FUMETTO SF AMERICANO
di Riccardo Rosati
E' già nelle avventure di Topolino che si trovano le prime tracce del filone classico degli scienziati pazzi: stiamo parlando dei due episodi Disney intitolati Nel castello incantato (1933). Per parlare di science fiction disegnata dobbiamo fare però un salto indietro. Nel '29 P. Nolan trae spunto dal proprio romanzo per creare Buck Rogers (disegni di R. Calkins). Sebbene ancora influenzato dall'ingenuità tipica del romanzo d'anticipazione di fine '800, a B.R. si riconosce il merito di aver spalancato ai fumetti le porte della FS. Passano pochi anni e il panorama si arricchisce di un'altra interessante striscia: Brick Bradford ('33, testi di W. Ritt, disegni di C. Gray). Questo temerario personaggio cattura l'attenzione dei lettori grazie ai suoi viaggi spazio-temporali compiuti nella Cromosfera; nell'opera, oltre ad evidenti suggestioni verniane, si ritrovano sovente elementi polizieschi. Nel '34 esce Flash Gordon. Il capolavoro di Alex Raymond innova il genere, proponendo un design "plausibile" delle astronavi e anticipando così la moderna fantascienza. Infatti prima di F.G. il fumetto aveva affrontato la sci-fi adattandosi ai dettami della narrativa di genere di inizio '900. Dunque è merito di tale opera se i vari autori hanno iniziato a prestare attenzione all'aspetto tecnico-scientificio delle loro storie. E' un po' brusco come salto (lo spazio è limitato, N.d.a) ma parliamo ora delle due major del settore. Sugli albi Dc, nel '38, fa la sua comparsa Superman: opera di J. Siegel e J. Shuster. Con esso nasce il genere dei super eroi, ed il tema cardine della tecnologia viene sostituito dai poteri "extra" del protagonista. Altro prodotto di casa Dc è Green Lantern (1958), storia originale del '40 (M. Nodell): in questo caso siamo proiettati in una fantascienza magica dove il corpo delle Lanterne Verdi garantisce la sicurezza dell'universo grazie ai potenti anelli di Oa. Non sfugge all'amante della Space Opera un chiaro riferimento alla pattuglia galattica dei Lensmen appartenente alla saga scritta da E.E. "doc" Smith. Per quanto riguarda la rivale storica della Dc, la Marvel, la geniale accoppiata Stan Lee & Jack Kirby "partorisce" nel 1961 I fantastici quattro: qui al singolo supereroe si sostituisce un vero e proprio team dotato di abilità eccezionali. Forse perfino più interessante per il cartooning degli anni Sessanta risultano essere le storie di Silver Surfer ('66). Costui esprime il lato più kitsch e fantasioso della "ditta" Lee/Kirby: carico di valenze filosofiche, è un personaggio esistenzialista che mutua il desiderio di ribellione e libertà dell'America anni '60. Concludiamo con una produzione moderna sotto più aspetti: la saga degli X-men ('63, Lee/Kirby). Nelle loro avventure si sublima il motto Marvel: "supereroi con super problemi". Con le drammatiche vicende di questo gruppo di adolescenti "speciali" s'introducono argomenti innovativi nella FS fumettistica. I viaggi spaziali di Buck Rogers e Flash Gordon sono lontani. Ora è il côté intimistico della narrazione che conta, descrivendoci il disagio di essere diverso: persino se si vuole soltanto proteggere la Terra.