OSPITI D’ONORE
di Andrea Topitti
Chi sono gli ospiti d’onore? Senza stare a citare
la miriade di autori (specie quelli recenti) di fumetto che hanno attività
polivalenti in altri campi (e sono molti di più di quel che si pensa),
in questa sede vogliamo ricordare quei casi particolari in cui personaggi di
grande rilievo si sono “improvvisati” autori di fumetto, facendo
nascere prodotti notevoli.
Ci sono casi eclatanti di registi come Kevin Smith o Alejandro Jodorowsky che
sono diventati veri e propri fumettisti per pura passione di lunga data nei
confronti di questo media. Ma pensiamo a chi è stato un caso unico.
Innanzitutto è dovere ricordare Roy Lichtenstein che, all’inizio
degli anni ’60, utilizzò le vignette dei comics come raffigurazioni
artistiche dell’allora nascente Pop Art. Mentre il suo collega Andy Warhol
usufruiva di lattine e ritratti di miti come specchio della società moderna,
Lichtenstein fece lo stesso utilizzando vignette con balloon.
Andando al passato recente non si può non citare il meraviglioso “Viaggio
a Tulum” disegnato da Milo Manara e scritto dall’indimenticato Federico
Fellini. La storia nasce da una sceneggiatura del maestro per un film mai girato:
Manara riesce ad incarnare i sogni che hanno reso celebre in tutto il mondo
il Federico nazionale, mentre quest’ultimo trova nel fumetto il media
adatto per sfogare la sua immaginazione, svincolata questa volta da costosi
set e produttori capricciosi.
Un altro cineasta che ha avuto un’incursione particolare nel mondo delle
nuvole parlanti è stato David Lynch (chi non ricorda “Twin Peaks”o
“Elephant man”?). Il regista americano pubblicava sul quotidiano
Los Angeles Reader la striscia a quattro vignette "The angriest dog in
the world" (Il cane più arrabbiato del mondo) che è una parodia
dei luoghi comuni. Le vignette sono sempre uguali: vediamo un cane domestico
deforme che ringhia di notte nel sentire per tutto il giorno le banalità
che dicono i suoi padroni all’interno della casa. Apparentemente semplice
e, appunto, banale, "The angriest dog in the world" è un fumetto
che, ad osservarlo da un punto di vista diverso, mette inquietudine come quasi
tutte le opere cinematografiche del suo autore.
Recentemente si è appreso che il regista Brian Singer scriverà
per la serie “Ultimate X-Men”, mentre starà preparando il
terzo lungometraggio dedicato al celebre gruppo di mutanti. Evidentemente dirigere
le prime due pellicole ha fatto nascere nel regista premio Oscar una vera e
propria passione verso questi personaggi.
A parte gli autori della cinepresa, citiamo anche lo scrittore Carlo Lucarelli
che ha scritto il numero 153 di Dylan Dog (“La strada verso il nulla”)
anche se si è rivelato, secondo alcuni, poco adatto alle atmosfere del
celebre Indagatore dell’Incubo.
Concludiamo con una fatto singolare: Stephen King, da esordiente, inviò
dei soggetti per storie a fumetti horror, di cui era un vorace lettore, ad un
editore che non ricevette mai quel plico di storie perché nel frattempo
aveva cambiato indirizzo… e così lo “sfortunato” scrittore
“ripiegò” verso i romanzi…