NEO NAGAI

di Roberto Fontana

Mettiamo subito in chiaro una cosa, chi vi scrive è un appassionato di vecchia data, cresciuto a pane e robottoni, e pertanto ciò che mi accingo a scrivere potrebbe non piacere ai "Nagaiani" convinti. Il fatto è che il mitico Go Nagai, da diversi anni, non sforna più nulla di veramente nuovo. Le sue ultime opere sono tutte dei remake o sequel di vecchie glorie (questo parlando di animazione) mentre dal punto di vista prettamente fumettistico il Maestro si dedica quasi esclusivamente a capitoli sporadici o episodi pilota; come nel caso di Mazinkaiser, lavoro iniziato da lui ma lasciato poi nelle mani di un autore emergente. Visto che siamo qui per parlare delle nuove opere andiamo dunque ad elencarle. In ordine di tempo si parte da Cutey Honey, miniserie di sei O.A.V. realizzata nel 1994, che ha dato inizio ad una lunga catena di remake. La storia narra delle avventure dell'eroina cyborg, creata anni addietro da Nagai, uscita in Italia attorno al 1998 per i tipi della Dynamic su VHS. E' stata poi la volta di Shin Getter Robot, serie di O.A.V. che ha visto la nascita di un nuovo Getter Robot, chiaramente basato sui lavori di Nagai ed Ishikawa dei primi anni Ottanta (anche quest'opera è edita dalla Dynamic). Sempre dello stesso filone riguardante i più famosi robot componibili è la miniserie di O.A.V. Shin Getter vs Neo Getter, lavoro ormai concluso in Giappone ma da noi tristemente fermo al primo episodio ormai da due anni! Dopo tali serie, il mitico Go sembrava aver voluto riprendere le redini dell'opera che lo ha consacrato tra i grandi del fumetto: invece quello che tutti credevano essere il seguito dei due O.A.V. di Devilman in realtà era la trasposizione di un fumetto ispirato sì a Devilman, ma creato da un autore esordiente. "Amon apocalypse of Devilman" è il titolo originale ed ancora non è stato pubblicato qui da noi, né in versione cartacea né in video. Altra serie ispirata a Devilman è Devil Lady, tratta dall'omonimo fumetto, in cui però a fondersi con un demone non è Akira Fudo bensì una ragazza. Infine è stata la volta del ritorno dei Mazinger; Mazinkaiser è il titolo della nuova serie, una sorta di nuova genesi del Mazinger Z, in cui addirittura i mostri sono gli stessi. A pilotare è sempre Koji Kabuto alle prese con una macchina che può farlo diventare un Dio o un Demone. In poche parole un Majin. Anche se tutte queste opere sono soltanto sequel e remake, c'è da considerare un fattore: le storie sono cresciute come il pubblico a cui sono rivolte, lo stesso di venticinque anni fa. Scene crude, di una violenza impensabile per le serie dell'epoca ma tutto sommato assai credibili se rapportate alla maturità di spettatori ormai trentenni. Insomma, sono maturate con noi. Essendo un appassionato di robottoni e vecchie glorie a me non sono dispiaciuti affatto questi remake. Tuttavia, non me ne vogliano i "Nagaiani" sfegatati, vorrei tanto che il Maestro tornasse a fare ciò che più gli riesce: creare Miti.