SLAM DUNK

di Paolo Sciamanna

Chi non ha letto Slam dunk? Beh, fate male a non averlo fatto, perché vi siete persi probabilmente un capolavoro indiscusso di Takehiko Inoue; non a caso ovunque quell'uomo metta le mani nasce un capolavoro. Consideriamo questo un "sire" dei manga di basket (il sire è un vampiro che è responsabile d'altre vampirizzazioni) e penso che anche voi sarete d'accordo con me: basta osservare i due cugini di terzo grado che sono venuti fuori, vedi Harlem Beat (degno di nota) e Generation Basket (un po' meno), che hanno il merito di rappresentare differenti situazioni giovanili, come la rivalità e la rivalutazione di se stessi dallo stato brado (il primo) e vicissitudini sentimentali, solidarietà e scuola in generale (il secondo). In ogni caso io mi sono ritrovato davanti ad una palestra di basket, appena terminato di leggere Slam Dunk, i miei piedi e il mio cervello mi ci avevano portato (con buona parte della mia volontà...) tanta era l'adrenalina e la voglia di scoprire questo maledetto sport (il mio preferito è la pallavolo, viva il mediocre Attacker You!!) che fa arrabbiare e migliorare Sakuragi e ingrana le abilità e la superbia di Rukawa, fino al top di tutti i giocatori dei licei giapponesi. Non solo, cresce anche la voglia di crearsi un gruppo d'amici affiatato (se non lo si ha, ovvio) con cui gioire, litigare e magari vivere qualche esperienza buffa; situazioni del genere sono largamente usate da Inoue per il suo fumetto, rendendo Sakuragi un giullare, in occasioni del tutto comiche create dalla sua goffaggine contagiosa, oppure il vero perno della squadra, perché lui ci sa fare parecchio anche se non sembrerebbe... Se vogliamo poi parlare di Takehiko Inoue e delle sue mille sfaccettature diciamo pure che è considerato un po' il trasformista del fumetto poiché tra i suoi capolavori troviamo Slam Dunk, eccelsa opera di sport, Vagabond pittoresca avventura tra samurai e ronin spietati, e un manga, Real, nuovamente di basket ma con una piccola differenza: i giocatori sono costretti sulla sedia a rotelle, quindi con un intento molto più impegnato rispetto agli altri suoi lavori, e a tutti i manga, in generale, dove c'è il/la protagonista bello/a e impossibile che tanto ci fa impazzire. Sta di fatto che un fumetto, per essere apprezzato in tutto e per tutto, deve essere disegnato in modo più o meno decoroso. Ok, ammetto che nei primi albi Slam Dunk non sia stato proprio attraente (sfido io, nessun fumetto lo è...) ma come tutti, pian piano, è diventato una vera gioia per gli occhi, tanto che nell'ultimo numero sembra di guardare un libro d'illustrazioni! Considerate Slam Dunk un manga non solo per ragazzi e avrete di che ringraziarvi. Una chicca, se trovate Piercing dello stesso autore, non pensateci due volte a farlo vostro: è una storia bizzarra e contemporanea sulla tematica appunto di questi buchi nel corpo tanto di moda e un pizzico di risvolto umano che, pensandoci bene, non fa mai male... Grazie Inoue!!!