Catwoman – Selina’s big score

di Paolo Sciamanna

Ventiquattro milioni di dollari. Tre uomini. Un colpo. Un colpo grosso.
No, non è una puntata del programma di Smaila, ma una storia cattiva, spudorata e femminista. “Il grande colpo di Selina” ci trascina con violenza nel mondo più corrotto possibile, dove devi vivere e non lasciar vivere: dopo fatali nefandezze come Love Hina e Love+life (aiuto), non sembra un prodotto della Play Press. Non quella degli ultimi tempi, almeno. La viziata Selina, tolti gli (attillati) panni di Catwoman, non prende pause e continua a sventolare il suo nome in giro nonostante sia morta. Almeno sulla carta. Già, e se il detto Marvel dice: -Da grandi poteri derivano grandi responsabilità-, Selina con i suoi poteri (?) si accolla una di quelle responsabilità che potrebbe coinvolgere decine di persone e vedere il sangue sparso lungo la via di altrettante. Se poi di mezzo c’è la mafia (eh, sì, anche quella italiana), un treno carico di soldi e un colpo non troppo “perfetto”, converrete che di tinte “noir” in questo cartonato da 13€ ce ne sono abbastanza. Il disegno e la storia, opera di Darwyn Cooke, più Made in USA che mai, ritraggono i travestimenti “lupiniani” di Selina in vignette quasi schizzate, a mo’ di bozza. Colorato, tagliente ma gradevole, il volume è un po’ in stile Dick Tracy nel sarcasmo graffiante e in frasi del tipo «dolcezza preparami un cocktail» che lo pervadono senza vergogna. Le cento pagine racchiuse nell’albo sono un po’ fotoromanzate nel raccontare l’intricata storia dai punti di vista dei vari protagonisti. Che dire, se amate i gatti o meno ve lo consiglierei comunque, alla faccia di Batman.