insieme eterogeneo e male assortito di impiegati che NON vogliono a tutti i costi salvare il mondo ma che cercano di fare, in un modo o nell’altro, quel che possono: prima di tutti il partner di Noa, Azuma Shinohara, erede dell’industrie Shinohara; poi il bellicoso Ota, sempre inc****to e pronto ad impugnare le armi; il mite Shinshi, il gigante buono Midori, e sopra a tutti il Caposquadra, il sergente Goto, abilissimo nel ripulire gli spazi tra le dita dei piedi con le bacchette da pasto. Tutti pronti, tutti moderatamente preparati, tutti tesi verso il proprio obiettivo. La loro missione sarà quella di assicurare la pace e la sicurezza urbana della città a bordo dei Patlabor, robot da lavoro che la polizia metropolitana utilizza per “gli affari” di fatica. Chi si squaglia di nostalgia al pensiero dei manga sui “robottoni” rimarrà deluso: Alphonse (ehm…il nome del Labor di Noa…) è un fotogenico ed elegante concentrato di tecnologia cinetica, con un sofisticato sistema software che gli permette di fare cose complicatissime come annodare un nastro o… spostare dei mezzi in panne, o disarmare un mezzo pesante guidato da un facinoroso. La sua unica arma è la pistola d’ordinanza naturalmente, di taglia extra-large, che consuma tanti costosissimi proiettili per l’eterna dannazione delle casse cittadine. Qui non ci sono scienziati pazzi e pluri-scienti, non ci sono eroi che non dormono, non mangiano e non si cambiano mai; qui, tra un pasto e l’altro c’è un rapporto da stendere e un pettegolezzo, tra incidenti e danneggiamenti ci sono la routine e i rimproveri del temibile Capomeccanico, tra una lite per futili motivi e intoppi di ordinaria amministrazione c’è la voglia di fare del bene. E qui non è una minaccia aliena a mettere in pericolo la vita di migliaia di innocenti giapponesi, niente mostri sputa-raggi dai nomi bisillabi; qui i nemici sono i mali dell’umanità: la corruzione, l’avidità, l’intrigo politico, lo sfruttamento di minori… e un maledettissimo Labor nero che proprio non si riesce a sconfiggere, neanche con i videogames… Dalla mano pulita ed espressiva di Masami Yuki un manga in cui teconologia e quotidianità si mescolano brillantemente con ottimi mecha, umorismo, situazioni coinvolgenti… e tanto altro ancora…