ULTIMATES
di Mauro Paone
E' indubbio, l'età media dei lettori di fumetti si è notevolemente alzata. I più giovani stanno via via abbandonando la lettura in favore di divertimenti più immediati, meno impegnativi. Questo è quello che ho pensato dopo aver letto i tre albi di Ultimates (in questi giorni dovrebbe uscire il quarto), progetto che ha come obiettivo quello proprio di far avvicinare il pubblico dei ragazzi al non facile mondo dei comics supereroistici. Decine di anni di continuity non sono facili da digerire, proprio per questo in Ultimates le origini dei vari "supereroi storici" vengono tracciate ex novo o in parte. Ma cos'è Ultimates? E' il nome di un gruppo di "superesseri" pagati dal governo per fronteggiare tutti quegli eventi contro i quali le forze armate non possono fare nulla, ovvero i "supercriminali" o, come più volte è detto negli albi, "superterroristi". Ma chi sono gli Ultimates? Praticamente sono i classici Vendicatori che abbiamo conosciuto e saputo apprezzare anni fa, ora proiettati di forza nel mondo attuale. Molte citazioni della "realtà" sono delle vere e proprie storpiature che cozzano appieno con lo storyline (anche se nel terzo numero si ha una certa ripresa). Che dire poi del carattere dei protagonisti? Bè, se una volta c'era il ribelle, il giusto, il misterioso, ora abbiamo un'unica tipologia: il complessato! Tutti, dal primo all'ultimo, hanno un problema. Non mi meraviglierei se nei prossimi numeri comparisse il terapeuta di gruppo. Tale "storpiatura" si ritrova anche nel disegno: troppo "newschool" e a volte decisamente invadente. Forse sarò troppo legato ai miti del passato ma non mi sento di consigliare Utimates ai vecchi appassionati in quanto lettura troppo fuori dai canoni: meglio per le nuove leve.