ICARO

di Pamela Marinucci

Provate a immaginare di saper volare, di poter guardare le nuvole da vicino e sentirvi padroni del cielo. Bene, ora immaginate che questo prodigio diventi una maledizione, che cosa accadrebbe? Se proprio non riuscite a farlo affidatevi allora alla fantasia di due grandi cultori del fumetto, Jiro Taniguchi e Moebius. I due autori hanno lavorato insieme negli anni Novanta e questa collaborazione ha reso possibile l'unione fra manga e bande dessinee. Tuttavia l'impostazione del fumetto è rigorosamente, strettamente, nipponica e non presenta la minima variazione. Quest'opera è la prova che la poesia di Taniguchi si sposa perfettamente alla visione fantascientifica di Moebius dando così origine ad un racconto emozionante che ha come protagonista il sogno di un ragazzo, Icaro. Alcune vignette occupano interamente la tavola diventando vere e proprie illustrazioni d'impatto che rapiscono l'attenzione del lettore, inoltre i disegni di Taniguchi, dal tratto morbido e deciso, rendono la storia più affascinante e nitida. La trama è molto semplice ed originale. Già da neonato Icaro diviene soggetto di una attenta analisi scentifica a causa della sua innata capacità di volare; quindi viene allontanato dalla madre e isolato dal resto del mondo. La sua unica famiglia è un gruppo di scienziati tra cui un'eccellente antropologa, Yukiko, l'unica disposta a donare calore umano a colui che gli altri considerano "semplicemente un soggetto di ricerca". Il finale del secondo volume lascia molti interrogativi, pertanto si spera che presto esca il seguito di questa avvincente saga.