L'UOMO CHE CAMMINA

di Maurizio Vannicola

Da sempre i manga ci regalano storie dalle tematiche più disparate e dagli stili più impensabili, autori dalle abili capacità che sperimentano nuovi stili e nuovi modi di raccontare, spesso tralasciando il testo e comunicando quasi esclusivamente con l’ausilio delle immagini e dell’impaginazione grafica. Uno dei tanti autori che meglio sa parlare al cuore dei lettori è senza dubbio Jiro Taniguchi. Probabilmente poco conosciuto al vasto pubblico, è di sicuro apprezzato da chi cerca una lettura impegnativa e fuori dai canoni commerciali: una delle sue opere di maggior rilievo, oltre agli ottimi L’Olmo e Al tempo di papà, è certamente L’uomo che cammina. Questo volume, autoconclusivo, raccoglie le storie apparse sul mensile Morning Party nell’arco di circa un anno; filo conduttore della storia sono le lunghe, ed insolite, passeggiate di un Uomo, un comune impiegato che, trasferitosi in campagna dalla chiassosa città, riscopre, quasi fosse un bambino, tutte le meraviglie della natura. È sbalorditivo come Taniguchi riesca a far trasparire dalle sue vignette lo stato d’animo dei personaggi senza troppe parole, soltanto attraverso gli sguardi ed i gesti, tanto comuni quanto significativi, rivolti a situazioni quotidiane ma non per questo meno affascinanti. Con il suo disegno chiaro, pulito ed a tratti molto realistico Taniguchi dipinge una serie di situazioni che, filtrate attraverso gli occhi "dell’uomo che cammina", acquistano una grande importanza. Con la sua opera, come lo stesso Castellazzi sottolinea nell’introduzione all’edizione italiana, l’autore vuole lanciare un segnale, suggerendo il modo per distaccarsi dalla frenetica vita di tutti i giorni, per assaporare con maggiore intensità le piccole cose, per trarre giovamento e trascorrere con maggiore serenità la nostra esistenza. Ecco spiegata la quasi totale assenza di parole e di onomatopee. Quanti di voi hanno trascurato uno splendido cielo stellato estivo, e quanti, dopo un leggero temporale, ne hanno assaporato in ogni sua forma la leggera brezza che ne segue? E ancora: chi mai non sognerebbe di addormentarsi su di un morbido tappeto di petali all’ombra di un maestoso ciliegio? Certo queste sono situazioni impossibili da ritrovare nelle città in cui molti di noi vivono, ma sicuramente l’invito è quello di guardare con più attenzione alle cose che ci circondano, perché in tutto ciò che noi trascuriamo, e che non degniamo di importanza, sicuramente può nascondersi una piccola meraviglia capace di rendere la nostra giornata più serena, separandoci momentaneamente dalla frenetica realtà. Perché apprezzare le piccole cose aiuta sicuramente a valorizzare quelle più importanti.