SUPERMAN: VERITA' GIUSTIZIA E AMERICAN WAY?

Superman non è un supereroe come gli altri ma è il Primo, in tutti i sensi: primo personaggio del genere nella storia del Fumetto e principale punto di riferimento dei valori espressi dall’ideale supereroico; e come tale deve essere sempre un simbolo di verità e di giustizia. A questo va aggiunto che il suo alter-ego, Clark Kent, è anche il simbolo dell’American Way of Life (più dello stesso Capitan America). E’ chiaro quindi che, per qualsiasi autore, scrivere una storia di Superman non infarcita di banalità può essere un’impresa veramente ardua. Impresa riuscita felicemente a Joe Kelly (storia) Doug Mahnke e Lee Barmejo (disegni) nel numero 775 di Action Comics (pubblicato in Italia in Superman Trade Paperback n°7 Ed. Play Press). La trama è molto semplice: c’è un nuovo gruppo di supereroi, l’Élite, che riscuote molto successo tra le masse combattendo il crimine. Il problema però è che questi sedicenti eroi, capitanati dal britannico Manchester Black, massacrano i criminali e chiunque si trovi in mezzo. Tutta questa brutalità, ovviamente, non piace a Superman che entra subito in conflitto (ideologico e fisico) con loro. Quello che più appassiona in questa storia, però, è soprattutto il confronto tra due modi differenti di intendere il genere supereroistico. Joe Kelly ha evidentemente ricalcato l’Élite sul supergruppo di Authority del londinese Warren Ellis ed ha "delegato" a Superman il compito di rispondere per le rime al concetto di giustiziere espresso dalla suddetta serie. La questione rimane aperta (è meglio il supereroe che esprime degli ideali o quello che usa ogni mezzo possibile per sconfiggere il male?): quello che invece fa piacere è che finalmente (dopo tanto tempo) il buon vecchio Super è tornato ad essere un personaggio "vero" e non più "un fesso con le mutande sopra al pigiama".