TIPI DA FUMETTO
di Antonio Gallina
Nel panorama del fumetto mondiale si sono affacciati,
negli anni, una miriade di personaggi femminili, ognuno delineato da una peculiare
tipologia di comportamenti e di personalità tali da permettere agli autori
di riprodurre ogni possibile sfaccettatura dell’universo in rosa. Proviamo,
sia pure a grandi linee, a prendere in esame alcune tipologie nate nel fumetto
italiano. Precursore nella rappresentazione dei primi “veri” tipi
femminili è il cosiddetto “nero italiano” che impone sulla
scena le prime reali protagoniste che nulla hanno da invidiare ai loro colleghi
maschi, donne misteriose che in nome della giustizia divengono assassine implacabili
(“Zakimort”) o che grazie alla loro intelligenza superiore trasformano
il loro aspetto e si vendicano dei torti subiti (“Satanik”). Il
nero lascia il posto al fenomeno conosciuto come “tascabili erotici”,
nei quali viene superata la pesante limitazione della censura e si passa a mostrare
il personaggio femminile spesso discinto, focalizzato sulle imprese sessuali
piuttosto che su quelle avventurose. Con una coraggiosa intuizione di Max Bunker,
si è poi avuta, per la prima volta, una protagonista dichiaratamente
omosessuale. Fino all’avvento di “Kerry Kross” ogni eroina,
dalla più violenta e risoluta alla più classica, si era accompagnata
a qualche bel partner, occasionale o fisso, rigorosamente maschile. Bunker ha
il coraggio e la forza di rappresentare qualcosa di diverso, aprendo un filone
al quale molti attingeranno non sempre con risultati esaltanti, tanto da creare
una nuova tipologia, quella della partner, amica, amante della donna che spesso
è un insulto, in quanto a banalizzazione, per ogni persona intelligente.
Purtroppo permane ancora ai nostri giorni, seppur mascherato abilmente da una
patina di pseudo-rinnovamento, il pesante stereotipo della donna-spalla dell’eroe-maschio,
utile solo a cacciarsi nei guai e del tutto secondario all’economia della
storia. Un doveroso capitolo a parte andrebbe dedicato al fumetto erotico d’autore
italiano. Questo settore ha prodotto una serie di personaggi (oserei dire di
personalità) che hanno superato la mera rappresentazione della donna
come oggetto sessuale, e che hanno imposto nomi entrati ormai nell’immaginario
collettivo. L’eroina più significativa è forse Valentina
del compianto Crepax, personaggio carismatico che usa la sua sensualità
con coraggio e sempre nei limiti e nell’economia delle storie narrate.
Come dimenticare, poi, Druuna del maestro Eleuteri Serpieri, rappresentazione
grafica della femminilità pura, sua quint’essenza, immersa in scenari
e avventure apocalittiche nelle quali è sempre figura centrale e centralizzante.
Ci sono poi le cosiddette “donnine di Manara”, dalle forme sinuose
ed accattivanti, solo apparentemente svenevoli vittime in avventure di cui sono,
in realtà, assolute padrone del “gioco”. Da ultimo il caso
più intrigante ed eclatante, il tipo da fumetto che esiste sia in carne
ed ossa che sulla carta, rappresentato dalla talentuosa Giovanna Casotto che
non ha nessuna paura a riportare se stessa come protagonista di piccanti storie
brevi a sfondo gioiosamente sessuale.