IL MANGA HORROR
di Pamela Marinucci
Nel 1968 la popolarità di Go Nagai cresce in maniera vertiginosa grazie alla pubblicazione del manga Harenchi Gakuen (Scuola senza pudore), un'opera che crea molto scalpore ma che in compenso permette al mangaka di farsi conoscere al pubblico. Infatti, la famosa casa editrice Kodansha gli chiede una nuova opera da poter pubblicare sulla sua rivista. Nagai pensa allora di trarre spunto dalla " Divina Commedia" che lo aveva tanto affascinato da bambino, ne sconvolge la storia modellandola a suo gusto e piacimento finché ottiene "Mao Dante". Un tempo la terra era un luogo pacifico ma un brutto giorno fu attaccata da Dio, una divinità crudele e sanguinaria giunta dallo spazio, che ne massacra gli abitanti. I sopravvissuti, assorbendo parte dell'energia di Dio, si trasformano in potenti creature capaci di dare origine ai demoni. Sfortunatamente la Kodansha abbandona il progetto, così Nagai sospende il lavoro che diventerà in seguito l'archetipo per l'ideazione di "Devilman". In questo fumetto alcuni personaggi di Mao Dante vengono riproposti per ricreare atmosfere orribilmente apocalittiche: stavolta, però, il protagonista è un eroe buono, metà uomo metà diavolo, che lotta per la pace e per la salvezza dell'umanità contro la minaccia del principe del male Lucifero. L'autore rovescia in questo caso l'abituale concezione di Dio e Diavolo, estremizzando l'idea della "coincidenza degli opposti". La malvagità di Dio e dei suoi seguaci è metafora della nostra società malata e artificiale in cui il diverso è emarginato. Ryo-Dante ed i suoi seguaci rappresentano la minoranza che, andando coraggiosamente controcorrente, lotta contro i valori fittizi, basati su ideali esteriori. Attraverso la figura del demone, Nagai crea un parallelo con se stesso in lotta contro le critiche espresse sul suo lavoro e, per l' appunto, la guerra di Dante è la lotta contro i pregiudizi, mentre il Dio che contrasta è un insieme di tutti coloro che limitano la libera creatività degli altri. Dal bisogno di affrontare tematiche profonde nasce anche la saga fumettistica di "Violence Jack", la cui pubblicazione in Italia è stata purtroppo sospesa. Composta da racconti indipendenti, l'opera descrive un ipotetico mondo nel quale le calamità naturali hanno permesso l'estinzione completa della società civile. Un mondo dominato da una spietata legge che vede i buoni lottare e, per poter sopravvivere, superare in ferocia i cattivi. Per un autore abituato al genere caricaturale è difficile adattarsi allo stile horror ed è per questo motivo che le opere di Nagai presentano un disegno impreciso ed a volte simile a quello dei fumetti comici. Il tratto è elementare e imperfetto, l'aspetto e il carattere dei personaggi principali troppo ripetitivi, ma i suoi racconti "mozzano il fiato": sono scioccanti, sconvolgenti, commoventi...L' uomo per natura sente il bisogno di provare emozioni estreme, come la paura, dando così sfogo all'aggressività primordiale che porta dentro di sé. Un aspetto umano che trova piena espressione nell'arte di Go Nagai.