MANGA SPORTIVI COMICI

di Mauro Paone

Per avere successo nello sport dobbiamo darci da fare, sudare, correre... ma se il nostro fisico non è proprio come dovrebbe essere, se la voglia di emergere dalla massa non corrisponde alle nostre capacità atletiche, come possiamo fare? Adattare lo sport alle nostre esigenze! Detta così sembra una frase insensata ma è proprio questa la chiave di lettura di molti manga, sportivi sì, ma soprattutto comici e carichi di humor. Ma come si può far ridere con lo sport? La comicità è ottenuta nel momento in cui si viene a creare una situazione contrapposta al reale (si ride del contrario, diceva Pirandello). Lo sport è sempre visto come un’attività agonistica da prendere con la dovuta serietà: creando tuttavia una storia sportiva basata sul non-sense si ottiene l’effetto contrario e quindi la comicità. I protagonisti di tali vicende sono spesso studenti delle superiori poco avvezzi allo studio, per niente interessati allo sport e spesso egocentrici e pieni di sé (Dash Kappei, F-Motori in Pista). Una qualche causa esterna però, come l’amore non ricambiato per una ragazza o il semplice caso fortuito, essere nel posto giusto al momento giusto, può dare l’avvio ad una bellissima e strampalata carriera sportiva. Pur non essendo lo sport il vero e proprio fulcro dell’azione, in queste storie la voglia di superare gli altri, di essere il migliore, è sempre presente. I mezzi, però, con cui viene raggiunta la meta sono tra i più anticonvenzionali e privi di logica possibile: tecniche dai nomi spaventosi e micidiali si rivelano le più bislacche e pazze; allenamenti a prima vista buffi, grotteschi e privi di senso sono tutto fuorché tali, rivelandosi al contrario essenziali nei momenti di estrema necessità (Noritaka). Da qui l’evoluzione del protagonista che, da "bravo a far niente", diviene a suo modo un piccolo eroe ammirato da tutti. Il personaggio principale non è l’unico elemento comico, coprotagonisti e antagonisti assolvono ottimamente allo stesso compito "adeguandosi" alle situazioni e creandone di proprie, rivelandosi a volte i più "fuori di testa". Anche l’obiettivo da raggiungere, in genere, esce completamente fuori dai canoni tipici dell’agone sportivo, anche se le difficoltà da superare lungo il cammino non mancano. Qui i campionati e i trofei ci sono ma il loro significato passa in secondo piano rispetto ai veri obiettivi del protagonista. Se in una normale squadra di basket vincere il campionato è il traguardo da raggiungere insieme, a seguito di tante sofferenze e sacrifici, in Dash Kappei (Gigi la trottola) la vera meta è conquistare l’amore di Akane attraverso i successi sportivi personali. L’impegno, quindi, sarà sempre e comunque profuso per la propria causa. Il lieto fine, non privo di colpi si scena, è d’obbligo in storie del genere, in quanto il tutto è studiato per far divertire il lettore e soprattutto insegnare come sia bello fare sport...ma con il sorriso sulle labbra.