FURY

di Silvia Forcina

Fury di Garth Ennis (soggetto e sceneggiatura) e Darick Robertson (matite) è la prima proposta della linea Max della Marvel mirata ad un pubblico adulto. Il protagonista Nick Fury è un tipo davvero tosto: ex Seconda Guerra Mondiale, ex Corea, ex spia, ex CIA, poi capo di un'organizzazione di controspionaggio. Dal numero degli "ex" si capisce che Fury è un uomo anziano: gli ingranaggi governativi della sua "ditta" gli riservano ormai una posizione pre-pensionistica dal nome altisonante e fittizio. Il Nostro però ama morbosamente l'azione e la lotta: e gli girano ogni volta che gli ripetono che la violenza non è più utile in una realtà dominata da diplomazie interessate. Ma si prospetta l'ombra di una Terza Guerra Mondiale e la situazione cambia di colpo... Il protagonista di quest'opera non è un Supereroe, ma un Superuomo in stile USA: duro, incazzato, sigaro in bocca e fedele ai propri ideali; uno stereotipo che funziona ancora (e forse soltanto) per un fumetto (e magari un videogioco) ma che comincia a diventare irritante in altri ambiti. La storia, d'ironica attualità, è basata sull'istinto bellico dell'uomo e propone inaspettati spunti di riflessione: come nel finale che ridimensiona i personaggi in un realismo cinico in cui tutti risultano perdenti. La lettura, nonostante l'esaltazione di sangue e budella, non è quasi mai negativa, riesce, anzi, ad essere divertente nei passaggi in cui la forza bruta è costretta a scontrarsi con gli aspetti più ridicoli e negativi della vita quotidiana. Insomma: caro Andrea Gagliardi, pensavo molto peggio!