MA VERAMENTE CREDETE CHE CI PIACE?

di Pamela Marinucci

I primi batticuori, il primo bacio, situazioni imbarazzanti, tenui rossori, piccole incomprensioni: tutto ciò fa parte di uno scenario che alimenta i sogni rosa delle giovani lettrici e rievoca in quelle più mature dolci ricordi.
Il mercato dei manga offre molti shojo, ma molti propongono trame abbozzate, il più delle volte scontate e intrise di dialoghi melensi. Dagli anni ’80 a quelli ’90 i fumetti per ragazze sono stati bersagliati da mille pregiudizi per i deludenti rapporti amorosi platonici e per i troppi stereotipi, ma nonostante questo opere come Ransie la strega, Il grande sogno di Maya e Giorgie sono diventate indimenticabili ed etichettate come grandi classici. La protagoniste hanno un obiettivo da raggiungere che le incoraggia ad affrontare miriadi di problemi e situazioni avverse, imparando che nella vita nulla è facile da ottenere, ma che al contrario ci vuole impegno, volontà, passione, e, soprattutto, bisogna credere in se stessi. Questo dona loro una grande personalità che le rende speciali, amate ed ammirate dalle lettrici. Ma le uscite attuali diverranno memorabili come i già citati classici? Questo potremmo saperlo solo tra molto tempo, ma ciò che è già evidente è che la testata “Amici” in questi ultimi mesi non ha fatto buoni acquisti dal punto di vista qualitativo (come è evidente agli occhi delle lettrici che non leggono unicamente shojo) ed offre invece la versione a fumetti degli Harmony per casalinghe: squallide storie i cui protagonisti sono rigorosamente ed inevitabilmente bellissimi e caparbi play-boy o ingenue e timide liceali. Ad esempio in Strofe d’amore di Mayu Shinjo, uscito nel febbraio scorso, la storia appare ridicola e banale già dalle prime pagine e va peggiorando man mano che si prosegue nella lettura. L’eroina è una comune studentessa di cui, più del fatto che il sue nome è Aine e che è sana, libera e bella, non sappiamo nulla: l’autrice non si è curata minimamente di presentarla o di mostrarne la vita e la personalità, ammesso che ne abbia una. Aine è una ragazza dalla fortuna spropositata perché, semplice vittima del fato, diviene il paroliere di un famoso gruppo musicale, nonché l’amata del leader di questo, un ragazzo bellissimo, fichissimo, idolatrato da migliaia di ragazzine. La protagonista non ha fatto altro che scrivere il testo di una canzone passionale; ciò basta a scatenare una contesa tra il cantante ed altri ragazzi fichissimi per la conquista della “sfigatissima” Aine. Così tra effusioni d’amore, sentimenti dichiarati senza alcuna esitazione, frasi conturbanti e scene viziose prende il via questa singolare storia d’amore, forse anche troppo singolare, che si perpetuerà per 17 numeri: ma perché leggerli tutti?! Tanto il finale lo immaginiamo già. E hanno avuto il coraggio di scrivere che questo lavoro porterà un vento di rinnovamento nello shojo manga… ma per favore!! È triste pensare che la soddisfazione nel trasmettere sogni alle ragazzine si sia trasformato in interesse di mercato provocando la proliferazione di opere dalla veloce realizzazione, ma dalle storie pessime nella loro semplicità.