CASO UNICO: LE GIUSSANI
di Daniele Novelli
Gran bella storia quella di Angela e Luciana Giussani.
È quella di una intraprendente quarantenne, Angela Giussani, moglie dell'editore
Gino Sansoni, che decide di aprire in proprio una piccola casa editrice di nome
Astorina, insieme alla sorella Luciana.
L'idea, che all'inizio sembra un azzardo, si rivelerà decisiva: il nome
scelto è scherzosamente derivato dalla casa editrice Astoria di Gino
Sansoni. Proveranno inizialmente con la ristampa del campione pugilistico Big
Ben Bolt, scritto da Elliott Caplin e disegnato da John Cullen Murphy, ma senza
ottenere grossi consensi. Il deludente inizio è forse dovuto alla trama
del comics statunitense,
sicuramente troppo complessa e sofisticata per il pubblico italiano abituato
a ben altro. È per questa ragione che le due sorelle (ma inizialmente
soltanto Angela) decidono di scrivere una storia tutta loro: un personaggio
che rompa con il passato e con tutto quello che fino ad allora era stato detto
e scritto: Diabolik. Grande divoratrice di romanzi del feuilletones francese,
Angela Giussani crea il suo personaggio ad immagine e somiglianza dei molti
eroi negativi di inizio secolo, come
Arsenio Lupin, Rocambole, ma soprattutto l'eroe trasformista Fantomas. L'invenzione
è di quelle esplosive ed è la nascita ufficiale del fumetto per
adulti, il genere cosiddetto nero, e del formato pocket. Anche grazie alle sue
dimensioni tascabili e da "viaggio", Diabolik incontrerà un
grande successo di pubblico e di vendite; ma i mass-media non sono altrettanto
entusiasti.
Aspramente criticato dalla stampa e dai censori dell'epoca, il fumetto sarà
messo al bando dai principali quotidiani e con esso i suoi epigoni (Kriminal,
Satanik e tutti gli altri con la "k" nel nome), scatenando un vespaio
di polemiche che durerà per tutti gli anni '60. Noncuranti di tutte le
critiche pervenute in redazione, Angela e Luciana non tenteranno di bissare
il successo del lavoro creando un nuovo personaggio, ma anzi riporranno tutti
i loro sforzi e le loro energie in Diabolik. Questo atteggiamento non farà
altro che conferire alla testata un successo di pubblico quasi straordinario,
dovuto principalmente all'estrema cura riposta dalle due sorelle nelle storie,
così ben strutturate, e nei personaggi, anche in quelli di contorno.
Nel 1967, sull'onda del grande consenso ottenuto, ci sarà la trasposizione
cinematografica del fumetto, curata dal produttore Dino de Laurentiis, per la
regia di Mario Bava. Il film, che nelle intenzioni di Angela e Luciana
doveva essere un grande trionfo, si rivelerà piuttosto deludente e fiacco
ai botteghini, complice forse la scelta degli attori non perfettamente calati
nei ruoli. Da allora però, nonostante la scomparsa di Angela prima e
di Luciana poi, sarà un crescendo di successi e di vendite. Tradotto
in molti paesi, Diabolik è la testimonianza fedele di come anche il Made
in Italy del fumetto possa suscitare grande interesse di pubblico, non soltanto
in patria ma anche all'estero.