SAIYUKI

di Elisa Natalini

«In un’epoca in cui il caos regnava nel mondo esisteva una terra in cui si era creata un’esistenza pacifica tra uomini e demoni»… Così Kazuya Minekura dà inizio al suo primo fantasy, Saiyuki. La prima cosa che affascina di questo manga è l’incredibile eleganza dei disegni e l’ottima caratterizzazione di ogni singolo personaggio, a partire dal protagonista: Genjo Sanzo. Saiyuki narra appunto la storia di questo monaco buddista che, a dispetto del suo nome (che sottolinea la sua stretta vicinanza al Buddha) è una persona estremamente crudele e senza scrupoli, meschina e insolente. Nonostante questo, però, è dotato di un forte carisma che esercita soprattutto sui suoi tre compagni di viaggio, Cho Hakkai, Sha Gojyo e Son Goku. Man mano che il viaggio di Genjo e compagni va avanti, vediamo la maturazione dei personaggi che riescono, attraverso varie disavventure, ad accettare il loro triste passato e ad andare avanti perseguendo la loro missione. Questa, appunto, consiste nell’impedire la rinascita di un demone, Gyumao, contrario alla pacificazione con gli esseri umani. Non mancheranno ovviamente nemici che cercheranno di contrastarli con ogni mezzo, creando spettacolari scene di combattimento, anche se sembra limitativo fermarsi solo a queste poiché si correrebbe il rischio di sminuire un’opera dove il confine che distingue “buoni” e “cattivi” è volutamente vago, e in cui tutti i personaggi, ognuno con le proprie motivazioni, acquisiscono una dimensione più umana e più vera.
Voto: 7/10