MAFALDA
di Silvia Forcina
Mafalda è conosciuta come "la pessimista più simpatica del mondo". Simpatica lo è davvero, tanto: simpaticissima. Pessimista lo è per esigenze ambientali e cronologiche. Il suo creatore Quino, diminutivo di Joaquin Salvador Lavado, nasce nel 1932 in Argentina, paese povero, con forti incoerenze ed incomprensioni. I personaggi da lui creati, non solo "la piccola contestatrice di minestre" ed i suoi amici, ma tutto il folto popolo rappresentato nelle vignette umoristiche, raccontano le ribellioni e le sopportazioni dell'intera nazione. Mafalda nasce, casualmente, nel 1963 come tentativo pubblicitario, mai andato in porto, per la ditta di elettrodomestici Mansfield (da qui il nome Mafalda che racchiude le iniziali del logo "M-A"). L'idea era quella di rappresentare in fumetto la vita di una famiglia del ceto medio. E poi? Poi Quino decide di togliere il lavoro dal cassetto e la striscia debutta felicemente nel '64 su "Primiera Plana", il più importante settimanale di informazione argentino E poi? La piccola, capelli arruffati col fiocco, faccia buffa, cinismo ed intelligenza, diventa un mito. Nei suoi fumetti si parla di femminismo, disarmo mondiale, situazione internazionale e Beatles. Ma anche di sogni ed ambizioni, di desideri e giocattoli, come è normale per dei bambini che parlano per e come gli adulti. I disegni di Quino sono semplici, arrotondati, nasi a patata ed occhi come punti, ma anche incredibilmente espressivi (soprattutto negli ultimi anni) e sanno rappresentare qualsiasi emozione con pochi tratti di pennino. E poi? Nel '68 Maffy ed i suoi amici - l'angosciato Felipe ("ma proprio a me doveva capitare di essere come me?") l'avido Manolito ("a sentir nominare Rockfeller mi si riempie il portafogli di invidia") la snob Susanita ("la vita è bella se vista dall'alto non dal basso. Imbecille!") l'idealista Miguelito ("francamente non so cosa farei senza di me"); senza dimenticare la minuscola Libertà ("perché voialtri non siete semplici?") il fratellino Nando ("Cosa guaddi? Mai vitto un intellettuale?") mamma, papà, e la tartaruga Burocrazia - sbarcano in Europa. Anche qui successone, perché i disegni sono semplici ed efficaci, l'umorismo ingenuo e atroce, e nonostante la distanza ognuno sente di identificarsi nel personaggio del cuore: nei loro difetti e nel loro idealismo. E poi? Poi nel 1973 Quino decide di non disegnare più strisce di Mafalda, anche se, in questi trent'anni, la Nostra non è mai scomparsa: nel '78 diventa rappresentante Unicef, vende tantissimi libri monografici e rivive in un cartoon che anima le sue imprese per la tv. Quino continua a lavorare ai suoi disegni umoristici, viaggiando tra America e Europa, vivendo tra Milano e Spagna, e si è rassegnato al successo ed all'indipendenza della sua piccola creatura che ancora oggi affascina tutti. E noi? Ancora ridiamo alle sue battute, al suo sguardo aperto e lucido sul mondo ("l'avrà brevettata Dio quest'idea del manicomio rotondo?"). E niente è cambiato e la sua vita è ancora la nostra. E voi? Non avete mai letto Mafalda?