BLAME!

di Gianmarco Bachetti

"Blame… alla ricerca dei geni perduti" potrebbe essere un ottimo sottotitolo per questa serie fumettistica. Il perché è ben chiaro sin dall'inizio visto che il nostro silenzioso protagonista è alla ricerca di un essere umano senza modifiche genetiche: il mondo, o meglio la città-formicaio abitata dagli uomini bioingegnerizzati, è ormai preda degli esseri artificiali che ne governano le infrastrutture, alla ricerca di una nuova identità socioculturale dopo il collasso della precedente società. Lo stesso protagonista, è un personaggio stranamente ibrido, simile ai suoi antagonisti sintetici ma con una umanità interiore che lo distanzia dall'ambiente circostante.
Atmosfere apocalittico-gigeriane (da HR Giger, architetto-pittore creatore di Alien) si mescolano ad una visione claustrofobica del mondo; le vignette di ampio respiro e l'uso dei bianchi e dei neri evidenziano l'asetticismo e la titanicità architettonica, dove nulla è funzionale o rapportato all'uomo. I concetti trattati dall'autore (profondi, senza stereotipi narrativi e con una visione multietnica ed attuale del bene e del male) affondano le radici nei temi classici della fantascienza, nonché nell'inconscio e nella natura umana.
La narrazione è affidata più alle immagini che ai dialoghi, l'azione si svolge frenetica e a volte confusa; il formato scelto per l'edizione italiana di certo non aiuta, facendo perdere al lettore più disattento l'orientamento narrativo delle tavole. In conclusione un fumetto di non facile fruizione, non per tutti, e più adatto a chi predilige il filone artistico culturale dei primi anni Novanta.